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LUGANA: UN VITIGNO E UN TERRITORIO CHE SI FREGIA DELLA DENOMINAZIONE D’ORIGINE DAL 1967
Il territorio, di origine morenica e dal clima mite, è un regalo del vicino lago di Garda. L’impronta organolettica dei vini è indelebilmente marcata dalla terra che li fa nascere e che conferisce loro grande sapidità, struttura, schiettezza e armonia di profumi e gusti
23 ottobre 2004 | Graziano Alderighi, Marco Rossi
Il Lugana nasce in un territorio, la Lugana, che si estende a sud del lago di Garda, comprendente un'ampia zona che parte dai comuni di Desenzano e Lonato, ad ovest, e si estende sino a Peschiera e Pozzolengo ad est. Ã un vino considerato tradizionalmente lombardo, anzi bresciano, ma che ha dunque una matrice anche veronese.
La Lugana è un territorio di origine morenica, caratterizzato da un suolo ricco di argille e calcari e connotato da un clima mite, regalo del vicino lago di Garda.
La prima descrizione del Trebbiano di questa zona si deve ad Agostino Gallo, mercante ma anche uomo di cultura, che, riferendosi a questi territori, narra nel 1567 di uve di Trebbiano "che fanno graspi grandi e i grani grossi, perciò abbondano in vino, ma potente e con fumo...". à in pratica la prima testimonianza certa della presenza di questa varietà in Lugana.
All'incirca nello stesso periodo il celebre enologo Andrea Bacci, citava la zona come rinomata per la produzione di vini Trebulani.
Nei secoli successivi la coltivazione della varietà andò sempre più affermandosi grazie anche alla bonifica definitiva di tutto il territorio. Nel Settecento, al bianco della Riviera gardesana venivano persino attribuite virtù curative e agli inizi del secolo scorso il parroco di Pozzolengo poteva scrivere che "l'antica selva Lugana attualmente è una fertile pianura coltivata quasi tutta a viti" e "produce un vino bianco di ottima qualità ". Si giunge così ai giorni nostri, quando, con l'attribuzione della Doc nel 1967, il Lugana diventa addirittura uno dei primi vini in Italia a potersi fregiare della Denominazione di origine controllata, a conferma dell'elevato livello di qualità ormai raggiunto.
Il Trebbiano, e nella fattispecie il Trebbiano di Soave, localmente denominato Trebbiano di Lugana, è il vitigno su cui si basa la produzione del vino Lugana.
Le caratteristiche ampelografiche di questa verietà sono: foglia media, orbicolare, o pentagonale, tri o pentalobata. Il grappolo si presenta medio-grande, di forma conica-cilindrica o piramidale, alata e semi-compatta. Lâacino è di dimensione media, sferico con buccia sottile, consistente di colore verde-giallo. La maturazione è medio-tardiva e la vigoria è abbastanza elevata.
Lâimpronta organolettica dei vini prodotti in Lugana è marcata indelebilmente dalla terra che li fa nascere e che conferisce loro la grande sapidità , la struttura, la schiettezza e lâarmonia di profumi e gusti che rapiscono per intensità e carattere.
Le tonalità delle colorazioni del vino Lugana vanno da un brillante tipico paglierino ad accennate sfumature verdognole, che raggiungono riflessi dorati con lâaffinamento. Il profumo subito riconoscibile per la delicatezza di note ben armonizzate fra loro, anticipa un gusto inconfondibile sapido e strutturato, secco e ricco di personalità .
A dimostrazione delle sue pregiate caratteristiche il vino Lugana può venire prodotto nella tipologia Superiore, invecchiato almeno un anno; questa tipologia riserva eccezionali sorprese alla degustazione, con la quale si scopre un vino intenso, ampio, dai sentori di spezie fresche, fiori e frutta matura, incredibilmente sapido, strutturato , persistente e longevo, tanto d poter sopportare senza problemi alcuni anni di bottiglia.
Il Lugana è stuzzicante come aperitivo, pregevole sugli antipasti allâitaliana e destinato a matrimonio dâ amore con il pesce di lago, in particolare coregone e anguilla, va servito in tulipano medio alla temperatura di 8 â 12 ° C; il Lugana Superiore viene apprezzato a temperature di 12 â 14 ° C, abbinato a pietanza eleganti e delicate di ogni genere, formaggi dolci , insaccati.
Nellâottenimento del Lugana Spumante Doc il procedimento di spumantizzazione può essere effettuato secondo il metodo Charmat o il Metodo Classico.
Il colore è paglierino, il perlage vivace e consistente, il profumo fresco e intenso con note di lievito e ricordi di fermentazione, il gusto, in cui si riscontra l â armonia del vino bianco tranquillo da cui deriva, sapido asciutto e sostenuto. Si può impiegare per aperitivi, piatti delicati e portare a base di pesce, servito in flute a 6 â 8° C.
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