Economia
Boom dell'export di formaggi e latticini italiani
Alcune merceologie sono riuscite a capitalizzare l'eredità del Covid-19 e fidelizzare i consumatori: è il caso dei formaggi freschi, soprattutto le mozzarelle. Bene anche le vendite sul mercato domestico
23 settembre 2021 | C. S.
I formaggi italiani hanno ripreso la loro corsa sui mercati esteri. Dopo la lieve flessione in valore delle esportazioni nel 2020, il primo semestre del 2021 ha fatto registrare un incremento a doppia cifra delle spedizioni oltre frontiera, sia nelle quantità (+11%) che in valore (+13%) sullo stesso periodo dello scorso anno. A favorire il rimbalzo, sottolinea l'Ismea sulla base degli ultimi dati del commercio estero dell'Istat, è stata la ripresa dei consumi fuori casa nei principali Paesi clienti, dopo l'allentamento delle misure restrittive determinate dalla pandemia e, per quanto riguarda gli Stati Uniti, la rimozione dei dazi che da ottobre del 2019 a febbraio 2021 hanno gravato sui formaggi diretti verso il mercato a stelle e strisce.
Nel 2020, nonostante le difficoltà del periodo pandemico e il forte rallentamento del commercio mondiale l'Italia ha esportato 463 mila tonnellate di formaggi e latticini (+1,7% sul 2019) per un controvalore di 3,1 milioni di euro (-3%), mantenendo il titolo di terzo esportatore mondiale, dietro Germania e Paesi Bassi e confermandosi il primo fornitore di due destinazioni strategiche come Francia ( principale mercato di sbocco del comparto a livello globale) e Stati Uniti ( primo Paesi acquirente a livello extra Ue ).
Nel mercato domestico, come emerge dai dati relativi alla prima metà dell'anno, gli acquisti di prodotti lattiero caseari hanno registrato una generale flessione rispetto ai valori record del 2020, mantenendosi comunque al di sopra dei livelli pre-pandemici. Più da vicino, la contrazione dei consumi nel 2021 evidenziata dal panel famiglie Ismea-Nielsen, è stata del 4,2% in volume, dopo il picco del +10% messo a segno nel 2020, per effetto del lockdown e dello spostamento di quasi tutti i consumi tra le mura di casa. Il confronto con l'epoca pre-pandemica evidenzia tuttavia un netto miglioramento degli acquisti della categoria nel 2021: +6,7% i volumi rispetto al 2019.
Alcune merceologie sono riuscite meglio di altre a capitalizzare l'eredità del Covid-19 e fidelizzare i consumatori: è il caso dei formaggi freschi (soprattutto mozzarelle), che hanno limitato la flessione del 2020 a un -3,9%, mantenendo un differenziale positivo con il 2019 di addirittura dell'11%. Tra i formaggi DOP, da evidenziare a livello di singola referenza, la Mozzarella di bufala e il Montasio che sono ulteriormente cresciuti anche nell'anno dopo le ottime performance del 2020 (rispettivamente +2,4% e +11%).
Allargando il focus dell'analisi all'ultimo quinquennio, prima della pandemia il comparto del latte e derivati formaggi ha attraversato una fase di progressivo declino dei volumi acquistati. Molti sono stati i cambiamenti delle abitudini dei consumatori sia in riferimento ai canali distributivi scelti sia al posizionamento dei formaggi all'interno della dieta di ciascuna tipologia di famiglia.
Le coppie giovani con figli piccoli hanno mostrato la maggior disaffezione al consumo di formaggi nel quinquennio, riducendo gradualmente nella loro dieta la presenza del formaggio a tavola (-5% in volume tra il 2016 e il 2020). I formaggi hanno avuto maggiore appeal nelle famiglie composte da genitori con figli adolescenti, per i quali il consumo di formaggio è aumentato del 15% in cinque anni con un recupero eccezionale nell'ultimo anno. Anche i giovani single hanno mostrato un eccezionale dinamismo in epoca di pandemia (+21%) e si tratta di una vera e propria riscoperta del prodotto dopo un periodo di interesse scarso e cedente.
Le dinamiche positive riscontrate a valle della filiera, sia sul fronte estero sia in termini di domanda domestica, nascondono tuttavia forti criticità nelle fasi più a monte a causa dei consistenti rincari dei costi delle materie prime.
Potrebbero interessarti
Economia
Biologico globale in controtendenza: mercato a 145 miliardi, l’Italia resta leader in Europa
Nonostante crisi e inflazione, il settore cresce del 6%. Il mercato bio nazionale ha raggiunto 10,4 miliardi di euro complessivi nel 2024ed export a quota 3,9 miliardi. Primati su produttori e trasformatori
22 maggio 2026 | 10:00
Economia
L'export vola e traina la crescita internazionale del Taleggio Dop
Il Taleggio Dop consolida il suo posizionamento globale: produzione stabile e mercati esteri sempre più strategici, con Francia e USA in prima fila. A contribuire a questo nuovo posizionamento, la partnership con Joe Bastianich
21 maggio 2026 | 13:00
Economia
Il biologico torna protagonista nel carrello degli italiani
Nel 2025 acquisti a quota 4,4 miliardi. Crescono spesa e volumi: il bio avanza più del doppio rispetto all’intero comparto agroalimentare. Trainano ortofrutta, latticini e consumi nel Sud Italia
21 maggio 2026 | 09:00
Economia
Bilancio commerciale agricolo positivo per la UE ma le importazioni corrono più delle esportazioni
Chiude in positivo di quasi 25 miliardi il bilancio commerciale agricolo europeo. In un decennio gli acquisti dall’estero crescono al +5% annuo contro il +4,4% delle vendite. Londra primo partner per l’export, Brasile in testa per l’import
20 maggio 2026 | 16:00
Economia
I nuovi comportamenti d’acquisto degli italiani davanti allo scaffale del supermercato
Dai dati NielsenIQ emerge spesa in aumento moderato, ma domanda sempre più frammentata tra categorie salutistiche. Si riduce la propensione ai grandi acquisti, frequenza di acquisto elevata e forte competizione tra insegne
20 maggio 2026 | 10:00
Economia
Il prezzo dell'olio di oliva al 19 maggio: la fioritura dell'olivo fa il prezzo
Le quotazioni dell'olio extravergine di oliva appaiono abbastanza stabili in attesa dei risultati della fioritura in Spagna e Italia. Sotto i 6 euro/kg a Lecce, Taranto e Brindisi. Attenzione anche ai prezzi del vergine e del lampante a Jaen che danno segnali di stanchezza
19 maggio 2026 | 18:00