L'arca olearia

Irrigazione dell’olivo: scegliere il giusto impianto

Sono molti gli elementi da considerare, non ultimo il costo. Dopo aver raccolto alcuni dati preliminari occorre scegliere tra ala gocciolante sospesa, microaspersione e subirrigazione

12 luglio 2008 | Alberto Puggioni

Sempre maggiore interesse è rivolto, in ambito olivicolo, alla gestione razionale della risorsa idrica.
I benefici derivanti dalla presenza di un impianto irriguo nell’oliveto sono molteplici e vanno dalla riduzione del fenomeno dell’alternanza produttiva, all’incremento delle rese medie, alla promozione dello sviluppo vegetativo, all’opportunità di diradare gli interventi di potatura e infittire i sesti d’impianto, alla possibilità di praticare l’inerbimento ed altro ancora.

Come realizzare l’impianto
Prima di procedere alla progettazione di un impianto d’irrigazione su un oliveto è necessario raccogliere alcuni dati pre-impianto che permettono agli agronomi ed ai tecnici di studiare le migliori soluzioni e adattarle su misura alle singole necessità.
Bisogna, inoltre, conoscere le aspettative di chi vuole realizzare l’impianto ed il suo obiettivo produttivo.



Pre-impianto: raccolta dati per progettazione
Prima di tutto bisogna distinguere se si vogliono irrigare oliveti di nuovo impianto od oliveti maturi, dato che i fabbisogni idrici risultano assai differenti, verificare se la sistemazione dell’oliveto è in pianura o in collina (al che occorre una planimetria con quote altimetriche), la tipologia del sesto d’impianto e l’orientamento dei filari. Si devono poi analizzare i dati derivanti dall’analisi del terreno e dell’acqua che verrà usata per irrigare (compresa la provenienza per es. canale, pozzo, ecc.) al fine di definire la corretta filtrazione, stabilire se si desidera irrigare tutto insieme o se sono necessarie delle suddivisioni in più settori, valutare la possibilità di automatizzare il sistema ed infine valutare se sono previste lavorazioni incrociate del terreno o meccanizzazione delle potature o della raccolta.
Tutte le scelte progettuali vanno accordate alle necessità espresse dall’utente.
Acquisiti questi dati essenziali si può procedere alla progettazione vera e propria.

Progettazione: struttura e dimensionamento
La tipologia della soluzione impiantistica implica alcune scelte.
Si possono realizzare impianti con ala gocciolante sospesa dal suolo o con gocciolatori da inserire sul tubo, si può optare per soluzioni in microaspersione con Sprinklers (consigliato per es. su piante secolari) o si può interrare l’ala gocciolante a 20-30 cm di profondità e usare la gestione in subirrigazione.
a) Se realizziamo l’impianto con ala gocciolante sospesa o con gocciolatori da inserire sul tubo abbiamo, come principale vantaggio, la rapidità e semplicità d’installazione, ma il reintegro idrico può non risultare perfettamente omogeneo e l’ala può inoltre risultare d’intralcio alle potature o alle lavorazioni meccanizzate. Il reintegro idrico con questo tipo d’irrigazione può inoltre subire variazioni in funzione dell’effetto del vento sulla goccia, per cercare di ovviare a questa eventualità generalmente in zone con forte vento si utilizzano portate alte per compensare la maggior dispersione dell’acqua. Si ha inoltre un effetto battente della goccia sul terreno e la facile accessibilità di animali come uccelli o mammiferi che potrebbero danneggiare l’impianto.
b) Optando per la soluzione in microaspersione a pioggia avremo, come principale beneficio, un’elevata distribuzione dell’acqua sul terreno, molto apprezzata sugli oliveti secolari. Per contro, tuttavia, si favorirà lo sviluppo di infestanti e di possibili attacchi fungini a carico delle superfici direttamente bagnate, con un conseguente aumento della necessità di un controllo fitosanitario e delle infestanti che, competono con l’olivo per la risorsa idrica. Questo tipo di soluzione non permette inoltre lavorazioni incrociate del terreno e la raccolta meccanica con gli agevolatori.
c) Altra possibilità di soluzione d’impianto è la subirrigazione. Gli impianti in subirrigazione prevedono l’interramento nel terreno dell’ala gocciolante, con tecnologia antisifone, a circa 20-30 cm, lungo una o due file, parallele al filare degli olivi.
Questo tipo d’impianto richiede un’installazione più complessa, ma consente una distribuzione dell’acqua più precisa ed accurata. Non ostacola le lavorazioni incrociate del terreno e risulta essere il sistema con la maggiore efficienza di reintegro idrico (il 90-95% del volume d’acqua fornito viene usato dall’olivo grazie alla riduzione delle perdite idriche dovute all’evaporazione dell’acqua nella fase di caduta e dal terreno), fornisce una buona distribuzione dell’acqua nel terreno e contribuisce al mantenimento, se non miglioramento, della struttura del terreno stesso, riducendo la necessità di continue lavorazioni. Permette inoltre, non bagnando direttamente la superficie fogliare, di controllare lo sviluppo delle infestanti e contemporaneamente contribuisce alla pratica dell’inerbimento riducendo la competizione per l’acqua. L’ala gocciolante installata sotto il terreno non crea ostacolo alle raccolte meccanizzate o alle pratiche di potatura meccanica.
Generalmente su oliveti giovani si opta per la soluzione con ala poggiata sul terreno per i primi 3 anni per poi interrarla al terzo anno. In questo modo si riesce a gestire dapprima lo sviluppo radicale per poi aumentare le variabili da gestire. Questo tipo d’impianto permette di praticare con alta efficienza l’irrigazione in deficit controllato nella fase di indurimento del nocciolo, che corrisponde anche al periodo più asciutto dell’anno. Su impianti per oliveti adulti, secondo le condizioni del terreno, si preferisce optare per due ali gocciolanti poste a 50-80 cm dal fusto, una per lato.
La soluzione in Subirrigazione risulta essere quella con maggiori margini gestionali e con maggiori benefici colturali sebbene implichi un’installazione più complessa ed un costo iniziale più elevato.



