L'arca olearia

Addio a Pieralisi: il fondo Sienna rileva il gruppo e si chiude un'epoca per l'industria olearia italiana

Addio a Pieralisi: il fondo Sienna rileva il gruppo e si chiude un'epoca per l'industria olearia italiana

Il fondo francese Sienna, attraverso il veicolo italiano Ver Capital, acquisisce il 70% del gruppo Pieralisi. Dopo 138 anni la famiglia fondatrice esce di fatto dall'azienda di Jesi, leader mondiale nelle tecnologie per l'estrazione dell'olio d'oliva

04 agosto 2026 | 14:15 | T N

Il gruppo Pieralisi di Jesi cambia definitivamente proprietà. È stato perfezionato nei giorni scorsi il passaggio del controllo al fondo francese Sienna, che attraverso il veicolo italiano Ver Capital ha acquisito il 70% della storica azienda marchigiana, leader mondiale nella produzione di impianti per l'estrazione dell'olio d'oliva e nelle tecnologie di separazione centrifuga industriale.

L'operazione delinea un assetto societario nuovo: gli attuali partner istituzionali e storici – Green ArrowCapital Alternative Funds SGR per conto del Fondo IDeA CCR II e la Famiglia Pieralisi – manterranno ciascuno una quota di estrema minoranza.

L'operazione segna la conclusione di una storia imprenditoriale lunga 138 anni. Con la cessione di una quota di controllo detenuto dalla holding di famiglia, la Frapi Spa, la famiglia Pieralisi esce di fatto dall'azienda fondata nel 1888 dall'officina di Adeodato Pieralisi.

Si chiude così il legame diretto con la dinastia industriale che ha trasformato l'impresa jesina in un punto di riferimento mondiale del settore. Determinante è stato il ruolo dell'ingegner Gennaro Pieralisi, imprenditore che ha contribuito allo sviluppo tecnologico della filiera olearia, facendo della qualità dell'olio extra vergine di oliva e dell'innovazione negli impianti di estrazione i pilastri della crescita internazionale del gruppo.

L'acquisizione arriva al termine di un percorso avviato nel luglio 2020, quando il fondo IDeA CCR II aveva rilevato la maggioranza dell'azienda nell'ambito di un'operazione di rilancio industriale. La famiglia fondatrice aveva mantenuto una partecipazione del 49%, continuando a sostenere il piano di sviluppo attraverso gli aumenti di capitale.

A favorire il completamento della cessione hanno contribuito anche i recenti cambiamenti nel settore degli investimenti alternativi. Lo scorso maggio Green Arrow Capital ha acquisito DeA Capital Alternative Funds Sgr, dando vita a uno dei principali operatori italiani del comparto. Parallelamente, il naturale ciclo di investimento del fondo era ormai giunto alla conclusione, mentre la famiglia Pieralisi ha scelto di valorizzare la propria quota e uscire definitivamente dall'azionariato.

Il passaggio al fondo francese rappresenta un momento storico non solo per l'azienda ma anche per il tessuto industriale marchigiano. Uno dei simboli del Made in Italy nel settore delle tecnologie olearie passa infatti sotto controllo estero, aprendo una nuova fase della propria storia industriale ma chiudendo definitivamente quella della famiglia che ne aveva costruito il successo internazionale.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Olio d'oliva da raccolta anticipata: dove nascono il verde, l’amaro e il piccante

Il profilo organolettico dipende dall’interazione fra maturazione della drupa, rapporto polpa/nocciolo, attività enzimatica e patrimonio fenolico. Comprendere questi meccanismi permette all’olivicoltore di scegliere il momento di raccolta in funzione dell’olio che vuole ottenere

13 ottobre 2026 | 13:00

L'arca olearia

Raccolta delle olive meccanica vs manuale: stato attuale e futuro

La scelta tra raccolta manuale e meccanica è oggi una delle decisioni più strategiche per l’olivicoltore. Se da un lato la raccolta a mano garantisce delicatezza e selezione, dall’altro la meccanizzazione riduce i costi e accelera le operazioni. Ecco prestazioni e criticità delle due tecniche

12 ottobre 2026 | 15:00

L'arca olearia

Le rese in olio al frantoio in Italia tornano in media: 11% ai primi di ottobre. Eccezioni in Calabria e Liguria

Al 5 ottobre le olive molite a livello nazionale ammontano a 9.809 tonnellate, con una produzione di olio pari a 1.111 tonnellate e una resa media nazionale dell'11,33%. Il confronto con le rese medie storiche di ottobre evidenzia come la campagna in corso si collochi su valori generalmente in linea, o lievemente inferiori, rispetto alle annate precedenti

12 ottobre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Giacenze di olio extravergine di oliva italiano a 82 mila tonnellate: la filiera rischia il blocco

Si confermano le previsioni di Teatro Naturale che ipotizzava scorte a 80 mila tonnellate a fine campagna olearia. E' da evitare il panico, si può prefigurare uno scenario simile al 2021. Occorre solo evitare la trappola finanziaria per frantoi e imbottigliatori

12 ottobre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Irrigare l’oliveto intensivo: benefici produttivi e costi ambientali. Cosa insegna la ricerca sul modello Arbequina

Uno studio decennale condotto su larga scala su cultivar Arbequina ha analizzato gli effetti dell’irrigazione sulle caratteristiche del frutto, sul lavoro dei frantoi e sull’impronta idrica. I risultati mostrano che l’irrigazione aumenta la resa per ettaro, ma riduce il contenuto di grasso sul peso fresco e peggiora le prestazioni ambientali legate al consumo di acqua blu

11 ottobre 2026 | 11:00

L'arca olearia

Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: ricerca e innovazione contro Xylella fastidiosa

Ecco lo stato dell'arte, i risultati e le conclusioni al 30 giugno 2026 degli 11 progetti di ricerca finanziati dal Ministero della sovranità alimentare contro Xylella fastidiosa, il killer degli olivi

11 ottobre 2026 | 09:00