Mondo Enoico

Ecco le risoluzioni dell’Oiv in materia di viticoltura ed enologia

Molte importanti materie sono state trattate durante l’ultima assemblea. Dalle esigenze minime di maturità delle uve fino al trattamento del vino con citrato di rame e altri composti

19 luglio 2008 | T N

Quando si è trattato di disquisire di questioni politiche le posizioni, molto speso, sono rimaste distanti. Non così è accaduto su temi più tecnici dove si è riusciti ad arrivare a un accordo.

L’assemblea dell’Oiv ha infatti adottato per consenso la guida sulla vitivinicoltura sostenibile. Questa guida costituisce un documento d'attuazione per una produzione sostenibile a livello ambientale nel settore vitivinicolo mondiale, particolarmente per quanto riguarda, la produzione e la trasformazione delle uve come pure il condizionamento dei prodotti, pur riconoscendo le considerazioni più ampie della produzione sostenibile.

Altre norme sono inoltre state approvate.

Gli Stati membri dell’OIV hanno adottato, nel contesto della commissione viticoltura, una risoluzione che fissa le esigenze minime di maturità per le uve da tavola. Così, sono considerate mature:
- le uve che presentano un grado Brix uguale o superiore a 16,
- le uve bianche o rosé che hanno un grado Brix inferiore a 16 e che presentano un rapporto minimo zucchero/acido di 20/1.
- le uve rosse che hanno un grado Brix inferiore a 16 e superiore a 12,5 e che presentano rapporto minimo zucchero/acido di 20/1.

Fra le decisioni adottate, le risoluzioni più importanti riguardano però nuove prassi enologiche che completeranno il Codice internazionale delle prassi enologiche dell’OIV. Si tratta in particolare:
- del trattamento dei vini al citrato di rame. Questa nuova pratica si prefigge di togliere il cattivo sapore e l'odore dovuti all'idrogeno solforato ed eventualmente ai suoi derivati. La dose di citrato di rame idratato necessaria per rispondere all'obiettivo deve essere determinata da una prova preliminare e non deve superare 1 g/hl. Dopo tutti i trattamenti, il tasso di rame nel vino deve essere controllato e riportato, con un trattamento adeguato, ad un tasso pari o inferiore al limite del residuo nei vini fissato dall’OIV
- del trattamento con le gomme di cellulosa o carbossimetilcellulosa, nei vini bianchi o spumanti. L'obiettivo di questa pratica è di contribuire alla stabilizzazione tartarica dei vini bianchi e dei vini spumanti. La dose di gomma di cellulosa utilizzata deve essere inferiore a 100 mg/L
- del trattamento con l'acido D, L- tartarico nei mosti e nei vini. L'obiettivo di questi trattamenti è di
ridurre il livello di calcio eccessivo.

Inoltre gli Stati membri hanno adottato nel corso della stessa stessa sessione, nuovi metodi
d'analisi che sono riuniti nella Raccolta internazionale dei metodi d'analisi dei vini e dei
mosti dell’OIV. Si tratta in particolare:
- del metodo di dosaggio simultaneo dell'acido L-ascorbico e dell'acido Disoascorbico (acido eritorbico) nei vini. I campioni sono direttamente iniettati in un sistema di cromatografia liquida alta prestazione dopo filtrazione su membrana. Gli analiti sono separati su una colonna a fase invertita e sono sottoposti ad un'individuazione UV a 266 nm. Questo metodo di tipo II è stato convalidato nel
quadro di prove interlaboratori
- del metodo di determinazione dell'origine dell'acido L-tartarico: vegetale o fossile, con la determinazione della sua attività 14C. Il metodo permette d‘identificare l'origine dell'acido tartarico, vegetale o fossile, e determinare le rispettive proporzioni delle 2 forme nell’eventualità di un miscuglio dei due. L'attività 14C dell'acido tartarico d'origine vegetale è relativamente elevata mentre quella dell'acido tartarico di sintesi, derivato da prodotti fossili, ha un tasso di 14C molto
più basso o trascurabile
- le caratteristiche di ripetibilità e di riproducibilità del metodo di determinazione del tasso di diossido di zolfo negli aceti di vino.

Infine l'Assemblea generale ha adottato una risoluzione sulla necessità di sviluppare le ricerche scientifiche legate al consumo dei prodotti non fermentati dell'uva, raccomandando agli Stati membri di sostenere e favorire le ricerche cliniche, epidemiologiche e biologiche, per definire meglio gli effetti sanitari del consumo delle uve fresche, uve passe e succo d’uva

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