L'arca olearia
Lab-on-a-fruit: un approccio per la valutazione chimica della composizione dell'olio d'oliva prima dell'estrazione
L'approccio lab-on-a-fruit può prevedere la predominanza di alcuni fenoli nell'olio d'oliva. 83 metaboliti sono stati annotati sui frutti monitorando tre famiglie chimiche
22 febbraio 2026 | 12:00 | R. T.
L'olio di oliva vergine (VOO) è considerato un prodotto di alto valore grazie ai suoi attributi sensoriali e benefici per la salute, entrambi associati a una composizione chimica distintiva. È possibile distinguere tra due frazioni in VOO: la frazione saponificabile, che costituisce circa il 98% del peso totale, e la frazione non saponificabile, che comprende circa il 2%. La frazione saponificabile è composta principalmente da acilgliceridi, con una notevole presenza di acidi grassi monoinsaturi (MUFA) e acidi grassi polinsaturi (PUFA). Tra questi, vale la pena menzionare la presenza di acido oleico, che rappresenta tra il 55 e l'83% degli acidi grassi totali (FA) e gli acidi linoleici e linolenici, che sono responsabili della sintesi di composti organici volatili (COV) attraverso la via della lipossigenasi (LOX).
Per quanto riguarda la frazione non saponificabile, presenta un'ampia diversità chimica, che comprende famiglie come VOC, fenoli, terpeni e idrocarburi. All'interno di questa diversità chimica, vale la pena menzionare i COV, a causa della loro influenza sulle caratteristiche organolettiche, e i fenoli, in base alle loro proprietà di salute contrastate, il loro impatto sugli attributi organolettici e il loro contributo alla capacità antiossidante dell'olio d'oliva.

L'Università di Cordoba si è proposta un approccio lab-on-a-fruit per caratterizzare acidi grassi, fenoli e volatili nelle olive, fornendo informazioni qualitative e quantitative sulla composizione dell'olio prima dell’estrazione.
I ricercatori hanno sviluppato un modello accurato al 100% per prevedere i secoiridoidi predominanti nell'extravergine misurando oleaceina, oleuropeina, oleuropeina glucoside e aglicone ligstroside nei frutti.
Correlazioni significative sono state trovate tra i volatili nelle olive e negli oli, che sono associate al fruttato “verde” e “maturo” negli oli.
Infine, non sono state riscontrate differenze nel contenuto di FA predominanti, acido palmitico e oleico; al contrario, il contenuto di acido linoleico è stato significativamente più basso nei VOO rispetto ai frutti a causa del suo ruolo di substrato nella via della lipossigenasi, che viene attivato durante l'estrazione del VOO e promuove la formazione di volatili responsabili di attributi di fruttato.
Potrebbero interessarti
L'arca olearia
Olio d'oliva da raccolta anticipata: dove nascono il verde, l’amaro e il piccante
Il profilo organolettico dipende dall’interazione fra maturazione della drupa, rapporto polpa/nocciolo, attività enzimatica e patrimonio fenolico. Comprendere questi meccanismi permette all’olivicoltore di scegliere il momento di raccolta in funzione dell’olio che vuole ottenere
13 ottobre 2026 | 13:00
L'arca olearia
Raccolta delle olive meccanica vs manuale: stato attuale e futuro
La scelta tra raccolta manuale e meccanica è oggi una delle decisioni più strategiche per l’olivicoltore. Se da un lato la raccolta a mano garantisce delicatezza e selezione, dall’altro la meccanizzazione riduce i costi e accelera le operazioni. Ecco prestazioni e criticità delle due tecniche
12 ottobre 2026 | 15:00
L'arca olearia
Le rese in olio al frantoio in Italia tornano in media: 11% ai primi di ottobre. Eccezioni in Calabria e Liguria
Al 5 ottobre le olive molite a livello nazionale ammontano a 9.809 tonnellate, con una produzione di olio pari a 1.111 tonnellate e una resa media nazionale dell'11,33%. Il confronto con le rese medie storiche di ottobre evidenzia come la campagna in corso si collochi su valori generalmente in linea, o lievemente inferiori, rispetto alle annate precedenti
12 ottobre 2026 | 14:00
L'arca olearia
Giacenze di olio extravergine di oliva italiano a 82 mila tonnellate: la filiera rischia il blocco
Si confermano le previsioni di Teatro Naturale che ipotizzava scorte a 80 mila tonnellate a fine campagna olearia. E' da evitare il panico, si può prefigurare uno scenario simile al 2021. Occorre solo evitare la trappola finanziaria per frantoi e imbottigliatori
12 ottobre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli
L'arca olearia
Irrigare l’oliveto intensivo: benefici produttivi e costi ambientali. Cosa insegna la ricerca sul modello Arbequina
Uno studio decennale condotto su larga scala su cultivar Arbequina ha analizzato gli effetti dell’irrigazione sulle caratteristiche del frutto, sul lavoro dei frantoi e sull’impronta idrica. I risultati mostrano che l’irrigazione aumenta la resa per ettaro, ma riduce il contenuto di grasso sul peso fresco e peggiora le prestazioni ambientali legate al consumo di acqua blu
11 ottobre 2026 | 11:00
L'arca olearia
Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia: ricerca e innovazione contro Xylella fastidiosa
Ecco lo stato dell'arte, i risultati e le conclusioni al 30 giugno 2026 degli 11 progetti di ricerca finanziati dal Ministero della sovranità alimentare contro Xylella fastidiosa, il killer degli olivi
11 ottobre 2026 | 09:00