Economia
I prezzi alti non fermano l'export di olio di oliva dall'Italia
I dati ufficiali di Ismea indicano che l'export di olio extravergine di oliva dall'Italia è aumentato in volume del 3,5% nel primo semestre 2024 rispetto al primo semestre 2023. Smentite le cassandre
02 ottobre 2024 | C. S.
Le prime stime produttive sulla campagna olearia 2024/25 indicano un aumento dei volumi mondiali rispetto ai 2,5 milioni di tonnellate dello scorso anno. La stima dei 3,1 milioni di tonnellate collocherebbe i volumi della campagna 2024/25 in linea con la media delle sei campagne precedenti, che tuttavia risentono della scarsità delle ultime due.
Ma è giustificato o giustificabile un calo dei prezzi?
Apparentemente no, secondo i recenti dati Ismea.
Nei primi sei mesi del 2024, infatti, l’export italiano è cresciuto del 7% in volume a fronte di un +63 in valore che ha superato 1,6 miliardi di euro.
Di particolare interesse il dato dell'olio extravergine di oliva che ha subito i maggiori rincari, con una quotazione all'ingrosso mai inferiore a 9 euro/kg. Il dato dell'export indica una crescita in volume del 3,5% a 129 mila tonnellate con una crescita in valore del 64%.

Chi consumava olio extravergine di oliva ha scelto di continuare a farlo, anche all'estero, mentre a essere penalizzati sono gli altri oli vergini, olio vergine di oliva e lampante, con un boom degli oli di sansa. E' evidente quindi la scelta sulla qualità dei consumatori mentre, probabilmente il canale ristoranti e Horeca, ha abbassato le sue pretese per prodotti sempre di oliva ma più economici.
Molto positivi i flussi diretti verso gli Usa, prima destinazione del prodotto proveniente dall’Italia, che nei primi 6 mesi dell’anno hanno segnato un +10% nei volumi accompagnato da un rimbalzo del valore del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Di contro, le importazioni in quantità sono scese del 16% con una spesa, arrivata a quasi a 1,7 miliardi di euro, in aumento del 33%. Sul fronte dei paesi fornitori si è assistito a un incremento delle importazioni dalla Spagna (+55%) e dalla Tunisia (+59%) mentre sono crollate quelle da Grecia (-75%) e dalla Turchia (-37%). La Spagna, grazie anche a una produzione della campagna scorsa migliore rispetto alla precedente, ha potuto rispondere in modo più adeguato alla domanda dell’industria imbottigliatrice italiana, confermandosi leader dei fornitori con il 59% del totale acquistato fuori dai confini nazionali.
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