Ambiente
Nuova ondata di caldo in arrivo su Italia ed Europa occidentale
Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l'aria calda. Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l'alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l'arrivo di correnti più fresche
15 luglio 2026 | 14:30 | C. S.
Una nuova, intensa ondata di calore sta per colpire l'Italia e l'Europa occidentale. Da lunedì, un'area di bassa pressione a ovest della Penisola Iberica richiamerà aria calda di origine desertica, che rinforzerà l'anticiclone già presente da settimane sul nostro Paese. Nello stesso momento, un'altra area di bassa pressione si consoliderà tra l'Europa orientale e il Mar Nero, dando vita a quella che i meteorologi chiamano "configurazione a omega". Questa volta il cuore dell'anticiclone si sposterà più a est, coinvolgendo l'intera penisola, comprese le regioni del Sud rimaste finora ai margini del grande caldo. Lunedì sono previste temperature fino a 37-39°C in Sardegna e 36-38°C nelle zone interne. Da martedì il caldo potrebbe intensificarsi ulteriormente, con punte di 40°C o oltre in Sardegna, Sicilia e nelle zone interne del Centro Italia.
Perché un anticiclone fa salire le temperature: la grande cupola
Un anticiclone funziona come una grande cupola che intrappola l'aria calda. Questa aria scende verso il suolo, si comprime e si scalda ancora di più. Allo stesso tempo, l'alta pressione impedisce la formazione di nuvole e blocca l'arrivo di correnti più fresche, come quelle atlantiche. Il risultato: cielo sereno e temperature in costante aumento.
Perché negli ultimi anni gli anticicloni sono così forti: come un'onda
Un anticiclone è tanto più forte quanto più è calda l'aria che lo alimenta, in particolare alle quote “medie” ovvero quelle comprese tra 4.000 e 6.000 metri. Quando l'aria calda proveniente dalle regioni subtropicali si dirige verso nord, verso l'Europa centrale, l'anticiclone ha un orizzonte di vita maggiore e può durare settimane. Perché questo accada, serve una specifica combinazione: una bassa pressione posizionata sul lato occidentale dell'anticiclone che, ruotando in senso antiorario (come avviene nel nostro emisfero), “risucchia” aria calda dal deserto africano e la spinge verso l'Europa. Il sistema si comporta come un'onda: quando il picco di alta pressione si consolida, nella parte opposta dell'onda può formarsi un altro vortice di bassa pressione, che blocca l'anticiclone e lo costringe a restare fermo sulle stesse zone per lungo tempo.
Sempre più difficile spezzare il blocco: il picco si sposta a nord
Questa “configurazione a omega” non è di per sé un fenomeno eccezionale, ma il cambiamento climatico ne sta rafforzando la componente anticiclonica: il picco di alta pressione si sposta sempre più a nord, portando il caldo fino al nord della Francia, all'Inghilterra e persino alla Scandinavia. Inoltre, le masse d'aria coinvolte sono sempre più calde, e questo si traduce in temperature al suolo via via più elevate. È così che si formano ondate di calore lunghe ed estese su tutto il continente. Perché questi blocchi anticiclonici si indeboliscano, servono correnti fredde e vortici abbastanza intensi da rompere la cupola di alta pressione, portando piogge e un calo delle temperature. Ma più l'atmosfera si scalda, più questa “controparte fredda” si indebolisce, rendendo sempre più difficile spezzare il blocco.
Il ruolo del mare, un circolo vizioso
A tutto questo si aggiunge un circolo vizioso legato alla temperatura del mare: un'atmosfera calda e stagnante riscalda anche il mare, che a sua volta rilascia calore nell'aria, amplificando il fenomeno. In questo periodo il Mar Ligure, il Golfo del Leone e il Mar di Corsica registrano temperature superficiali di 7-8°C superiori alla media stagionale (circa 28-29°C), mentre le coste italiane sono 4-5°C sopra la norma. Quando arriveranno i temporali, questo calore in eccesso si tradurrà anche in maggiore "energia" per venti e piogge più intensi e violenti.
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