Punti critici della progettazione
Occorre valutare con attenzione, oltre alla disponibilità della risorsa idrica, la tipologia d’acqua.
Una filtrazione adeguata è il vero punto critico per il buon funzionamento degli impianti d’irrigazione, per la loro salvaguardia e per poter garantire un’elevata uniformità di distribuzione.
Ogni impianto dovrebbe essere dotato di un sistema di filtrazione idoneo a trattenere le particelle organiche ed inorganiche al fine di garantirne il corretto funzionamento.
Un altro punto critico è la manutenzione dell’impianto d’irrigazione.
La gestione dell’acqua con sistemi costituiti da componenti tecnologicamente avanzati necessita di un cambio di mentalità. Come pratichiamo le manutenzioni preventive ed ordinarie alle nostre automobili così dobbiamo fare con l’impianto d’irrigazione. Su impianti visibili come l’ala sospesa, poggiata sul terreno o la microaspersione, eventuali problemi od ostruzioni sono facilmente individuabili. Sull’impianto in subirrigazione, oltre alla manutenzione preventiva, occorre verificare il buon funzionamento dell’impianto e la sua portata attraverso i contatori acqua. Praticare ad inizio stagione lavaggi con soluzioni diluite di acidi permette inoltre all’impianto una maggiore durata nel tempo ed una maggiore efficienza.
Anche per questi motivi la raccolta dei dati prima della realizzazione dell’impianto deve comprendere le analisi dell’acqua in modo da risolvere, preventivamente, eventuali rischi dovuti alla formazione di sali poco solubili quali bicarbonati o alla presenza di ferro.



Impatto economico degli impianti
La scelta delle diverse possibili realizzazioni dell’impianto d’irrigazione è commisurata al tipo di investimento che viene richiesto dall’utilizzatore finale dei prodotti.
Definire con esattezza il costo per ettaro di un impianto d’irrigazione non è facile essendo molteplici le variabili tecniche, tecnologiche e agronomiche che concorrono a definire i costi di un impianto. Pensiamo solo a come la scelta della distanza fra i filari può influenzare sulla quantità di ala gocciolante da utilizzare piuttosto che la qualità d’acqua sul sistema di filtrazione da adottare o l’impatto che può avere la scelta di una gestione automatizzata del sistema piuttosto che di una manuale.
Indicativamente un impianto con ala appesa è meno costoso di uno realizzato con i MicroSprinkler ed entrambi risultano più economici rispetto ad uno in subirrigazione dove incidono i costi iniziali di posa.
Ecco perché ogni preventivo va fatto in funzione della singola applicazione, tenendo in considerazione, dal punto di vista tecnico ed agronomico, tutto il complesso dei fattori che concorrono ad una gestione controllata dello stress idrico dell’oliveto ai fini di un incremento non solo quantitativo, ma anche qualitativo.



Va messo in luce, concludendo, il ruolo cardine dell’irrigazione. È proprio la pratica irrigua razionale che permette l’intensificazione colturale, sostiene l’inerbimento, favorisce, con la fertirrigazione, la riduzione dei tempi d’ingresso in produzione, consente di diradare gli interventi di potatura e non interferisce con l’eventuale raccolta meccanizzata.

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