Ambiente

GLI IMPRENDITORI AGRICOLI IMPEGNATI NELLA SFIDA ALLA RIDUZIONE DEL GAS SERRA

15 gennaio 2006 | T N

Il piano dell'Unione Europea sull'energia, indicando l'obiettivo al 2020 di un 20% di energia da fonti rinnovabili ed un 10% da biocarburanti, di fatto sollecita l'impegno, tra gli altri, del settore agricolo, come uno dei maggiori protagonisti della capacità di ridurre le emissioni di gas serra. In effetti sono vari i punti di forza del mondo agricolo in rapporto alle esigenze di una nuova strategia che punti alla riduzione dei gas serra e all'efficienza energetica e che insieme riduca i mutamenti climatici in atto. In Italia il settore agricolo, se da un lato, ha un consumo estremamente ridotto di energia rispetto al complesso del Paese, dall'altro, può garantire, e in alcuni casi già garantisce, grandi potenzialità per lo sviluppo delle fonti rinnovabili. I benefici che possono venire dall'agricoltura e dal settore forestale sono tanti: si va dallo sfruttamento dei serbatoi potenziali dei terreni per il sequestro di carbonio, alla sostituzione delle fonti di energia non rinnovabili con altre effettivamente rinnovabili, alla riduzione delle emissioni di inquinanti dalla combustione. Con il valore aggiunto di favorire lo sviluppo rurale e la qualità dell'ambiente. E' chiaro che per dare una decisa accelerazione a questo processo è necessario completare il quadro normativo e fiscale nazionale, mettere in campo provvedimenti che sostengano e rafforzino il processo e che diano agli imprenditori agricoli la possibilità di entrare da protagonisti nel nuovo possibile business agroenergetico e di dare vita a filiere italiane delle bioenergie radicate nel territorio e nel tessuto delle imprese locali.

Fonte: Min Ambiente

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