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OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA, MA QUANTO MI COSTI? ECCO UN’APPROFONDITA ANALISI DELLE VOCI DI SPESA

Sebbene esistano molte olivicolture, alle volte profondamente diverse fra loro, è possibile fornire alcune indicazioni sul costo di produzione della spremuta d’olive. A confronto anche diverse tecniche agronomiche e il loro impatto sul portafogli dell’imprenditore agricolo

01 maggio 2004 | Alberto Grimelli

È noto un po’ a tutti gli olivicoltori che le voci di spese più onerose, rappresentanti quasi i 2/3 del costo di produzione, sono potatura e raccolta.
Informazione importante, in quanto con una gestione attenta di queste due operazioni si possono ottenere i risparmi più ingenti. Ma queste due voci, sebbene predominanti, rientrano in un bilancio composto da molti altri elementi, che possono influenzare non poco il risultato complessivo.
Concimazioni, lavorazioni del terreno, trattamenti fitosanitari sono pratiche agricole che hanno una ricaduta sia sulla quantità sia sulla qualità del prodotto finito.
Ovvio quindi che un’analisi delle voci di spesa non debba tenere conto solo dei possibili risparmi ottenibili modificando o riducendo l’impatto economico di alcune operazioni colturali, ma deve necessariamente considerare anche la ricaduta produttiva sia quantitativa sia qualitativa, anch’essi fattori da cui dipenderà il posizionamento prezzo dell’olio che verrà venduto.

Questo lavoro intende fornire indicazioni generali e, naturalmente, i valori riportati andrebbero modificati in funzione della specifica situazione aziendale e del territorio in cui si opera.
Tutti i conti e i calcoli seguenti sono riportati alla superficie di 1 ha.

Alcuni dati preliminari
L’oliveto tipo che andremo ad esaminare sarà in piena produzione, tra i 20 e i 30 anni, su terreno pianeggiante o poco inclinato, con un sesto d’impianto specializzato 6x6 (277 piante/ha). Forma d’allevamento a vaso policonico. La produzione media per pianta sarà pari a 18 kg, con una resa media all’estrazione del 16%. Ne risulta una produzione di olive pari a 49,86 qli e d’olio pari a 797,76 Kg di olio.
I costi di manodopera, per operai avventizi, secondo il CCNL agricolo, ammontano a 8,8 euro/ora, comprensivi di contributi e ogni altro onere a carico del datore di lavoro.
Da quest’analisi sono stati volutamente estromessi i costi di manutenzione, assicurazione e ammortamento dei beni immobili (terra, capannoni…) e dei macchinari agricoli in quanto andrebbero suddivisi sull’intera superficie e per tutte le colture aziendali.

La potatura
- Potatura manuale annuale
Considerando un tempo medio di intervento di 22 minuti a pianta, un operaio riesce a potare non più di 24 piante al giorno, 11,5 giornate lavorative. Ne consegue un costo pari a: 812,53 €
- Potatura biennale manuale
Il tempo medio dell’intervento non muta in modo significativo, in quanto i tagli, in questo caso, saranno effettuati prevalentemente con motoseghe. Saranno tagli importanti, andando a rinnovare le sottobranche. Intervento 30 minuti a pianta, 16 piante giorno (138 piante ogni anno), 8,6 giornate lavorative. Ne consegue un costo pari a: 607,20 €
- Potatura annuale con agevolatori pneumatici o elettrici compiuta da una squadra di potini
Una squadra di potini composta di 4 persone, munita di apposite attrezzature, adatte per operare esclusivamente da terra riesce, organizzando convenientemente il cantiere, a potare circa 200 piante/giorno. La retribuzione media per singolo operaio, in questo caso, è circa 15 €.
Per l’ettaro di riferimento (277 piante) saranno necessarie 11 ore, pari a 660 €
- Potatura biennale con agevolatori pneumatici o elettrici compiuta da una squadra di potini
Una squadra di potini composta di 4 persone, munita di apposite attrezzature, adatte per operare esclusivamente da terra riesce, organizzando convenientemente il cantiere, a potare circa 120 piante/giorno. La retribuzione media per singolo operaio, in questo caso, è circa 15 €.
Per l’ettaro di riferimento (138 piante ogni anno) saranno necessarie 9,2 ore, pari a 552 €

La potatura annuale è sempre più onerosa di quella in turno biennale. Secondo canoni prettamente economici, anche considerando, come testimoniato da studi scientifici, che il turno di potatura non ha ripercussioni negative sulla produttività (ndr TN 11 anno 2, 13 marzo 2004), risulta assolutamente conveniente adottare un turno biennale.

