L'arca olearia

Olivo sotto tiro: dinamiche di popolazione e distribuzione della cocciniglia mezzo grano di pepe Saissetia oleae

Olivo sotto tiro: dinamiche di popolazione e distribuzione della cocciniglia mezzo grano di pepe Saissetia oleae

Ecco i picchi stagionali, le zone preferite sulla chioma e il ruolo dei predatori naturali per una difesa mirata e sostenibile. Infestazioni elevate possono causare filloptosi, riduzione del calibro dei frutti e calo della resa in olio

21 maggio 2026 | 16:00 | R. T.

La cocciniglia mezzo grano di pepe Saissetia oleae rappresenta uno dei fitofagi più dannosi per l’olivicoltura mediterranea. Un recente studio condotto in Egitto su due annate consecutive (2023-2025) ha analizzato l’abbondanza stagionale, la distribuzione spaziale sulla chioma e l’associazione con i predatori coccinellidi. I risultati mostrano due picchi principali (primavera e inizio estate), una netta preferenza per i lati sud e ovest e per il terzo medio della chioma, nonché una significativa correlazione positiva con i predatori Coccinella undecimpunctata ed Exochomus flavipes. Queste informazioni consentono di ottimizzare i monitoraggi e gli interventi di controllo integrato.

Un avversario silenzioso ma temibile

La cocciniglia (Saissetia oleae Olivier) è un insetto fitomizo appartenente alla famiglia dei Coccidi. Sia gli stadi giovanili (neanidi) sia le femmine adulte si fissano su foglie, rametti e frutti, sottraendo linfa e secernendo grandi quantità di melata. Su questa melata si sviluppa poi la fumaggine, un fungo che riduce la fotosintesi e compromette la qualità delle olive e dell’olio.

Sebbene l’olivo sia una coltura resistente alla siccità, infestazioni elevate possono causare filloptosi, riduzione del calibro dei frutti e calo della resa in olio. Per questo, conoscere quando e dove si concentra la popolazione è fondamentale per ridurre gli interventi chimici e valorizzare il controllo naturale.

Andamento stagionale: due picchi critici

Le osservazioni biennali (ottobre 2023 – settembre 2025) hanno evidenziato un andamento stagionale ripetibile e chiaro:

  • Inverno (dicembre-febbraio): calo fisiologico della popolazione, con minimi a metà gennaio (ad esempio 220 individui totali nel secondo anno). Le basse temperature riducono l’attività metabolica e la mobilità delle neanidi.

  • Primavera (marzo-maggio): rapida ripresa e primo picco significativo. Nel primo anno si è raggiunto un totale di 665 individui il 3 marzo. Le neanidi dominano numericamente.

  • Estate (giugno-agosto): secondo picco, spesso più elevato. Nel primo anno il massimo assoluto è stato di 700 individui il 9 giugno; nel secondo anno il picco più alto si è registrato ad agosto con 755 individui.

  • Autunno: livelli intermedi, ma con chiara ripresa dopo il calo estivo.

I periodi primaverili e di inizio estate sono le finestre temporali più idonee per interventi mirati (antiparassitari selettivi o lanci di ausiliari), quando la maggior parte della popolazione è rappresentata da neanidi mobili e quindi più vulnerabili.

Dove si nasconde? Distribuzione orizzontale e verticale

Uno degli aspetti più innovativi della ricerca riguarda la distribuzione spaziale del fitofago all’interno della chioma dell’olivo.

Distribuzione orizzontale (punti cardinali)

Su 15 branche per direzione, i dati mostrano una preferenza netta per i lati sud e ovest:

Valori medi per 15 branche. Lettere diverse indicano differenze statisticamente significative (p≤0,05).

Le chiome esposte a sud e ovest ricevono più radiazione solare e temperature più elevate, condizioni ottimali per lo sviluppo delle neanidi e la sopravvivenza delle femmine.

Distribuzione verticale

Analizzando tre livelli – basso (1 m), medio (2 m) e alto (3 m) – emerge una chiara preferenza per il terzo medio:

  • Prima stagione: 123,4 immaturi e 72,5 femmine adulte nella parte media, contro 90,6 e 41,7 nella parte bassa.

  • Seconda stagione: conferma: 126,7 immaturi e 78,8 femmine nella fascia media.

I campionamenti e gli eventuali tratturi vanno concentrati sulla porzione mediana della chioma, lato sud-ovest, massimizzando l’efficacia riducendo i volumi di prodotto.

4. Alleati naturali: i coleotteri coccinellidi

Lo studio ha monitorato anche la presenza di due predatori coccinellidi:

  • Coccinella undecimpunctata (coccinella a undici punti)

  • Exochomus flavipes

Entrambi hanno mostrato una correlazione positiva statisticamente significativa con l’abbondanza della cocciniglia.

I picchi dei predatori sono risultati sfasati di poche settimane rispetto ai massimi della cocciniglia, segno di una risposta numerica funzionale. Ad esempio, nel secondo anno C. undecimpunctata ha raggiunto 35 individui il 22 giugno, mentre E. flavipes ha piccato il 25 maggio con 25 individui.

La conservazione di questi predatori (evitando insetticidi a largo spettro nella tarda primavera) può contribuire in modo significativo al controllo naturale della cocciniglia nera.

5. Conclusioni e raccomandazioni operative

I risultati di questa ricerca biennale offrono indicazioni concrete per la gestione integrata di Saissetia oleae in olivicoltura:

  1. Epoca di intervento: monitorare le popolazioni da fine febbraio a giugno, con attenzione ai picchi di neanidi (marzo e giugno-agosto).

  2. Zone bersaglio: concentrare campionamenti e trattamenti sul terzo medio della chioma, lato sud e ovest.

  3. Preservare i nemici naturali: limitare i prodotti fitosanitari nei periodi di aumento dei coccinellidi (maggio-giugno).

  4. Soglia di intervento: anche se non esplicitata nello studio, la dominanza degli stadi giovanili (>70% della popolazione) rappresenta un indicatore precoce di rischio economico.

L’integrazione tra conoscenza fenologica, distribuzione spaziale e ruolo dei predatori permette di ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sostenibilità economica dell’olivicoltura.

Foto di apertura: 2018, ICAR-National Bureau of Agricultural Insect Resources

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