Mondo Enoico
SUI CHIPS E’ SEMPRE BATTAGLIA, ANCHE DOPO LA FIRMA DEL DECRETO DA PARTE DEL MINISTRO DE CASTRO
Le Città del Vino continuano a chiedere norme più chiare in fatto di etichettatura. Soddisfazione dal Mipaaf per aver dato "garanzie per la competitività futura delle nostre cantine. Non vogliamo puntare a risparmi di costi con danni a qualità e immagine”
04 novembre 2006 | T N
Niente trucioli di legno nei vini italiani. Il ministro dell'Agricoltura, Paolo De Castro, ha firmato il decreto che ne vieta l'uso per i vini Docg e Doc, pochi giorni dopo l'approvazione del regolamento comunitario 1507/2006 sull'uso dei trucioli di quercia nei vini dell'Unione europea. Il regolamento Ue prevede infatti che i Paesi membri possano adottare misure più restrittive per tutelare la qualità e la tradizione della produzione nazionale.
Con il decreto firmato oggi, "diamo garanzie per la competitività futura delle nostre cantine di qualità . Dobbiamo migliorare ancora e, per essere competitivi sui vini di qualità certificata, non vogliamo puntare a risparmi di costi con metodi che, come i trucioli, producono danni all'immagine e alla qualità . Dobbiamo migliorare invece - conclude De Castro - nella competitività nei mercati esteri e nella crescita dimensionale delle imprese".
Maggior rigore sull'etichettatura e tutela delle Igt, i vini a Indicazione geografica tipica.
Città del Vino esprime apprezzamento per lo sforzo del Ministro per questo primo decreto sui chips, tuttavia ritiene che sarà necessario per il futuro un maggior rigore sulle Igt e sull'etichettatura dei vini per garantire maggiormente il consumatore. Un'etichetta, in sintesi, che dica chiaramente se un vino è stato trattato con i chips.
L'Associazione, come annunciato nei giorni scorsi, sta preparando il ricorso alla Corte di Giustizia europea contro l'autorizzazione di questa pratica.
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