Mondo Enoico

Effetto ricompensa, ecco perchè i vini più cari sono anche più buoni

Grazie a uno scanner che ha monitorato i cervelli di alcuni volontari, esperti di neuroscienza hanno spiegato il cosiddetto “effetto placebo del marketing”. Il sistema di ricompensa e motivazione è attivato in modo più significativo con i prezzi più elevati e aumenta apparentemente l'esperienza del gusto

25 agosto 2017 | T N

Una ricerca franco-tedesca ha permesso di scoprire perchè si tende a premiare i prodotti più cari.

Un meccanismo anche noto come “effetto placebo del marketing”, mai realmente compreso a livello fisiologico umano.

Ora i ricercatori hanno capito che vengono attivate le aree della corteccia pre-frontale mediale e lo striato ventrale, dove risiedono i centri motivazionali e decisionali.

Lo studio aveva proprio lo scopo di capire i meccanismi per cui un vino da un prezzo più alto potesse anche essere percepito come migliore dal cervello.

La parte centrale dello studio è stata condotta presso l'Università di Bonn e in particolare il Dipartimento per l'Economia e la Neuroscienza, materie che evidentemente i tedeschi considerano fortemente legate.

Per capire i meccanismi celebrali, i ricercatori si sono avvalsi di trenta giovani di trent'anni di età, metà maschi e metà femmine.

Ciascuno di loro è stato costantemente collegato a uno scanner MRI, in grado di “vedere” l'attività celebrale, durante le degustazioni.

Ai partecipanti allo studio, prima di ogni degustazione, veniva mostrato per prima cosa il prezzo del vino. Quindi il vino veniva somministrato mediante una cannula direttamente in bocca, nella misura di un millilitro per ogni degustazione. In questo modo è stata tolta ogni ritualità e soggettività (forma e capacità dei bicchieri, colore del vino...) che poteva condizionare i risultati.

Ogni partecipante, per ogni degustazione, poteva dare un giudizio, mediante pulsantiera, da uno a nove. Dopo ogni degustazione la bocca veniva sciacquata, sempre attraverso la cannula, con un liquido neutro.

I ricercatori hanno utilizzato un vino di medio livello, comprato al supermarket a 12 euro a bottiglia. Questo vino è stato fatto degustare per tre volte di seguito, mostrando però prezzi di 3, 6 e 18 euro a bottiglia. L'ordine di presentazione del prezzo era casuale per ogni partecipante.

Inoltre, per comprendere meglio l'effetto, a ciascun partecipante è stato dato un credito virtuale di 45 euro, dal quale veniva scalato il prezzo di alcune degustazioni.

"Come previsto, i soggetti hanno apprezzato di più il vino con il prezzo più alto rispetto a quello apparentemente più economico (ndr ricordiamo che il vino assaggiato era lo stesso) - ha spiega Hilke Plassmann della Insead Business School – e non era importante che il vino fosse stato dato gratuitamente oppure se il prezzo dell'assaggio fosse stato scalato dal conto virtuale.”

Il gruppo di ricerca ha scoperto che soprattutto le parti della corteccia pre-frontale mediale e anche la striato ventrale sono state attivate più quando i prezzi erano più alti. Mentre la corteccia pre-frontale mediale sembra particolarmente coinvolta nel confronto dei prezzi, quindi nell'effetto attesa, lo striatoventrale fa parte del sistema di ricompensa e motivazione del cervello. "Il sistema di ricompensa e motivazione è attivato in modo più significativo con i prezzi più elevati e aumenta apparentemente l'esperienza del gusto in questo modo" ha affermato Bernd Weber dell'Università di Bonn.

E' quindi evidente che il sistema motivazione-ricompensa del cervello agisce sulla percezione, ingannandoci sulla vera natura del prodotto, ovvero sulle sue caratteristiche intrinseche.

L'”effetto placebo del marketing” ha però i suoi limiti. Se viene offerto un vino di scadente qualità a 100 euro, l'effetto è praticamente nullo.

Per i ricercatori è quindi importante capire non solo le soglie entro le quali il cervello ci inganna attraverso il sistema motivazione-ricompensa ma anche se è possibile, previo addestramento, superare l'effetto placebo, ovvero in qualche modo addestrare il cervello per renderlo meno ricettivo all'effetto ricompensa, così permettendo una valutazione più oggettiva del prodotto.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva

L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso

04 agosto 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Endofiti della vite: una promettente alternativa sostenibile ai prodotti fitosanitari

Il potenziale di batteri e lieviti endofiti come agenti di biocontrollo contro Botrytis cinerea, esplorando la loro interazione con la pianta ospite e la compatibilità con i trattamenti convenzionali

31 luglio 2026 | 12:00

Mondo Enoico

L'irrigazione ideale che rinfresca il vigneto per salvare uva e vino

Il sistema messo a punto a Bologna combina goccia a goccia e nebulizzazione sulla chioma. Risultati: zero scottature, acidità preservata e accumulo di zuccheri rallentato. Ma attenzione: non è una bacchetta magica per tutti i terreni

30 luglio 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Crolla il mercato del vino in Italia, Francia, Spagna e Germania. Tengono solo bianchi e spumanti

Nel primo quadrimestre 2026 nessun grande paese europeo riesce a chiudere in positivo. La Spagna crolla dell'8,5%, l'Italia perde il 6,2%. Tra le denominazioni, brillano Cremant e Bordeaux bianco, mentre crollano i rossi e i Riesling della Mosella

29 luglio 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Vitivinicoltura, la sfida climatica si gioca in vigneto e in cantina

Nuove tecniche agronomiche ed enologiche per aiutare la viticoltura emiliano-romagnola a resistere a caldo estremo, siccità e maturazioni sempre più difficili

21 luglio 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Vini italiani, giacenze in aumento: 46,5 milioni di ettolitri nei magazzini al 30 giugno 2026

Nonostante un leggero calo rispetto al mese precedente, le scorte di vino registrano un incremento tendenziale del 6,7% su base annua. Mosti in forte crescita, mentre calano i vini nuovi ancora in fermentazione. Il Nord Italia detiene il 56,1% del totale, con il Veneto in testa

15 luglio 2026 | 15:00