Economia

Il mercato del bio italiano vale 7,5 miliardi di euro

Il mercato del bio italiano vale 7,5 miliardi di euro

Al primo posto si confermano i siti di e-commerce di alimenti bio, con una crescita nuovamente a doppia cifra pari al 67,8%. Calo consistente invece, pari a -9,3%, per i negozi specializzati

18 maggio 2022 | C. S.

Il colpo di coda di un coccodrillo può essere altrettanto pericoloso delle sue fauci. Così la pandemia da Covid-19 con la sua lunga coda sindemica che incrocia emergenza sanitaria, economica, ambientale e sociale, come ha spiegato Richard Horton, caporedattore della prestigiosa rivista medica The Lancet. Una battaglia in corso da due anni su scala planetaria, mentre in Ucraina, nel cuore dell’Europa, si scatena una nuova guerra con una scia infinita di distruzione, dolore, crescenti difficoltà nel reperimento delle materie prime e costi stellari per l’energia.
Con questo scenario sotto gli occhi potrebbe apparire fatuo fare il punto sul biologico in Italia, appena il 3,4% dei consumi agroalimentari. Se non fosse che il biologico fa parte della soluzione, non del problema. Se non fosse che il biologico è centrale nella transizione ecologica. Se non fosse che l’Unione Europea punta a dimezzare
l’utilizzo di pesticidi, ridurre del 20% quello di fertilizzanti e triplicare le superfici bio arrivando al 25% entro il 2030, contro l’8% del 2019.
Non stupisce quindi l’ennesimo attacco al biologico, questa volta da parte del colosso dell’agrochimica Syngenta che, agitando la minaccia di una crisi alimentare globale, propone come soluzione radicale la rinuncia all’agricoltura biologica per elevare le rese produttive. Ma per il bio è tempo di raddoppiare, altro che lasciare!

L’Italia tra i leader del bio

Infatti l’Italia guarda avanti e prosegue la sua corsa, con un mercato che vale 7,5 miliardi di euro nel 2021, export compreso. E, proprio per fotografare il ruolo trainante del nostro Paese nel panorama internazionale del bio, questo 15° Rapporto Bio Bank si apre con un’ampia carrellata di dati strutturali e di mercato europei e mondiali
(dati Fibl-Ifoam 2019).
In Europa, la grande Europa che conta 47 Paesi, non l’Unione Europea a 27, l’Italia nel 2019 si trova al primo posto per export (2,4 miliardi di euro) e aziende di trasformazione (21.419), al secondo per produttori agricoli (70.540), al terzo per vendite al dettaglio (3,6 miliardi di euro) e superfici (1,99 milioni di ettari), al sesto per quota delle superfici bio sulla Sau totale (16%). Il Rapporto prosegue con il consueto quadro nazionale tra mercato, operatori e superfici. Si aggiunge quest’anno un approfondimento sul biodinamico che vede l’Italia come primo paese esportatore al mondo di prodotti certificati Demeter e terzo produttore in Europa. Da non perdere le utili
pagine finali con il panorama delle più autorevoli fonti di dati sul biologico, insieme a contributi stimolanti su crisi climatica e limiti dello sviluppo, rischi globali e transizione ecologica.

