Economia

In Cina sempre meno extra vergine e sempre più olio d'oliva

Dopo il boom dell'extra vergine, registrato nella campagna olearia 2011/12, ora l'olio di oliva sta riacquistando progressivamente quote di mercato. Spagna e Italia sono i principali fornitori cinesi ma attenti al boom di Tunisia e Turchia

29 novembre 2019 | T N

La Cina rappresenta circa il 4% delle importazioni mondiali di olio di oliva e di olio di sansa di oliva, secondo i dati del Coi.

Nella campagna 2017/18, le importazioni cinesi di olio d'oliva e di olio di sansa d'oliva sono diminuite del 7,9%, superando di poco le 42 mila tonnellate.

Tuttavia, se si confronta questo dato con le importazioni cinesi di olio d'oliva e di olio di sansa d'oliva nella campagna 2012/13, quando le importazioni hanno raggiunto le 38700 tonnellate, le importazioni in Cina sono aumentate del 9%.

Il massimo dell'import di oli di oliva in Cina si è registrato nella campagna olearia 2016/17, con quasi 46 mila tonnellate.

I principali fornitori della Cina, Spagna e Italia, rappresentano il 94,5% del totale, seguiti dalla Grecia con l'1,3% e dall'Australia con l'1,2%, con i restanti Paesi tutti attestati sotto all'1%.

I maggiori aumenti delle importazioni nell'annata 2017/18 sono stati riscontrati proprio da fornitori non usuali, come l'Australia che ha aumentato i flussi commerciali del 56%. Da considerare le percentuali a tre cifre di incremento per Tunisia e Turchia, entrambe arrivate a rappresentare lo 0,4% del mercato cinese.

Per quanto riguarda i volumi per categoria di prodotto, il 72,4% delle importazioni totali sono oli vergini di oliva, seguita da olio di oliva per il 17,4% e dal 10% dell'olio di sansa.

Le importazioni di olio d'oliva hanno seguito un andamento positivo, rappresentando il 17,4% del totale delle importazioni nella campagna 2017/18, rispetto al 4,7% del 2011/12.

Le importazioni di oli extravergini di oliva, invece, sono diminuite del 19,7% rispetto al 2011/12 e la quota delle importazioni totali è passata dall'84,5% al 72,4%.

Potrebbero interessarti

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva al 7 aprile: speculazioni e deodorato abbattono le quotazioni in Spagna, difficoltà anche in Italia

Se il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Spagna si alza troppo ecco comparire cisterne di deodorato e si torna a 4,2 euro/kg, mentre il lampante continua a salire oltre 3,2 euro/kg. In Italia poche cisterne vengono vendute, molte da Andria a quotazioni impossibili di 5,5 euro/kg: così si inquinano i pozzi. Basta buonismo con la GDO!

07 aprile 2026 | 18:40

Economia

Prezzi alimentari mondiali in aumento a marzo per l'effetto Iran

Quotazioni in aumento del 2,4% rispetto a febbraio e dell'1,0% rispetto al suo livello di un anno fa. Pericoli per la filiera agroalimentare globale se il conflitto in corso di estende oltre i 40 giorni. Forti aumenti per gli oli vegetali, utilizzati per biocarburanti

07 aprile 2026 | 11:00

Economia

Il ritorno del freddo non fa alzare i prezzi: in calo le fragole

I limoni siciliani e calabresi mostrano un’ottima disponibilità con prezzi regolari. Le basse quotazioni delle fragole spagnole traina verso il basso le quotazioni delle varietà italiane. Le patate a pasta gialla sono molto richieste per le festività pasquali

04 aprile 2026 | 13:00

Economia

L’Italia torna protagonista nelle conserve di pomodoro: produzione in crescita e leadership nell’export

Sul fronte dei prezzi, il 2025 ha segnato un rafforzamento dei corrispettivi riconosciuti agli agricoltori. Il mercato del pomodoro da industria, regolato da accordi interprofessionali, ha registrato aumenti per il pomodoro tondo e soprattutto per il pomodoro allungato

04 aprile 2026 | 10:00

Economia

Export di olio di oliva in crescita e consumi stabili in Europa

Dal sud America 5 mila tonnellate di olio di oliva verso l’Europa in quattro mesi, 52 mila dalla sola Tunisia. Le importazioni crescono più dell’export extra Ue che fatica in Stati Uniti, Canada e Australia. Boom della Cina

03 aprile 2026 | 12:00

Economia

I conti floridi della Grande Distribuzione in campo alimentare

A fare la differenza restano efficienza, scala e capacità di presidiare i territori. I discount continuano a essere il benchmark del comparto. Nel 2025 vendite in crescita del 4,3% con un fatturato netto di 109,8 miliardi di euro

02 aprile 2026 | 15:00