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Identificazione delle molecole chiave nella defoliazione indotta da Verticillium dahliae su olivo

Identificazione delle molecole chiave nella defoliazione indotta da Verticillium dahliae su olivo

Uno studio internazionale ha individuato la base molecolare della defoliazione causata da Verticillium dahliae. I determinanti genetici della patogenicità e aprono nuove prospettive per diagnosi molecolare e strategie di resistenza varietale

06 luglio 2026 | 10:00 | C. S.

La verticillosi è una malattia vascolare causata dal fungo fitopatogeno Verticillium dahliae, ampiamente diffuso nei suoli agricoli a livello globale e particolarmente rilevante nell’area mediterranea. Il patogeno infetta le piante attraverso l’apparato radicale e colonizza lo xilema, determinando una progressiva compromissione del trasporto idrico. Le manifestazioni sintomatologiche includono appassimento, clorosi, riduzione della crescita e, nei casi più severi, defogliazione e senescenza precoce, con impatti diretti sulla produttività di colture arboree ed erbacee di interesse economico.

Variabilità patogenica e ruolo del patotipo D
Un elemento cruciale nella patogenesi di V. dahliae è la marcata eterogeneità tra isolati. In particolare, il cosiddetto patotipo D è associato a fenotipi altamente aggressivi caratterizzati da capacità defoglianti. L’incremento della frequenza di tali ceppi in diverse aree produttive rappresenta un fattore di rischio fitosanitario emergente per sistemi colturali sensibili, inclusi cotone, olivo e pomodoro.

Identificazione genetica degli effettori responsabili della virulenza
Attraverso un approccio integrato di genomica comparativa, filogenomica e genetica funzionale, il gruppo di ricerca ha individuato una specifica regione genomica arricchita nel patotipo D, contenente due geni effettori secreti in forma duplicata. Questi effettori fungini agiscono come molecole di virulenza in grado di modulare i processi fisiologici dell’ospite vegetale, facilitando la colonizzazione del tessuto vascolare e l’instaurarsi della sintomatologia defogliante.

Le analisi funzionali hanno dimostrato che la delezione simultanea delle due copie geniche comporta la perdita della capacità defogliante e una drastica riduzione della patogenicità in specie ospiti eterologhe e modelli sperimentali quali Nicotiana benthamiana e Arabidopsis thaliana. Al contrario, la reintegrazione dei geni ripristina il fenotipo di virulenza, confermando il ruolo determinante di questi effettori nel determinismo della malattia.

Implicazioni per il miglioramento genetico e la diagnosi molecolare
L’identificazione di questi determinanti molecolari apre nuove prospettive per lo sviluppo di strumenti diagnostici basati su marcatori specifici del patotipo D, con potenziali applicazioni nella sorveglianza fitosanitaria e nel monitoraggio epidemiologico delle popolazioni fungine. Parallelamente, tali risultati offrono una base per programmi di miglioramento genetico finalizzati alla selezione di genotipi vegetali capaci di riconoscere gli effettori e attivare risposte di resistenza efficaci.

Prospettive di ricerca sulla patogenicità fungina
Le future linee di indagine si concentreranno sulla caratterizzazione biochimica e strutturale degli effettori identificati, al fine di chiarire i meccanismi molecolari alla base della defogliazione e della progressione della malattia. In questo contesto, contributi teorici e sperimentali di gruppi internazionali, tra cui quelli coordinati da Bart Thomma e Luigi Faino, evidenziano il potenziale applicativo della ricerca nella prospettiva di sviluppare strategie di contenimento più sostenibili per la verticillosi nei sistemi agricoli mediterranei.

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