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ANCHE IN ITALIA SPUNTANO TENTAZIONI PROIBIZIONISTE, IN NOME DELLA SALUTE DEI GIOVANI

Dopo Francia e Spagna anche il Ministro Turco dà l’assalto al vino, nonostante le promesse e le dichiarazioni. Nel progetto di legge “guadagnare salute” una stretta contro la vendita degli alcolici ai giovani e nuove categorie di locali “alcol free”, come dovranno essere gli autogrill

03 marzo 2007 | T N

E’ in corso un grande dibattito che non coinvolge solo l’Italia, sull’argomento vino e salute e spuntano tentazioni proibizioniste.
In Francia in etichetta spunta un nuovo logo che “sconsiglia” alle donne incinte di bere vino.
In Spagna un disegno di legge prevede il divieto di vendita ai minori di 18 anni di tutti gli alcolici, così pure in tutti i locali sarebbe vietato vendere alcolici dalle 22 alle 8, divieto di pubblicità di alcolici rivolta, anche indirettamente, ai minori.

In Italia è il Ministro della Salute a lanciare una nuova campagna contro l’alcol attraverso il progetto di legge “guadagnare salute”.
Nel provvedimento, oltre una stretta contro la vendita degli alcolici ai giovani, la proibizione di pubblicità di alcolici in manifestazioni sportive e la definizione di nuove categorie di locali “alcol free”, viene riproposto anche il divieto di vendita e somministrazione di alcolici negli autogrill. “art 9 – Misure per la prevenzione dei danni e degli incidenti stradali legati al consumo di alcol – Al fine di prevenire gli incidenti stradali legati al consumo di alcol e limitare i costi economici e sociali connessi al trattamento delle conseguenti lesioni e menomazioni, all’art 14 della legge 30 marzo 2001 n 125 il comma 1 è sostituito dal seguente: nelle aree di servizio situate lungo le autostrade è vietata la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche.”

Le dichiarazioni della “sosia” del Ministro Turco
“Il consumo di vino fa parte della nostra tradizione e produrlo e consumarlo è nelle nostre abitudini anche familiari. Esso non solo rappresenta un elemento importante del nostro patrimonio agroalimentare e contribuisce alla tutela e alla valorizzazione del territorio, ma è anche un elemento caratterizzante della dieta mediterranea.” Lo ha dichiarato il Ministro Turco al Quotidiano Nazionale.

La posizione della filiera
Tutta la filiera (organizzazioni di categoria, Unione italiana Vini, Fedagri…) ha esposto le sue perplessità in particolare per mancanze di discriminazione tra vino e alcolici, così pure per il fatto che si punta maggiormente sulle proibizioni piuttosto che sull’educazione.

I giovani chiedono di essere educati e acculturati
Un recente studio commissionato da un'azienda vinicola australiana sulle abitudini del consumo in Gran Bretagna mostra che il 48% dei giovani inglesi dai 18 ai 29 anni conosce poco il vino, ma il 27% dice di vantare una cultura viticola con le ragazze per far colpo su di esse. La conoscenza enologica e vitivinicola è assurta a status symbol.
Al di là della curiosità del dato, l'indagine mostra chiaramente una diffusa volontà di conoscere di più sul vino, dichiarata da un terzo degli uomini e dal 25% delle donne intervistate.
Sembra quindi esserci ampio spazio per azioni di educazione sui giovani, prima ancora di intraprendere la strada della repressione e del proibizionismo.

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