Mondo Enoico

L'aroma di un vino nasce in campo e non in cantina

L'aroma di un vino nasce in campo e non in cantina

La formazione del bouquet del vino non comincia in cantina, con la fermentazione, ma in campo grazie all'associazione con particolari batteri e lieviti. Il terroir non è solo determinato da fattori abiotici, come il clima e il terreni, ma anche dall'attività dei microrganismi che troviamo sull'uva

17 giugno 2016 | R. T.

Si discute a lungo sulla selezione dei più adatti ceppi di Saccaromyces cerevisiae per fare un buon vino. Scegliere i migliori lieviti locali, propagarli e utilizzarli sembra essere la nuova frontiera dell'enologia per ottenere vini più tipici, più caratteristici e meno standardizzati.

Vi è però una frontiera avanzata della ricerca e dell'innovazione che considera anche i lieviti e batteri in campo, quelli che si trovano naturalmente sull'uva, come responsabili del bouquet primario del vino.

Sebbene le tecniche enologiche tendano a ridurre significativamente, se non azzerare, la carica microbica naturalmente presente sull'uva prima della fermentazione, in realtà l'attività di questi microrganismi non si annulla completamente, influenzando l'aroma del vino finale.

E' quanto ha rilevato l'Università della California in uno studio condotto su Chardonnay e Cabernet Sauvignon prodotto in California nel 2011.

Sono stati prelevati 700 campioni di mosto e di vino. Quindi sono stati individuati i microrganismi presenti.

Il gruppo di ricerca ha quindi osservato come è cambiata la quantità di particolari specie di microbi durante il processo di fermentazione, e ha così trovato una forte correlazione tra microbioma presente nel mosto, e il metaboloma: l’insieme di metaboliti presenti nel vino, che determinano carattere e gusto della bevanda.

I ricercatori californiani credono di poter arrivare a predire le caratteristiche di un vino in base ai microrganismi rilevati in post raccolta. "L'uso del microbiota post-raccolta come un predittore precoce della composizione chimica del vino è senza precedenti e pone un nuovo paradigma per il controllo della qualità dei prodotti agricoli." spiegano gli studiosi.

Lo studio dimostra quindi che il terroir,m definizione che indica le caratteristiche tipiche di un'area che possono influenzare la composizione aromatica di un vino, non è dipendente solo da fattori abiotici, come clima e suolo, ma anche da fattori biotici, come i microrganismi.

Secondo i ricercatori, lo studio apre nuove strade per caratterizzare la biodiversità vitivinicola regionale.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Le cantine sono piene: quasi 61 milioni di ettolitri di vino in giacenza

Forte aumento delle giacenze dei vini rispetto a un anno fa. Il 56,8% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord ed è in prevalenza rosso con i vini varietali detenuti costituiscono appena l’1,5% del totale

13 febbraio 2026 | 09:00

Mondo Enoico

Nasce la Glera del futuro: sette nuove varietà resistenti per sostenere il Prosecco Doc e Docg

Quattro delle sette varietà resistenti nascono dal programma di miglioramento genetico autonomo di VCR e sono in fase avanzata di iscrizione al Registro varietale nazionale, con disponibilità prevista tra febbraio 2026 e fine 2027

02 febbraio 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Aumentano le giacenze di vino nelle cantine italiane

Rispetto alla vendemmia 2024 in forte aumento sia la gicenza di vini che di mosti. Nel solo Veneto è presente il 27,1% del vino nazionale. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,4% del totale delle giacenze di vini a indicazione geografica

07 gennaio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Vino per le Feste natalizie: si beve meno e solo alta qualità

In crescita le bollicine italiane premium, come Franciacorta, Trento e Alta Langa, in calo gli Champagne medio-bassi.  Nei fatidici 35 giorni di fine anno in Italia,  non supereremo i 90-92 milioni di bottiglie di bollicine stappate. 240 milioni di tappi Made in Italy nel mondo

10 dicembre 2025 | 15:00

Mondo Enoico

Trattamenti fogliari per migliorare le risposte della vite alla siccità, alle alte temperature e alla salinità

Le applicazioni fogliari possono migliorare la tolleranza della vite alla salinità, alla siccità e allo stress termico modulando le risposte fisiologiche e il metabolismo secondario, sostenendo così la stabilità della produzione e la qualità dell'uva

08 dicembre 2025 | 13:00

Mondo Enoico

L'Italia è il più grande produttore mondiale di vino nel 2025

Il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali

14 novembre 2025 | 10:00