Trend attività bio 2016-2020

Cuore del Rapporto la fotografia di 3.700 attività bio censite da Bio Bank nel 2020. Nell’arco degli ultimi cinque anni è cresciuto solo del 4,6% il numero totale di attività bio delle tre tipologie alimentari monitorate sul Rapporto Bio Bank. Erano infatti 2.265 nel 2016, sono salite a 2.370 nel 2020. Al primo posto si confermano i siti di e-commerce di alimenti bio, con una crescita nuovamente a doppia cifra pari al 67,8%. Un trend già positivo, che ha subito un’ulteriore accelerazione per effetto della pandemia, ampliando notevolmente la platea dei clienti virtuali. Al secondo posto le attività di ristorazione, con una crescita di appena il 3,1%. Situazione di stallo già esistente, che si è confermata nel 2020 per le chiusure forzate a causa del Covid. Calo consistente invece, pari a -9,3%, per i negozi specializzati, che in cinque anni scendono da 1.423 a 1.291. Nel canale storico del settore è in atto una vera e propria razionalizzazione della rete, mentre la concorrenza di supermercati, discount e non solo resta altissima.
Continua la fase propulsiva della cosmesi bio, ma l’incremento corre a due cifre, segnando un +91% tra il 2016 e il 2020, non più a tre. Negli ultimi cinque anni le attività di cosmesi sono quasi raddoppiate passando dalle 699 rilevate nel 2016 alle 1.335 del 2020. Guidano la classifica i siti di e-commerce che trattano in gran parte cosmesi, ma anche detergenza, balzati dai 194 del 2016 ai 441 del 2020, con una crescita del 127,3%. Un canale di vendita in piena espansione sotto l’effetto della pandemia. Al secondo posto troviamo quest’anno le aziende di cosmesi e detergenza, quasi raddoppiate in cinque anni: erano 296 nel 2016, sono salite a 558 nel 2020, con una crescita dell’88,5%. Terza posizione per le profumerie, che passano da 209 a 336, con un incremento del 60,8%.
Anche per queste attività ha inciso la pandemia, ma con l’effetto negativo delle chiusure forzate che hanno rallentato il consueto turnover.

Potrebbero interessarti

Economia

L'agriturismo si trasforma, sempre più servizi per i turisti

A crescere non è soltanto il numero delle strutture, ma anche il valore economico del comparto, che segna un incremento del 3,3%, a testimonianza della vitalità del turismo rurale nel Paese. Oltre all’ospitalità, il settore si distingue sempre più per la varietà dei servizi offerti

10 marzo 2026 | 09:00

Economia

L'indice dei prezzi alimentari sale a febbraio per la prima volta in cinque mesi

Le quotazioni più elevate per il grano, la maggior parte degli oli vegetali e diversi tipi di carne hanno superato i cali dei prezzi del formaggio e dello zucchero. Quotazioni in aumento dello 0,9% rispetto al livello di gennaio mentre ancora l'1% al di sotto del livello un anno prima

09 marzo 2026 | 10:00

Economia

Gli italiani si fidano di olivicoltori e frantoiani: 40% degli acquisti di olio di oliva dal produttore

Nonostante la diffusione capillare dell’olio extravergine nelle case degli italiani, l’indagine mette in luce anche un paradosso: si tratta di un alimento amatissimo ma ancora poco conosciuto nei suoi aspetti più profondi

05 marzo 2026 | 12:00

Economia

Trend negativo del vino italiano negli USA, si guarda a Cina, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito, Svizzera e Brasile

L’incertezza causata dall’introduzione dei dazi unita ad una contrazione dei consumi nel mercato statunitense, che nel 2025 hanno prodotto una flessione delle importazioni di vini dall’Italia, sta inducendo i nostri produttori a intensificare l’export verso altre destinazioni

04 marzo 2026 | 19:00

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 4 marzo: sale l’extravergine italiano, crolla lo spagnolo

Il mondo dell’industria e imbottigliamento spagnolo ha bloccato gli acquisti e si è innescata una corsa al ribasso che ha fatto perde 25 centesimi di euro in due settimane all’extravergine spagnolo. Cresce la invece quotazione minima dell’extravergine italiano. Cali minimi per le Dop del nord, causa mancanza di oli di qualità

04 marzo 2026 | 18:45

Economia

Le conseguenze del ciclone Harry sui prezzi dell'ortofrutta italiana

Le piogge abbondanti e il forte maltempo, infatti, hanno danneggiato le colture di alcuni prodotti, facendo balzare i prezzi all’ingrosso. Chi cerca convenienza nel reparto verdure dovrebbe orientarsi verso i cavolfiori bianchi 

02 marzo 2026 | 10:00