Mondo Enoico
VINO E MARKETING. L'ESEMPIO DELLA DOCG GAVI
Nasce un nuovo strumento per la valorizzazione e la tutela del patrimonio vitato e del vino a denominazione di origine. Occorre fronteggiare il rischio staticità, ma anche l'assenza di programmi. Dopo il boom enologico italiano degli ultimi dieci anni si richiedono nuove strategie di territorio
06 marzo 2004 | Giampietro Comolli
Per cambiare la situazione e per dare un nuovo impulso al mondo del vino è nata una associazione per la valorizzazione del territorio e del vino Docg Gavi. Presidente è Chiara Soldati, rappresentante della forte imprenditorialità femminile e delle cantine storiche che hanno creato il Gavi, vino molto apprezzato e conosciuto nel mondo.
Investire in ricerca e sviluppo
Oltre sessanta le imprese, fra viticole, vinicole e imbottigliatrici, hanno inteso rappresentare la produzione di oltre 330 ettari di vigneti iscritti all’albo Docg Gavi (pari al 35 % del totale rivendicato nella vendemmia 2003) costituendo con atto pubblico una associazione per la valorizzazione produttiva e di immagine del territorio del vino Gavi. Piccoli viticultori e grandi imbottigliatori, storici e premiati, giovani e nuove realtà imprenditoriali, hanno deciso di investire nella ricerca e nello sviluppo insieme, senza differenze e senza personalismi.
“Terre Cortesi del Gavi” è un consesso per discutere e approfondire temi vecchi e nuovi, aperto al contributo concreto dei produttori, uno strumento propositivo e collaborativo con tutti gli enti e le istituzioni provinciali e regionali che si avvale delle esperienze di tecnici.
“Terre Cortesi del Gavi” come denominazione per due motivi: quale omaggio al vitigno e all’uva Cortese, perché autoctono e perché ha vinto ogni influsso di moda e un riconoscimento alla nobile ospitalità delle dolci terre dell’Alto Monferrato.
L'ssociazione punta sulla difesa e la valorizzazione economico-produttiva del patrimonio viticolo, sulla esaltazione delle personalità territoriali e comunali, sulla ricerca e sullo studio della qualità delle uve e del Docg Gavi e sulla promozione eno-turistico-gastronomica del distretto d’area. La realizzazione del progetto prevede anche il coinvolgimento diretto delle Istituzioni locali e regionali per sostenere gli sforzi economici.
Quindi un forte investimento per il futuro della Docg Gavi orientato verso una identità collettiva nel segno di una personalizzazione tipologica e aziendale per soddisfare le esigenze di qualità di quel consumatore che negli anni Settanta privilegiava il Gavi a tanti altri vini bianchi.
Un utile strumento di azione
Nasce dunque la predetta associazione per l’esigenza urgente di avviare una nuova e diversa strategia politica collettiva, a tutela del territorio vitato. I produttori vogliono una difesa del valore qualitativo dell’uva e un osservatorio economico del mercato del vino Docg Gavi.
Un nome, una garanzia
Gavi è il nome fortunato di un territorio comunale, sugli appennini della provincia di Alessandria, che ha da sempre identificato un vino bianco prodotto già nei primi anni del XX secolo in diversi comuni della zona, da Serravalle Scrivia a Capriata d’Orba, da Carrosio a Novi Ligure, da Gavi a Tassarolo.
Nel dopoguerra era designato come vino bianco “tipico di pregio” perché spuntava prezzi superiori agli altri vini della provincia di Alessandria, divenne Doc nel 1974 con la denominazione Gavi o Cortese di Gavi, cuore comunale di un territorio di produzione più vasto. Nella motivazione del riconoscimento si legge: ”...uno dei pochi vini bianchi secchi italiani conosciuti in tutto il mondo e fra i più prestigiosi in assoluto”. Un attestato che in quegli anni divenne sinonimo di gusto, di pregio in tavola e di glamour nelle cene importanti e negli incontri galanti: il Gavi ha contribuito a realizzare momenti di piacere e di bon-ton per una generazione di latin lover e buongustai.

I pionieri del Gavi e il fermento imprenditoriale locale
Sono stati questi due elementi a fare la differenza e a portare il Gavi in evidenza risptetto a molte altri vini a denominazione di origine. Siamo nel tempo dei marchi aziendali e dell’impresa autonoma, della ricerca di una identità assoluta e di un rapporto diretto con il consumatore. Le scelte di quegli anni e i risultati positivi hanno stimolato una canalizzazione differenziata sui vari mercati nazionali ed esteri, hanno contribuito a far crescere le imprese e a far nascere nuove aziende al punto che da 300 ettari vitati, oggi la Docg Gavi può contare su oltre 1000 ettari iscritti all’albo. Una crescita importante, ma che deve essere governata con saggezza e rispetto per consentire ancora sviluppo e redditività .
Nel 1998 il Gavi è stato elevato al più alto gradino della scala dei valori previsti dalla legge italiana: la Docg, cioè un vino pluripremiato, noto e internazionale, di pregio commerciale ed espressione di un territorio vocato in cui operano produttori, giustamente ed estremamente legati al patrimonio vitato aziendale.
Da queste considerazioni alcuni produttori del vino Gavi, senza mettere in discussione l’attuale impostazione geo-amministrativa del disciplinare di produzione, hanno deciso di investire per conoscere meglio le reali potenzialità di qualità tecnica che compongono i diversi territori della Docg, come previsto dalla legge 164 del 1992.
L’associazione Terre Cortesi del Gavi si propone di creare un sistema di controllo e di accesso dei nuovi impianti e dei reimpianti, di verifica della produzione per ceppo e per clone in ogni unità di paesaggio del differenziato territorio vitato, un monitoraggio delle caratteristiche analitiche delle uve e dei vini base atti a dare la Docg, una scala economica di valutazione delle caratteristiche delle uve e dei vini immessi sul mercato, un riconoscimento ai viticoltori che producono secondo un codice viticolo del Gavi, un osservatorio del mercato di consumo per definire la politica di produzione e di imbottigliamento, una verifica della designazione e presentazione dei prodotti imbottigliati e, non ultimo, interloquire e collaborare con le istituzioni pubbliche preposte ai controlli: dal catasto viticolo ai prezzi delle uve, dalle ricevute frazionate alle certificazioni di idoneità dei vini Denominazione di origine, dalle scelte di programmazione alla promozione territoriale e enologica.
Questi produttori, pionieri di un nuovo corso associativo, vogliono creare uno stile produttivo, una impronta, un marchio collettivo e una immagine diversa per fornire al consumatore certezze e una carta d’identità in modo che possa scegliere il proprio Gavi Docg con cognizione di causa.
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