Mondo Enoico
Impatto ambientale delle diverse tecniche di vinificazione
Le acque reflue di vinificazione hanno diversi coefficienti di inquinamento. Informazioni essenziali al fine di migliorare la gestione dei trattamenti in cantina
22 gennaio 2011 | Graziano Alderighi
Una ricerca sud africana ha preso in esame l'impatto che diverse tecniche di vinificazione possono avere sulle acque reflue prodotte in cantina, al fine di prevedere diversi e più efficienti sistemi di trattamento a seconda della tecnologia utilizzata.
La ricerca condotta da Bories e Sire divide, semplificando, le tecniche di vinificazione in due macroaree.
La vinificazione in fase liquida è quella applicata ai vini bianchi, rosati e alla termovinificazione per i rossi che prevede il trattamento dell'uva/mosto e a seguire la fermentazione alcolica. Il trattamento dell'uva/mosto, in particolare, prevede diverse fasi: la pressatura soft, una chiarificazione e/o filtrazione.
La vinificazione in fase solida è la classica vinificazione in rosso, con una pressatura e il mosto, con le vinacce immessi insieme nelle vasche di fermentazione. Dopo la fermentazione alcolica, che può durare anche diverse settimane, vi è la svinatura, accompagnata dal lavaggio delle cisterne e, in alcuni casi, di un'ulteriore pressatura delle vinacce fermentate, passaggi che producono reflui ricchi
in alcool.
Nel processo di vinificazione in fase liquida l'entità di acque reflue è funzione della quantità delle uve che entrano in cantina e dei trattamenti effettuati, ivi compresi i lavaggi delle macchina destinate alla chiarifica e al filtraggio.
Al contrario per la vinificazione in fase solida, si generano solo acque di scarico al momento della svinatura e pressatura delle vinacce fermentate.
Le vinificazioni in fase liquida quindi producono acque reflue ricche di zuccheri: il 70% della domanda chimica di ossigeno (COD) quando il mosto è trattato e i volumi dipendono dalla quantità giornaliera di uve e rappresentano dal 40 al 46% del volume annuale di acque reflue nel corso del primo mese di attività (settembre).
Al contrario, le vinificazioni in fase solida non producono grandi quantità di reflui alla raccolta, e le acque reflue prodotte principalmente durante i travasi sono caratterizzate da una predominanza di etanolo (<= 75% COD) e da flussi intermittenti nel secondo mese (Ottobre), che sono meno intensi (dal 26.7 al 33.6%) e più distanziati.
I coefficienti di inquinamento specifico delle vinificazioni in fase liquida (da 5.18 a 6.04 kg COD/t uve) sono maggiori dei coefficienti delle vinificazioni in fase solida (3.82 kg COD/t uve). Maggiore è la percentuale di vinificazioni in fase liquida di una cantina, maggiore e più precoce sarà il volume mensile massimo di acque reflue.
Nel caso di cantine dove si svolgono diversi tipi di vinificazione i flussi di reflui possono essere molto ingenti all'inizio della vendemmia in ragione del carico inquinante e della simultaneità delle vinificazioni
L'impatto ambientale della vinificazione in fase liquida è quindi notevole se non si prendano opportuni provvedimenti. I rischi a cui si può andare incontro infatti solo il sovraccarico dei sistemi biologhici a causa del massiccio scarico di acque reflue molto ricche in zuccheri oppure problemi di sgradevoli effluvi qualora queste acque vengano stoccate in maniera inidonea, come per il lagunaggio.
La cantina che volesse quindi realmente ridurre l'impatto ambientale dei processi di vinificazione dovrebbe tenere conto dei differenti carichi inquinanti prodotti nell'arco della vendemmia prevedendo diversi sistemi di smaltimento atti a garantire una gestione e trattamento delle acque reflue realmente sostenibile.
Bibliografia
A. Bories and Y. Sire; Impacts of Winemaking methods on Wastewaters and their treatment; 2010. SOUTH AFRICAN JOURNAL OF ENOLOGY AND VITICULTURE; 31 (1): 38-44
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Quando la grandine colpisce la vite: il LiDAR svela il ruolo protettivo della chioma
Un recente studio condotto dall'Università di Udine ha utilizzato un robot mobile equipaggiato con sensore LiDAR per monitorare in tempo reale gli effetti di una violenta grandinata su un vigneto di Merlot. I risultati mostrano che la chioma nella zona basale, quella che ospita i grappoli, svolge un'azione protettiva fondamentale, riducendo significativamente il danno
20 agosto 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Enoturismo in Italia: nasce il viaggiatore Eno-Slow che unisce vino, lentezza e sostenibilità
Un'indagine dell'Università di Palermo rivela il volto inedito del turista del vino: non più solo un appassionato in cerca di degustazioni, ma un viaggiatore consapevole che unisce la passione enologica alla filosofia dello slow tourism, desideroso di autenticità, natura e connessioni profonde con il territorio
14 agosto 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI
Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione
10 agosto 2026 | 15:30
Mondo Enoico
Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva
L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso
04 agosto 2026 | 15:00
Mondo Enoico
Endofiti della vite: una promettente alternativa sostenibile ai prodotti fitosanitari
Il potenziale di batteri e lieviti endofiti come agenti di biocontrollo contro Botrytis cinerea, esplorando la loro interazione con la pianta ospite e la compatibilità con i trattamenti convenzionali
31 luglio 2026 | 12:00
Mondo Enoico
L'irrigazione ideale che rinfresca il vigneto per salvare uva e vino
Il sistema messo a punto a Bologna combina goccia a goccia e nebulizzazione sulla chioma. Risultati: zero scottature, acidità preservata e accumulo di zuccheri rallentato. Ma attenzione: non è una bacchetta magica per tutti i terreni
30 luglio 2026 | 16:00