Ambiente

Nuova specie di farfalla scoperta dal CREA in Calabria e dedicata a Giulio Regeni

Nuova specie di farfalla scoperta dal CREA in Calabria e dedicata a Giulio Regeni

La nuova specie appartenente alla famiglia degli Psychidae, si chiama appunto Diplodoma giulioregenii. La sua biologia è ancora sconosciuta, ma si suppone che la larva si nutra di muschi, licheni e foglie appassite

15 febbraio 2025 | 09:00 | C. S.

Un team di ricercatori del CREA - che si occupa di biodiversità dei lepidotteri (farfalle e falene) in ambiente forestale - ha scoperto in Calabria, nei boschi della provincia di Cosenza, una specie nuova per la scienza e ha deciso di dedicarla a Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto. Lo studio, realizzato nell’ambito del progetto National Biodiversity Future Centre del PNRR, è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale Zootaxa. 

La nuova specie appartenente alla famiglia degli Psychidae, si chiama appunto Diplodoma giulioregenii. La sua biologia è ancora sconosciuta, ma si suppone che la larva si nutra di muschi, licheni e foglie appassite. 

La certezza che si trattasse di un lepidottero mai intercettato prima dalla scienza si è avuta integrando dati molecolari e morfologici, che hanno permesso di distinguerla dalle altre specie dello stesso genere. In particolare, le differenze sostanziali nelle strutture genitali e le differenze nel DNA mitocondriale sono state fondamentali.

“La scoperta di Diplodoma giulioregenii in un'area ecologicamente ricca e diversificata come il Sud Italia, evidenzia da un lato la presenza di un'immensa varietà di specie animali e vegetali, che testimonia un patrimonio biologico ancora inesplorato, dall’altra, invece, la necessità di proseguire gli studi e il monitoraggio degli habitat forestali proprio per salvaguardarli -  spiega Stefano Scalercio, il ricercatore del CREA Foreste e Legno che ha coordinato il progetto e guidato il team con Sara La Cava, anch’essa ricercatrice CREA, che continua - L’identificazione di nuove specie contribuisce a migliorare la comprensione delle reti ecologiche e delle interazioni tra specie in habitat forestali, supportando una gestione delle foreste più informata e la conservazione degli ecosistemi locali”.

Potrebbero interessarti

Ambiente

Le zanzare sempre più aggressive con l'uomo per la perdita dei boschi

Molte specie di zanzara preferiscono nutrirsi di persone piuttosto che della fauna selvatica diversificata della foresta. Questo comportamento aumenta drasticamente il rischio di diffondere virus pericolosi come la dengue e Zika

27 gennaio 2026 | 16:00

Ambiente

Il Sud Italia sotto assedio climatico: le regioni più vulnerabili, secondo il Centro Studi sui Cambiamenti Climatici

Sicilia, Sardegna e Calabria sono le aree italiane più esposte agli effetti del cambiamento climatico, con impatti diretti su infrastrutture, economia e sicurezza delle persone. Urge un piano integrato di adattamento climatico

24 gennaio 2026 | 16:00

Ambiente

Il 2024 nel Mediterraneo è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni

Il caldo record del 2024 è stato preceduto da un consistente accumulo di calore tra la primavera del 2022 e l’estate del 2023. Marcato aumento dell’energia cinetica media e turbolenta delle correnti, in particolare nei bacini algerino, nord-occidentale e levantino

24 gennaio 2026 | 09:00

Ambiente

Eventi meteo estremi in aumento al 2100 in Italia

Nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a + 4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate

27 dicembre 2025 | 09:00

Ambiente

Stelle di Natale: la coltivazione è tutt’altro che semplice

La Stella di Natale ha esigenze climatiche piuttosto rigide: per crescere bene, la pianta ha bisogno di un ambiente stabile tra i 15 e i 20 °C, senza sbalzi improvvisi e con umidità controllata. Un equilibrio delicato

16 dicembre 2025 | 15:00

Ambiente

Il 2024 è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni con ondate di calore, correnti e vortici più intensi

Nel febbraio 2024 la temperatura superficiale del mare ha superato i 15 °C nel Mediterraneo occidentale e 18 °C in quello orientale, mentre a fine agosto le acque del bacino orientale hanno sfiorato 29 °C, determinando una straordinaria ondata di calore marina

14 dicembre 2025 | 09:00