Mondo Enoico
Sempre novello ma con qualche grado in più
Negli ultimi anni il vino novello si è raffinato, perdendo alcuni connotati di vino beverino, dal tipico sapor d’uva e poco alcolico. Forse anche per questo la produzione si è dimezzata, dal 2002 ad oggi. Emerge così la nuova moda: il vino nuovo
07 novembre 2009 | Ernesto Vania
Il novello cala, non si sa se per una contrazione dei consumi o se perché la moda è svanita, sta di fatto che dal 2002 ad oggi il numero di bottiglie prodotte si è dimezzato. Erano 18 milioni nel 2002, sono 9 milioni nel 2009.
Nessun particolare entusiasmo, salvo le apparenze, per il deblocage del vino novello, avvenuto il 6 novembre, con quindici giorni dâanticipo rispetto allâomologo francese.
Nel 2009 i produttori saranno 236 (nel 2008 erano 246), con un calo del 4%. Lo stesso trend in termini di bottiglie: saranno 9.163.455 rispetto alle 9.567.842 prodotte l'anno scorso (-4%) e un fatturato presunto di 42.303.622 euro.
Il Veneto si confermerà la prima regione per numero di bottiglie prodotte, circa 3 milioni, seguita da Trentino e Toscana. Solo LâEmilia Romagna (+37%), lâAbruzzo (+15%) e il Piemonte (+2%) mostrano un aumento della produzione nella campagna 2009.
Il 61% delle bottiglie di Novello si produce nel Nord Italia, il 20% al Centro e il 19% al Sud e nelle Isole.
Il 12% della produzione di novello è destinato allâesportazione, mentre il 40% del novello viene consumato in genere nella regione di produzione.
Chi sceglie il novello lo fa in primo luogo perché ritiene che sia uno dei simboli dell'autunno (54%): un sapore immancabile sulle tavole novembrine, come quello dei funghi, delle castagne o dell'olio appena spremuto.
Solo il 25% ne apprezza le caratteristiche organolettiche, mentre per il 21% appartiene alla tradizione e alla ritualità al pari del panettone a Natale o dell'uovo di cioccolato a Pasqua.
Nessuno ha, invece, dichiarato di comprare il Novello perché si tratta di un prodotto di tendenza: questo significa che questo vino non è più considerato una novità , ma è entrato a pieno titolo nel paniere dei prodotti largamente conosciuti e diffusi.
In effetti lâimmagine del novello comincia ad appannarsi ed emerge, al suo fianco un altro prodotto, simile ma solo di nome.
Eâ il vino nuovo che qualche cantina sta commercializzando in contemporanea col novello. Si tratta di un vino diverso, che non rispetta i requisiti di legge del novello, ma che parrebbe venire maggiormente apprezzato dal consumatore, anche per il suo profilo di novità .
Si tratta di un vino ottenuto con tecniche di vinificazione tradizionali, quindi spesso dotato di buon corpo e buona struttura, con qualche grado in più rispetto al novello e ai puristi del rosso piace di più perché offre unâanticipazione dellâannata enologica.
Al contrario il novello, per una legge del 6 ottobre 1989, deve essere prodotto con almeno il 30% del vino ottenuto con la tecnica della macerazione carbonica dellâuva intera.
Questa tecnica enologica, mediante lâinsufflazione di anidride carbonica in un tino, innesca un processo di fermentazione intracellulare. Lo zucchero contenuto nellâuva non viene completamente degradato e occorrerà completare il processo con la classica fermentazione alcolica, dopo pigiatura, in un altro tino.
Tipico vino da spuntini, merende o per accompagnare le castagne e altri dolci autunnali, deve avere una gradazione non inferiore agli 11 gradi.
I più comuni vitigni con cui viene prodotto il novello sono: Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano, Barbera, Ciliegiolo, Corvina, Rondinella, Teroldego, Molinara.
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