La raccolta
- Brucatura a mano
Un operaio riesce a raccogliere mediamente 1 quintale di olive in 8 ore.
Con un cantiere di lavoro di 4 persone la produttività giornaliera risulta pari a 4 quintali. Saranno quindi necessarie 12 giornate e mezza per raccogliere l’intera produzione (49,86 qli).
Costo 3510,14 €
- Brucatura con agevolatori elettrici o pneumatici
Secondo prove sperimentali e i dati forniti dalle aziende produttrici di questi mezzi, la produttività media risulta di 80 kg/ora.
Lo stesso cantiere di 4 persone, due con agevolatori e gli altri, in alternanza, destinati alla stesura e raccolta dei teli, raccoglierebbero 12,8 qli di olive al giorno. Sarebbero quindi necessarie 4 giornate lavorative per l’intero ettaro di riferimento. 1126,40 €
Il costo dell’attrezzatura, trattore escluso, è pari a 2500 €. Considerando una vita media di 12 anni, la quota di ammortamento risulta pari a 208 €, stimando una quota di assicurazione e manutenzione pari al 1% del valore a nuovo (25 €), ne risulta che per dotarsi dell’attrezzatura è necessario disporre di 233 €.
Stimo il consumo di carburante e lubrificante necessario al funzionamento della macchina pari a 5 €/giorno, corrispondente a 20 euro per le quattro giornate lavorative considerate.
Costo totale 1126,4 + 233 + 20 = 1379,4 €
- Raccolta con scuotitore e reti stese a terra
Risulta naturalmente improponibile per una superficie di così modesta entità dotarsi di uno scuotitore il cui valore a nuovo è circa 35000 euro. La convenienza all’acquisto subentra su superfici ben più consistenti.
Esistono tuttavia territori in cui i contoterzisti si sono già dotati di questi macchinari mettendoli a disposizione degli olivicoltori. Il prezzo del noleggio, comprensivo del conducente, è di circa 50 euro/ora.
Considero una spesa pari a 50 €/ora, la media tra i valori proposti, con una produttività media oraria del cantiere composto da 4 persone, di cui una, il conducente, stabilmente sul mezzo, pari a 250 kg/ora. Risultano necessarie 2,5 giornate lavorative a raccogliere l’intera produzione.
Costo totale 528 € (3 avventivi per 2,5 giornate) + 1000 € (noleggio scuotitore)= 1528 €

Risulta evidente che, per superfici modeste, la soluzione più conveniente per la raccolta risulta quella con gli agevolatori. Ovviamente la raccolta con scuotitori, quindi interamente meccanica, è molto conveniente in presenza di grandi estensioni o allorché si voglia raccogliere in un lasso di tempo molto limitato.

Altri costi ed oneri
- Lavorazioni del terreno o trinciature dell’erba (4 ogni anno)
Costo, comprensivo della manodopera 350 €
- Concimazione (concime ternario)
Costo comprensivo della manodopera per lo spargimento 200 €
- Difesa fitosanitaria
In regime di agricoltura integrata considero più che sufficienti 4 trattamenti complessivi, 2 rameici e 2 andidacici.
Costo 150 €
- Spese generali
Costo 100 €
- Quota di ammortamento dell’oliveto
in 37 anni al tasso di interesse del 5% 300 €
- Spese di frangitura
In alcune zone calabresi e pugliesi il costo di frangitura risulta notevolmente basso, sotto i 10 euro per quintale di olive. Viceversa in Toscana o altre regioni il costo risulta decisamente superiore arrivando a toccare i 17 euro/qle di olive.
Considerando una media di 13 euro/qle ne risulta un costo di 648,18 €

Aiuto alla produzione
93 €/qle olio prodotto
Introito 741,21 €

Costo di produzione massimo
-con potatura manuale annuale e brucatura a mano
totale 6070,85 €
- aiuto alla produzione
741,21 €
COSTO A KG D’OLIO 6,6 €

Costo di produzione minimo
- con potatura biennale con agevolatori pneumatici o elettrici compiuta da una squadra di potini e raccolta con agevolatori
totale 3679,58 €
- aiuto alla produzione
741,21 €
COSTO A KG D’OLIO 3,68 €

Conclusioni
Naturalmente risulta oltremodo difficile indicare un costo a kilogrammo d’olio senza stilare il bilancio di un’azienda reale. I parametri e i fattori che possono impattare sui costi sono vari e disparati, ad esempio: dimensione, presenza di altre colture e loro estensione, superficie investita a oliveto e numero di piante, giacitura e caratteristiche del terreno, tipologia di gestione dell’azienda, numero e qualifica della manodopera, numero e metratura dei fabbricati esistenti e loro stato di manutenzione, dotazione di attrezzature agricole, sistemi di distribuzione e commercializzazione dei prodotti.
Questo lavoro deve quindi servire soprattutto da traccia per chi intenda verificare i propri costi di gestione e di produzione e valutare la convenienza a modificare le proprie tecniche colturali o procedere all’acquisto di mezzi tecnici innovativi.

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