Ambiente
Rischio frane e assetto idrogeologico del territorio
La necessità di accurati interventi di prevenzione diventa un passaggio fondamentale. A spiegarlo è l'agronomo Giovanni Perri. La gestione del territorio va attuata dando priorità assoluta alla sistemazione dei terreni e alla regimazione delle acque piovane e irrigatorie
08 maggio 2010 | Giovanni Perri

Le diverse frane degli ultimi mesi in Calabria hanno arrecato notevoli danni al territorio e alle strutture abitative e produttive con relativi sgomberi e chiusure delle strade di collegamento, il che impone, per fronteggiare gli eventi alluvionali la massima attenzione per quanto attiene lâuso del suolo e lâassetto del territorio.
I diversi movimenti franosi, infatti, hanno trasportato in profondità e verso le zone vallive parte del suolo formatosi nel corso di secoli, cancellando anni di duro e paziente lavoro, frutto di enormi sacrifici sopportati da diverse generazioni.
Le origini che hanno innescato e favorito i movimenti franosi, in molti casi sono da addebitare alla scarsa manutenzione del territorio ed ai mancati opportuni interventi sistematori idraulico-agrari e idraulico-forestali che, invece, dovevano e potevano fronteggiare almeno fenomeni erosivi superficiali ed assicurare la difesa del territorio e dei versanti collinari.
Più specificatamente sono mancati interventi di natura agronomica per quanto attiene la copertura vegetazionale e la sistemazione idro-geologica delle pendici collinari, che di certo avrebbero limitato i danni causati dallâerosione e prevenuto o attenuato i danni.
Cosa fare quando le piogge intense sono tante ed innescano i movimenti franosi? Occorre in primis programmare interventi di bonifica e di risanamento ambientale per prevenire ulteriori calamità , con una visione non improntata allâordinarietà e di essere assillati dalle emergenze che portano spesso solo a soluzioni improvvisate di corto respiro, bensì ad una attenta e razionale politica dellâuso del suolo e dellâassetto del territorio.
La gestione del territorio va attuata dando priorità assoluta alla sistemazione dei terreni ed alla regimazione delle acque piovane ed irrigatorie, per una razionale conservazione del suolo, soprattutto nelle zone collinari e montane molto sensibili e fragili allâaggressività climatica.
Interventi prioritari, per la prevenzione delle frane superficiali almeno, sono quelli agronomici capaci di assicurare la copertura del manto vegetazionale, anche con prati e pascoli permanenti, essenze arbustive tipiche della macchia mediterranea ed altre specie erbacee ed arboree che si sono da tempo insediate nel territorio.
Il manto vegetale delle superfici boscate, prative e pascolative riduce notevolmente le portate e la velocità dei deflussi idrici superficiali, svolgendo unâazione di forte contrasto rispetto alla erosione dei suoli, soprattutto in quelli sciolti, sabbiosi e carenti di copertura vegetale, soggetti a movimenti franosi di una certa intensità e gravità .
Negli ultimi anni la evoluzione tecnica rapida e senza controllo, unita ai mutamenti economici e sociali ed al massiccio intervento pubblico hanno finito con lo stravolgere le modalità di utilizzo del territorio, spesso trascurando le buone regolare agronomiche di massima sicurezza per quanto attiene la conservazione del suolo.
In sinergia con queste considerazioni agronomiche la Regione Calabria si è dotata, giustamente, del Piano per lâAssetto Idrogeologico della Regione Calabria che si proponeva e si propone tuttâora lâobiettivo strategico di superare le emergenze attraverso la prevenzione di frane, alluvioni ed erosioni costiere e lâutilizzo programmato del territorio.
Gli agronomi e forestali della Calabria hanno dato un forte contributo per affrontare e risolvere il problema della erosione dei suoli e della prevenzione delle franosità superficiali studiando e valutando le caratteristiche del suoli, quali la tessitura, la struttura, la permeabilità , la percentuale di sostanza organica ed infine lâaggressività climatica, convinti come sono che le pratiche agricole razionali riducono notevolmente lâerosione ed impediscono in maniera naturale ed efficace il dissesto e lâimpoverimento dei territori.
Tutto ciò con la finalità di incoraggiare gli operatori agricoli e forestali a muoversi sotto lâottica della politica della qualità ambientale con interventi mirati e razionali, in particolare nelle aree a forte pendenza per ridurre i fenomeni erosivi e di franosità delle pendici terrose, soprattutto nei periodi caratterizzati da avversità climatiche di una certa intensità .
La ripetitività di alcune tragedie che affliggono la Calabria, Cerzeto, Crotone, Noverato ecc., testimoniano, ancora una volta, che necessitano validi progetti per la prevenzione delle frane e lâerosione dei suoli, con lâimpiego innovativo di tecnologie di consolidamento delle pendici collinari e montane, di consolidamento e protezione delle opere infrastrutturali e dei centri abitati, unitamente ad altri interventi per il risanamento dei siti inquinati e della fitodepurazione per il recupero ambientale e la rinaturalizzazione dei luoghi.
Potrebbero interessarti
Ambiente
Repellenti ed ecosistemi: la protezione invisibile che pesa sul pianeta
Una nuova frontiera della consapevolezza ambientale riguarda i repellenti per insetti. Scegliere attivi di origine botanica significa optare per una molecola che la natura è in grado di riassorbire rapidamente
18 aprile 2026 | 09:00
Ambiente
La verità sull'impatto ambientale del cibo, questa sconosciuta
Molti presumono che gli alimenti trasformati siano i peggiori, tendono a trascurare l'impatto sorprendentemente elevato di alimenti come le noci e sottovalutare quanto sia davvero dannosa la carne bovina
24 marzo 2026 | 13:00
Ambiente
In Italia oltre 1,1 milioni di ettari di bosco certificati
PEFC Italia presenta il Rapporto 2026 sulla certificazione di gestione forestale sostenibile: a fine 2025 sono 1.124.507,48 gli ettari di superficie certificata PEFC, in crescita di 63.447,98 ettari (+6%) rispetto al 2024
22 marzo 2026 | 11:00
Ambiente
I disturbi sulle foreste europee potrebbero raddoppiare entro la fine del secolo
Incendi, tempeste, infestazioni di insetti xilofagi: sono queste le principali minacce alle foreste europee, secondo uno studio internazionale pubblicato su Science,, che ha fornito la valutazione più completa sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100
19 marzo 2026 | 09:00
Ambiente
Improvvisa accelerazione del riscaldamento globale
Rimuovendo influenze naturali a breve termine come El Niño, eruzioni vulcaniche e cicli solari dai record di temperatura, il riscaldamento globale ha preso velocità negli ultimi dieci anni, secondo una nuova analisi del Potsdam Institute for Climate Impact Research
10 marzo 2026 | 16:00
Ambiente
Misurare la sostenibilità d'impresa: il progetto Ispra
Il dispositivo automatizza la generazione degli indicatori previsti dalla normativa e consente il download di report in formati standardizzati, garantendo piena interoperabilità con l'ESAP-European Single Access Point
03 marzo 2026 | 10:00