Mondo Enoico
E' crisi per il novello. Sperimentare altre vie
Il vino fresco, da abbinare ai piatti autunnali, perde il suo fascino e quote di mercato. La prossima frontiera sarà l'abbinamento emozionale con la musica?
05 novembre 2011 | Graziano Alderighi
La produzione di vino novello 2011 cala del 20% rispetto al 2010. 5 milioni di bottiglie sono pronte per essere stappate, ben poca cosa rispetto al picco storico di 18 milioni raggiunto nel 2002.
Due sono i motivi alla base di questo crollo: la tendenza generalmente a ribasso dei consumi di vino nel Belpaese, che coinvolge anche il "novello", e un crollo di "appeal" che ormai è sempre più evidente.
"Oggi il vino "giovane" -sostiene la Cia- ha perso il suo fascino perché non rispecchia più i gusti dei consumatori, maggiormente orientati verso rossi corposi e più alcolici. Il novello, invece, mutuato dalla Francia all'indomani dello scandalo del vino al metanolo, fu lanciato sul mercato per allargare i consumi anche tra i giovani, con la proposta di una bevanda a bassa gradazione che potesse conquistare gli "under 30". Una strategia di mercato che ha funzionato molto bene per tutti gli anni Novanta, ma ora il suo successo si sta lentamente esaurendo."
Nonostante il calo produttivo, il prezzo a bottiglia resta fermo a una media di 5 euro a bottiglia fino a un massimo di 10 euro. Il giro d'affari dovrebbe aggirarsi quest'anno intorno ai 25 milioni di euro. Una cifra irrisoria se confrontata al fatturato complessivo del vino "made in Italy", che nel 2010 ha superato i 13 miliardi di euro.
Finita una moda è ora di reinventarne un'altra per il settore vitivinicolo e una strada può essere l'associazione emozionale con altre percezioni, un percorso che potrebbe, con i giusti stimoli, coinvolgere anche i giovani.
Adrian North della Herriot-Watt University, ha infatti pubblicato uno studio sul British Journal of Psychology, in cui si conferma i nostri sensi si influenzino l'un l'altro.
Il professore ha sottoposto a 250 studenti, divisi a metà tra uomini e donne, due tipi di vino, un rosso, l'Alpha 2005 Cabernet Sauvignon ed un bianco, uno Chardonnay cileno, con in sottofondo uno dei 4 brani scelti, riproposto in ''loop'' per 15 minuti. Dalla prova è emerso che alcuni hanno ascoltato un Carmina Burana, una canzone identificata dai ricercatori come ''potente e pesante''. Altri hanno ascoltato il sottile e raffinato ''Valzer dei fiori'' dallo Schiaccianoci Tchaikovsky, un altro gruppo ha ascoltato la rinfrescante Just can't get enough dei Nouvelle Vague, mentre il quarto gruppo ha ascoltato la pastosa e soft Slow Breakdown di Miachael Brook.
I ricercatori hanno chiesto inoltre ad ogni persona, dopo cinque minuti di prova, quante determinate caratteristiche (con cui i ricercatori avevano identificato e classificato le canzoni) fossero presenti nel vino. Il risultato è stato che musica ascoltata dai volontari ha influito in maniera importante sulla percezione avuta al momento dell'assaggio. Concretatamente sia il bianco che il rosso sono stati definiti potenti e pesanti in misura maggiore da chi li ha degustati ascoltando i Carmina Burana.
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Gasparino Marino
21 dicembre 2011 ore 15:58In verità i cosiddetti vini novelli dovrebbero rappresentare una tipologia di bevanda interessante. E' risaputo che il quadro aromatico di questi vini dipende in parte dal cinnamato di etile, vero e proprio marcatore dei vini ottenuti per macerazione carbonica, e dai precursori di aroma del metabolismo anaerobio degli acini che saccharomyces cerevisiae trasforma poi nella nota di ciliegia, di prugna e di altri frutti col nocciolo che caratterizza questi vini. Penso che per ottenere vini più corposi si dovrebbe apportare qualche modifica alla tecnica di vinificazione, per esempio aumentare i tempi di macerazione per estrarre una maggior quantità di composti polifenolici e di tannini dalle bucce.