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SUL FRONTE DEGLI SPUMANTI ITALIA BATTE FRANCIA 2 A 1. L’AUMENTO DELL’EXPORT NEGLI USA NEL 2006 HA FATTO REGISTRARE UN +19% CONTRO IL 9% DEI CUGINI D’OLTRALPE

Un successo fondato soprattutto sul fattore prezzo. Noi vendiamo a prezzo medio di 4,6 dollari contro i quasi 20 dollari dei francesi. La nostra quota di mercato nel mondo è in crescita ma si tratta di prodotti di qualità mediocre, più del 90% dei quali ottenuti con metodo charmat. Qual è quindi il futuro della nostra spumantistica?

10 marzo 2007 | Ernesto Vania

Nel 2006 lo spumante italiano ha fatto registrare un aumento record nel valore delle esportazioni verso gli Usa (+19%) mentre la crescita dello champagne francese si è fermata al 9 per cento.
Nel corso del 2006 gli americani hanno acquistato spumante italiano per un valore di 87 milioni di dollari per un quantitativo record di quasi 19 milioni di bottiglie vendute a un prezzo medio di 4,6 dollari per bottiglia. Un rapporto qualità/prezzo giudicato conveniente dai consumatori statunitensi che ha consentito di guadagnare fette di mercato importanti anche nei confronti dei concorrenti d'Oltralpe. Sul mercato delle bollicine straniere vendute negli Stati Uniti quasi una bottiglia su tre (30 per cento) è di produzione Made in Italy e si accorciano le distanze nei confronti dello champagne che con il 43 per cento mantiene per ora il primato.

Anche a livello mondiale nel 2006 l'Italia ha fatto registrare un nuovo record per le esportazioni di spumanti con una crescita del 5,13%. Il Belpaese ha raggiunto quota 9,3 milioni di bottiglie, mentre nel mondo sono state esportate 321,7 milioni di bottiglie, con un aumento delle vendite del 4.6%.

Da questi dati parrebbe che le aziende spumantistiche godano di ottima salute e che si prospetti un futuro luminoso per lo spumante Made in Italy.

In realtà, ad una lettura dell’insieme dei dati, l’analisi che ne scaturisce è ben diversa.
A fronte di volumi di export ormai non così dissimili, la differenza sostanziale sta nel valore complessivo delle esportazioni.

Considerando l’insieme della produzione vitivinicola dobbiamo infatti considerare che, a fronte di 262 milioni di euro di esportazioni italiane verso gli Usa (33% sono spumanti) la Francia può contare su un fatturato di circa 2 miliardi di euro (90% sono champagne).
La differenza la fa il valore al litro del vino esportato: 15 euro a bottiglia medi per la Francia (20 euro per lo Champagne, che rappresenta circa il 70% delle esportazioni in volume e il 94% del valore). Per l'Italia il prezzo medio della bottiglia è di poco superiore ai 3 euro (4,6 euro per gli spumanti).

Ancora qualche dato.

In Italia si producono circa 250 milioni di bottiglie all'anno di spumanti, contro le circa 300 milioni di solo Champagne.
Della nostra produzione complessiva 232 milioni di bottiglie sono ottenute col metodo charmat e soltanto 19.5 milioni col metodo classico.

La quota di mercato della spumantistica italiana è certamente in crescita ma è anche bene sapere che stiamo inondando il mondo con prodotti posizionati in una fascia di mercato molto bassa.

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