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Spintor Fly o Flypack contro la mosca dell'olivo: ecco quando la strategia non è risolutiva

Spintor Fly o Flypack contro la mosca dell'olivo: ecco quando la strategia non è risolutiva

Valutata l'efficacia delle tecniche Attract-and-Kill per il controllo di Bactrocera oleae, la temibile mosca delle olive. Non sempre, anche partendo presto con gli interventi si ha la risoluzione del problema. Validità di Spintor Fly o Flypack strettamente legata all'andamento produttivo dell'oliveto

03 luglio 2026 | 16:00 | R. T.

La mosca delle olive (Bactrocera oleae) rappresenta la principale avversità per l'olivicoltura mediterranea, causando danni quantitativi e qualitativi alla produzione. Con il ritiro di numerosi principi attivi ad ampio spettro, come imidacloprid, dimetoato e fosmet, gli olivicoltori si trovano oggi a dover affrontare il problema con un numero limitato di strumenti, rendendo sempre più urgente l'adozione di strategie alternative e sostenibili . In questo contesto, le tecniche cosiddette "Attract-and-Kill" (AK) hanno ricevuto notevole attenzione per i costi ridotti e il minor impatto ambientale .

Uno studio triennale condotto nell'area del Lago di Garda, pubblicato sulla rivista Insects, ha valutato l'efficacia di due prodotti commerciali basati su questa tecnologia in un contesto olivicolo caratterizzato da una produzione estremamente variabile . La ricerca, condotta da Ortis e collaboratori dell'Università di Verona e di Padova, della Fondazione Edmund Mach e del CREA, ha coinvolto due oliveti sperimentali situati rispettivamente a Castelletto di Brenzone e Malcesine .

Le tecniche a confronto: due approcci diversi

Sono state testate due diverse formulazioni commerciali: Spintor™ Fly e Flypack® Dacus Trap. La prima è un'esca spray che combina proteine idrolizzate (attrattivo alimentare) con spinosad come insetticida . La sua applicazione è stata effettuata otto volte ogni 10 giorni a partire dalla fine di giugno, con una dose di 1 litro di prodotto miscelato con 4 litri d'acqua per ettaro, creando chiazze di circa 40-50 cm di diametro sul fogliame del 50% delle piante .

Flypack® è invece una trappola di plastica gialla a forma conica contenente feromoni sessuali e sali di ammonio, con la superficie interna trattata con deltametrina . Sono state posizionate 100 trappole per ettaro a partire dall'ultima settimana di giugno, sfruttando l'attrattivo dalla durata dichiarata di 180 giorni .

Dato importante: in caso di piogge superiori a 20 mm, il trattamento con Spintor™ Fly è stato ripetuto il giorno successivo, a testimonianza della scarsa persistenza del prodotto e della sua suscettibilità al dilavamento .

I risultati: efficacia variabile negli anni

I dati raccolti mostrano un'andamento fortemente correlato alla produzione di olive nei tre anni considerati:

  • 2020 - anno di alta produzione: l'infestazione si è mantenuta al di sotto del 5% in entrambi i siti, con differenze significative registrate solo per Spintor Fly (1,2%) rispetto al controllo (2,8%), mentre Flypack ha mostrato prestazioni simili al controllo (2,9% vs 3,6%) .

  • 2021 - anno di bassa produzione: l'infestazione è salita a livelli drammatici, raggiungendo punte del 100% tra parcelle e campionamenti. Nel sito trattato con Spintor Fly l'infestazione media è stata del 27,9% contro il 55,7% del controllo, mentre Flypack ha mostrato un'infestazione del 87,9% contro l'83,9% del controllo, indicando una sostanziale inefficacia .

  • 2022 - anno di produzione intermedia: l'infestazione si è attestata intorno al 20%, con Spintor Fly che ha mantenuto valori inferiori (4,2%) rispetto al controllo (8,4%), mentre Flypack non ha mostrato differenze significative (12% vs 13,4%) .

Produzione e infestazione: un legame stretto

La produzione di olive è variata drasticamente: da 4.716 kg/ha nel 2020 a soli 72 kg/ha nel 2021 per il sito di Malcesine, e da 1.973 kg/ha a 108 kg/ha per Castelletto di Brenzone . Questi dati confermano come l'entità della produzione sia un fattore chiave nel determinare il livello di infestazione.

