Mondo Enoico
Vino italiano, giacenze in crescita a 41 milioni di ettolitri nei registri telematici
Il report ICQRF al 30 settembre 2026: il Veneto resta il primo serbatoio nazionale con il 24,9% del vino, trainato da Treviso e Verona. Balzo dei mosti (+50,5%) e dei vini nuovi ancora in fermentazione (+92,8%). Il Prosecco è la denominazione più detenuta con 3,3 milioni di ettolitri
23 ottobre 2026 | 11:00 | T N
A fine settembre 2026 gli stabilimenti enologici italiani custodiscono 41,0 milioni di ettolitri di vino, 12,8 milioni di ettolitri di mosti e 8,9 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (VNAIF). È il quadro scattato dal report n. 9/2026 dell'ICQRF, diffuso dal Masaf e basato sui dati del Registro telematico Vini, che al 30 settembre conta circa 23.600 soggetti obbligati alla tenuta.
Giacenze in aumento su base annua, in calo rispetto a luglio
Rispetto al 30 settembre 2025 le giacenze di vino risultano superiori del 14,2% (+5.087.652 hl), con crescite ancora più marcate per i mosti (+50,5%) e per i vini nuovi ancora in fermentazione (+92,8%). Su base congiunturale, invece, il dato è inferiore del 3,5% rispetto al 31 luglio 2026 (-1.480.663 hl), mentre mosti e VNAIF registrano, come atteso in piena vendemmia, incrementi molto elevati.
La geografia del vino: il Nord vale il 57,7%
Il 57,7% del vino nazionale è detenuto nelle regioni settentrionali. Il Veneto da solo concentra il 24,9% delle giacenze, grazie soprattutto ai contributi delle province di Treviso (11,2%) e Verona (8,5%). Seguono Toscana (12,4%), Emilia-Romagna e Puglia (entrambe al 9,5%), Piemonte (9,1%) e Sicilia (6,6%). A livello di ripartizione, il Nord detiene 23,7 milioni di ettolitri, il Sud 7,3 milioni, il Centro 6,9 milioni e le Isole 3,2 milioni.
DOP e IGP dominano, ma poche denominazioni fanno il pieno
Il 56,8% del vino in giacenza è a DOP (23,3 milioni di hl), in prevalenza rosso (52,1%); il 25,3% è a IGP (10,4 milioni di hl), anch'esso a maggioranza rosso (56,5%). I vini varietali rappresentano appena l'1,7% del totale, mentre il 16,2% è costituito da altri vini. Nonostante le 523 Indicazioni Geografiche registrate, le giacenze sono fortemente concentrate: le prime 20 denominazioni valgono il 58,3% del totale IG. In testa c'è il Prosecco con 3.305.126 ettolitri (9,8%), seguito da Toscano o Toscana (4,3%), Puglia (3,9%), Chianti (3,5%) e Terre Siciliane (3,4%).
Mosti: la Puglia è il primo serbatoio
Dei 12,8 milioni di ettolitri di mosti, la quota prevalente è detenuta al Nord (53,1%) e al Sud (30,7%). Tre regioni concentrano il 57,9% del totale: Puglia (24,6%), Emilia-Romagna (19,9%) e Veneto (13,4%). Quanto ai vini nuovi ancora in fermentazione, il 75,4% si trova al Nord, l'11,7% al Sud, l'8,1% nelle Isole e il 4,8% al Centro.
Il confronto con il 2025 tipologia per tipologia
Guardando alle variazioni annue, i vini DOP crescono del 12,8% (con i bianchi a +23,7%), gli IGP del 15,6% (bianchi a +34,0%), i varietali del 20,2% e i vini da tavola e altri del 16,1%. Sul fronte dei mosti, il concentrato segna +64,2%, il mosto concentrato rettificato (MCR) +6,7% e gli altri mosti +51,4%. I VNAIF passano da 4,59 a 8,85 milioni di ettolitri.
Il quadro congiunturale rispetto a luglio
Rispetto all'ultima rilevazione del 31 luglio 2026, il vino cala del 3,5%: i DOP arretrano dell'1,0%, gli IGP del 5,3%, i varietali del 5,0% e i vini da tavola e altri dell'8,5%. I mosti, invece, balzano del 319,0% (gli altri mosti addirittura del 344,0%), mentre i VNAIF crescono del 20.962,0%, riflettendo il pieno avvio della campagna di fermentazione.
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