Mondo Enoico
NASCONO I PRIMI COBAS AGRICOLI. I VITICOLTORI SICILIANI SI RIUNISCONO IN UNA ASSOCIAZIONE APOLITICA, APARTITICA, ASINDACALE
Quasi mille viticoltori della provincia di Trapani si sono già associati per far fronte alla grave crisi che il comparto vitivinicolo. Oltre la riduzione dei costi e la promozione del prodotto, molte le iniziative che intendono portare avanti sia in ambito nazionale, sia in ambito comunitario, magari raccogliendo consensi al di fuori del proprio territorio
18 febbraio 2006 | Vincenzo Zerilli
Si è tenuta ad Alcamo il 5 febbraio 2006, la prima giornata dellâassemblea costituente dellââAssociazione Produttori Vitivinicoli della Sicilia Occidentaleâ, nata con atto costitutivo il 30 dicembre 2005.
Lâassociazione è di natura apolitica, apartitica, asindacale, e senza fini di lucro. Allâassemblea a cui hanno partecipato più di 1500 viticoltori, vi erano esponenti politici e dirigenti dellâassessorato agricoltura della regione siciliana, mentre con dispiacere dellâassociazione erano assenti le forze sindacali, le quali erano state ufficialmente invitate. La forza di questo movimento spontaneo è quella di nascere dalla base su iniziativa dei viticoltori del trapanese, e che ha già fatto registrare circa mille iscritti tra aziende viticole e vitivinicole della provincia. A favore dellâassociazione anche il vescovo di Trapani Monsignor Francesco Miccichè, il quale a seguito della grave crisi del comparto in provincia, aveva esortato i viticoltori trapanesi ad aggregarsi, affermando che solo in questo modo si può far fronte a un sistema di economia globale. Interesse e consensi per la nascita dellâassociazione sono venuti anche da viticoltori delle altre province vicine come Palermo ed Agrigento a dimostrazione che lo stato di crisi per il settore è generalizzato.
Allâinterno dellâassociazione è stata voluta anche la figura di un Agronomo, significato questo che lâassociazione ha voglia di collaborare anche con le altre figure.
Lâassociazione di fatto nasce ad Alcamo il 4 settembre 2005 con una assemblea di oltre 1000 viticoltori, a cui seguono nei mesi successivi diverse manifestazioni di protesta, occupazioni di molte aule consiliari e poi sono seguite previa sfilata dei trattori e dei camion a Palermo le due giornate di sciopero del 25 e 26 ottobre 2005 (data definita storica da parte dei viticoltori). Dalla protesta i produttori trapanesi hanno ottenuto la promessa da parte del governatore della regione, di 100 milioni di euro per il comparto vitivinicolo regionale, tale promessa poi è stata tramutata in legge, mentre attualmente i viticoltori chiedono al governo regionale come verranno elargite le somme.
Lâassociazione opera in un territorio dove la viticoltura è di indiscutibile rilevanza, con una produzione nel 2004 di circa 5 milioni di ettolitri, 68000 ettari coltivati a vigneto e 26000 aziende censite.
Gli scopi dellâassociazione sono la tutela e la valorizzazione della produzione, la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli in armonia con gli indirizzi della politica agricola comunitaria e la programmazione agricola nazionale e regionale, nonché di assicurare la programmazione della produzione del settore e lâadeguamento della stessa alla domanda, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, di promuovere la concentrazione dellâofferta e lâimmissione sul mercato della loro produzione e di stabilizzare i prezzi alla produzione.
Tra le tante azioni che nellâimmediato lâassociazione si è impegna a portare a termine vi sono, i tempi e i modi con cui i viticoltori potranno accedere ai famosi 100 milioni di euro che il governo ha riconosciuto per il settore e gli anni di siccità pregresse ma ancora non percepite (2000-2002).
Per quanto concerne il nodo della distillazione è emerso come tanti anni di distillazione non hanno risolto il problema e in più il costo che lâUnione europea paga per la distillazione è pari a 2500 euro/Ha di superficie vitata; a detta dei viticoltori: non sarebbe più corretto stornare questa cifra direttamente al viticoltore? Perché tutti questi giri?
Riguardo al prezzo del vino lâassociazione ha intenzione di avviare azioni assieme con associazioni di consumatori, al fine di capire come mai il costo per litro di vino che viene compensato al viticoltore è in alcuni casi inferiore ai 20 centesimi, mentre mediamente per comprare una bottiglia da 0.75 lt un consumatore spende in media più di 5 euro, quando invece i costi della bottiglia sono mediamente di 1 euro od anche meno, tutto questo ricarico a chi va?
Nellâambito del piano strategico nazionale dello sviluppo rurale lâassociazione si sta adoperando fra lâaltro per dare concretezza allâintegrazione dei fabbisogni degli operatori locali ( agricoli, agroâindustriale e della commercializzazione) costituiti in partenarship, con la promozione di âprogetti di filieraâ.
Altre iniziative che lâassociazione si prefigge di percorrere di seguito riportate sono:
- Riforma OCM vino in quanto non rispondente alle esigenze di mercato (aiuto diretto alle imprese agricole);
- Attuazione su scala europea del catasto viticolo;
- Il varo da parte del governo Italiano del piano nazionale del bioetanolo finalizzato allâacquisto dellâalcool distillato;
- Abolizione dellâuso del saccarosio e sostituzione oltre che con mosto concentrato e mosto concentrato rettificato (M.C.R.) con M.C.R. sotto forma cristallina;
- Indicazione obbligatoria dellâorigine;
- Abolizione delle deroghe che inserisce le zone CII di produzione dei mosti come soggette a contribuzione per la trasformazione dei mosti muti in concentrati, ripristinando lâoriginaria disciplina che prevedeva il contributo solo ed esclusivamente per le zone CIII;
- Defiscalizzazione e liberalizzazione del mercato dellâalcool di origine vinica per uso alimentare;
- Regolamentazione e controllo dellâimportazione di prodotti vinosi provenienti da paesi extracomunitari.
Per chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito link esterno, oppure contattare lâassociazione scrivendo a info@assovitevino.it.
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