Economia

Gli italiani continuano a risparmiare sulla tavola

30 settembre 2013 | C S

L’inflazione frena, ma i consumi non decollano. Anzi, le vendite dei prodotti alimentari sono diminuite dell’1,6 per cento, con un calo per i piccoli negozi (meno 3,5 per cento) e anche per la Grande distribuzione organizzata (-0,9 per cento). E ora l’aumento dell’Iva dal 21 al 22 per cento che scatterà da domani renderà il tutto ancora più difficile per famiglie e imprese. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati Istat sul costo della vita nel mese di settembre che è sceso allo 0,9 per cento, il più basso dall’ottobre 2009.

Il rallentamento della corsa dei prezzi al consumo (come quelli alimentari) -avverte la Cia- non ha cambiato la situazione sul fronte dei consumi Gli italiani continuano a svuotare il carrello della spesa, orientandosi sempre di più verso una tavola “low-cost”, con 7,4 milioni di famiglie che optano per prodotti di qualità inferiore e 6,5 milioni che ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount. Oltretutto, ne fanno le spese prodotti come pasta (meno 9,3 per cento), pesce (meno 16,6 per cento), carne rossa (meno 4,4 per cento) e ortofrutta (meno 3,7 per cento).

In uno scenario del genere l’aumento dell’Iva -rimarca la Cia- può dare un colpo micidiale, costando alle famiglie quasi un miliardo in più soltanto per le spese alimentari. Per non parlare degli effetti sulle aziende, soprattutto quelle agricole.

E’ vero che l’aumento dell’aliquota dal 21 al 22 per cento non riguarda beni di prima necessità come pasta o pane, ma è altrettanto vero che -ricorda la Cia-. coinvolge prodotti di largo consumo come acqua minerale, vino e spumanti, birra, succhi di frutta, caffè e bevande gassate Senza contare che il rialzo sulla voce carburanti avrà, comunque, effetti moltiplicatori sui prezzi di tutti i prodotti alimentari, visto che in Italia viaggiano su gomma nell’85 per cento dei casi per arrivare dal campo alla tavola.

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