Mondo Enoico

Irrigazione, strumento per influire sulla composizione fenolica e antocianica dell'uva

Uno stress idrico in alcuni periodi, come il pre e post invaiatura, induce un minore sviluppo del frutto e una maggiore concentrazione di alcune componenti, influenzando significativamente la composizione del vino

14 maggio 2011 | Graziano Alderighi

Irrigare o non irrigare la vite? Questa è una delle domande che si pongono più frequentemente i viticoltori, anche in ragione del risultato produttivo che vogliono ottenere.

E' noto, ad esempio, che uno stress idrico può provocare un minor sviluppo del frutto, a causa di una limitata flessibilità della parete cellulare, specie nel post invaiatura. In questi casi si ha inoltre un maggior accumulo di antocianine e altri composti fenolici in risposta al deficit, con conseguenze sulla composizione fenolica complessiva e sul profilo sensoriale del vino.

In ragione di queste conoscenze di base, il team di ricerca del Prof. Bindon dell'Università sudafricana di Stellenbosch, hanno condotto uno studio per tenere traccia delle modifiche, su vinifera cv. Merlot, della composizione fenolica prodotta in risposta a diversi trattamenti irrigui durante due vendemmie.

Sull'uva antociani, tannini e la concentrazione flavonoidi è stata determinata con cromatografia liquida (RPHPLC) dopo estrazione con etanolo. Nei vini, la concentrazione e composizione di antociani, flavonoli e tannini durante la fermentazione è stata monitorata per una sola stagione,

con un focus specifico per determinare come la fermentazione influisca sulla formazione di

pigmenti, per arrivare quindi a una dettagliata analisi statistica del colore del vino e della composizione fenolica in vini di sei mesi e 18 mesi di età.

Un primo dato interessante è che, se il tenore in antociano aumentava con l'aumentare dello stress idrico mentre diminuiva il peso dei frutti, non si è assistito ad alcun effetto a carico dei tannini, rimasti immutati nelle tesi irrigue e non.

I risultati più interessanti sono tuttavia stati rilevati in vinificazione dove le tesi non irrigate mostravano tenori in antociani e flavonoidi superiori rispetto a quelle non irrigate.

In particolare è risultato che, per le tesi non irrigate, vi era un aumento dei pigmenti bisolfito resistenti, con conseguente maggiore stabilità nel colore e in alcune sensazioni aromatiche di questi vini.

La differenza, in composizione antocianica e di falvonoidi, è stata riscontrata anche a distanza di 6 e 18 mesi, con una sensibile differenza, in particolare, sul colore del vino che, per il maggior contenuto di pigmenti bisolfito resistenti, si era mantenuto più stabile.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Il caolino nel vigneto, uno scudo riflettente contro lo stress termico, ma non per tutti i terreni

Uno studio biennale condotto nelle Marche su Verdicchio in due vigneti a diverso vigore rivela però che la sua efficacia non è universale: funziona bene in contesti asciutti e poco vigorosi, mentre in situazioni di alto vigore o umidità i benefici si riducono drasticamente, limitandosi spesso al solo abbassamento della temperatura fogliare

08 giugno 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Pacciamatura naturale con rullo: così il vigneto risparmia acqua e mantiene qualità

Confronto tra gestione del terreno con sovescio lavorato e con rullo-crimper. La tecnica che lascia i residui in superficie migliora lo stato idrico della vite, non altera il mosto e favorisce le micorrize, offrendo una valida alternativa sostenibile per i vigneti mediterranei

04 giugno 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Il biochar in vigneto è un alleato contro lo stress idrico, ma non per tutti i terreni

Un anno dopo l’applicazione di biochar da potature in tre vigneti biologici del Chianti Classico, i ricercatori del CNR hanno misurato un miglioramento della coesione del suolo, un aumento della sostanza organica e una riduzione dello stress idrico della vite

01 giugno 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Vendite in calo e mercato più selettivo: il vino italiano chiude un 2025 difficile

Export in frenata, consumi nazionali in contrazione. Meglio resistono spumanti e vini premium, mentre le piccole imprese soffrono di più. Il settore guarda al futuro con diversificazione e nuovi mercati

22 maggio 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Vino globale in crisi: consumi in calo del 2,7%, superficie vitata in contrazione per il sesto anno

A pesare sono l’evoluzione degli stili di vita, il cambiamento delle abitudini sociali e i mutamenti generazionali, insieme a tensioni geopolitiche, interruzioni commerciali e spinte inflazionistiche. Calo dei vigneti legato ai sussidi per l’estirpazione in Francia e Spagna

18 maggio 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Venduti solo 3 milioni di ettolitri di vino italiano ad aprile

Sono ancora 52,5 milioni gli ettolitri di vino in giacenza, inferiori del 6,0% rispetto allo scorso 31 marzo 2026 e superiori del 5,6% rispetto al 30 aprile 2025. Il 54,4% del vino in giacenza è a DOP, in prevalenza rosso

14 maggio 2026 | 13:00