In anni di abbondante produzione, l'elevata disponibilità di frutti riduce la percezione del danno: ogni singola oliva ha una probabilità minore di essere attaccata .

Negli anni di scarsa produzione, il limitato numero di drupe concentra l'ovideposizione su pochi frutti, portando a tassi di infestazione elevatissimi .

Lo studio ha evidenziato come le catture con trappole adesive non siano sempre correlate ai livelli di infestazione: nel 2021, nonostante le densità di popolazione fossero inferiori nelle parcelle trattate, l'infestazione è rimasta elevata a causa del rapporto sfavorevole tra numero di mosche e frutti disponibili .

Considerazioni tecniche e pratiche per l'olivicoltore

Spintor™ Fly: una soluzione efficace ma impegnativa

Spintor Fly ha dimostrato una maggiore efficacia rispetto a Flypack in tutti gli anni considerati . Tuttavia, la sua efficacia è condizionata da diversi fattori:

  1. Bassa persistenza: il prodotto va ripetuto con frequenza (ogni 10 giorni) e in caso di piogge, aumentando i costi e le lavorazioni .

  2. Applicazione localizzata: va distribuito a chiazze sul 50% delle piante, richiedendo attrezzature specifiche e precisione .

  3. Rischio di deriva: come per tutti i prodotti spray, occorre prestare attenzione durante l'applicazione per evitare la dispersione .

Flypack® Dacus Trap: facilità d'uso ma prestazioni deludenti

La trappola offre il vantaggio di una lunga durata (180 giorni) e di una semplice installazione . Tuttavia, lo studio mostra:

  1. Efficacia limitata: in tutti gli anni, le differenze con il controllo sono risultate non significative o di scarsa entità .

  2. Densità di trappole elevata: con 100 trappole per ettaro, l'investimento iniziale è considerevole .

  3. Adatta come monitoraggio: precedenti studi ne hanno confermato il valore come strumento di monitoraggio, più che di controllo diretto .

Quando conviene intervenire?

Lo studio fornisce un'indicazione pratica fondamentale: in anni di bassa produzione, l'applicazione di queste tecniche non è economicamente giustificabile .

Il costo dei trattamenti, infatti, potrebbe superare il valore della produzione salvaguardata. In queste condizioni, gli olivicoltori devono considerare altre strategie:

  • Raccolta anticipata per limitare i danni tardivi ;

  • Prodotti repellenti come caolino o zeolite, che creano una barriera fisica all'ovideposizione ;

  • Controllo delle olive residue in inverno, che possono costituire un serbatoio per le generazioni primaverili .

In anni di produzione medio-alta, invece, l'impiego combinato e tempestivo delle tecniche AK può contribuire a mantenere bassi i livelli di popolazione durante tutto l'anno .

Un approccio di area vasta

Un aspetto cruciale emerso dalla ricerca è l'importanza di un approccio coordinato su area vasta . La presenza di oliveti adiacenti non trattati può infatti costituire una fonte di reinfestazione, vanificando gli sforzi del singolo agricoltore. La creazione di reti di monitoraggio e di interventi collettivi è raccomandata per massimizzare l'efficacia delle tecniche AK.

Prospettive future

Con i cambiamenti climatici in atto, caratterizzati da inverni più miti e primavere più calde, la mosca delle olive sta mostrando un'attività anticipata, con un picco primaverile che tende a diventare la norma . Questo fenomeno richiede un posizionamento precoce delle trappole, già a partire dal mese di marzo, come suggerito dalla Fondazione Edmund Mach .

Le ricerche future dovranno concentrarsi su:

  1. Miglioramento della persistenza dei prodotti LK;

  2. Sviluppo di trappole MT più efficaci;

  3. Integrazione con altre tecniche sostenibili (repellenti, controllo biologico, SIT).

La sfida per l'olivicoltura italiana è quella di mantenere la competitività in un quadro normativo sempre più restrittivo, adottando strategie che coniughino efficacia, sostenibilità ed economicità.

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