L'arca olearia

SPECIALE EXTRA VERGINI A DOP. GLI OLI A MARCHIO "VAL DI MAZARA" PROVANO A FARSI CONOSCERE. LO FANNO ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE

Salvatore Martorana, direttore del consorzio di tutela, sostiene che attualmente il prodotto certificato oscilla dal 2 al 5% massimo della produzione potenziale dell'intera area. Stiamo facendo leva sui ristoratori nostrani, per fare in modo che loro per primi utilizzino prodotto locale e che mettano in tavola le bottiglie chiuse anziché le anonime ampolline

05 maggio 2007 | Luigi Caricato

Prosegue l’inchiesta sulle Dop d’Italia assegnate agli oli extra vergini di oliva. L'undicesima puntata coinvolge il Consorzio Dop Val di Mazara, di cui è direttore Salvatore Martorana.



Lo si ripete per l'ennesima volta: le domande sono le medesime per tutti i rappresentanti dei consorzi, onde avere un quadro unitario delle risposte e tessere un profilo generale sullo stato della nostra olivicoltura.
A partire da tale inchiesta – lo si ribadisce ancora una volta - ci aspettiamo le personali impressioni dei lettori.
(Undicesima puntata, continua)

INTERVISTA A SALVATORE MARTORANA
La sensazione generale è che le denominazioni di origine per gli oli extra vergini di oliva italiani non stiano ancora decollando, contrariamente alle aspettative di qualche anno fa. Percepisce anche lei questo stato di incertezza e di difficoltà?
Si. Non sono ancora per niente decollate in quanto il prodotto Dop e poco pubblicizzato. I consumatori non sanno cos’è un prodotto Dop e non hanno la minima percezione dei controlli ai quali si assoggettano gli olivicoltori e i componenti della filiera. Attualmente il prodotto certificato oscilla dal 2% al 5% massimo della produzione potenziale della nostra area.

C’è un reale valore aggiunto per gli oli certificati Dop o Igp, oppure non cambia nulla di concreto sul piano commerciale? Anche in questo caso, si ha la sensazione che i produttori siano costretti a sopportare maggiori costi, legati alla necessità di certificazione, senza per questo guadagnare quel qualcosa in più cui legittimamente sono state riposte tante buone speranze e attese... E’ così?
Anche i questo caso, per quanto riguarda la nostra realtà NON C’E’ a tutt’oggi un reale valore aggiunto come premio a chi produce olio Dop Val di Mazara, siamo dal 2002 a oggi su un’oscillazione, rispetto hai prezzi di mercato, che va da 0,20 a 0,50 centesimi di Euro in più per ogni kg. Di prodotto destinato alla Dop Val di Mazara a lordo di costi di certificazione con annessi e connessi gli obblighi a cui debbono sottostare per poter produrre olio Dop.
Il produttore oggi non è premiato dagli sforzi che fa, economici e fisici, per la qualità prodotta, non c’è un ritorno adeguato agli sforzi effettuati.

La Dop che lei rappresenta in qualità di presidente del Consorzio, in che modo intende muoversi, e di conseguenza proporsi, sul fronte della commercializzazione e della conoscenza del prodotto?
Stiamo avviando, in collaborazione con gli enti statali (Provincia, Regione e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), una campagna pubblicitaria di informazione ed educazione alimentare al consumo dell’olio extra vergine di oliva dando le notizie corrette sui benifici che dà alla nostra salute un prodotto di alta qualità.
Abbiamo orientato il messaggio nella tipicizzazione e dando le caratteristiche uniche che si possono trovare nella nostra Dop, riconducendo il consumatore alle origini che debbono legare tramite il territorio di provenienza la storia il clima, da noi non manca il sole ed il mare, e tutto il contesto geografico al prodotto finito facendo ricordare, immaginare o sognare ad ognuno che apre una bottiglia di olio extra vergine di oliva Dop Val di Mazara il territorio dal quale è nato.
Stiamo facendo campagna di informazione hai ristoratori locali per fare in modo che loro per primi utilizzino prodotto locale e che mettano in tavola le bottiglie chiuse e non le ampolle anonime.
In sintesi: stiamo provando a farci conoscere sappiamo che non è semplice ma ci corre l’obbligo di provarci per fare in modo che i nostri produttori continuino a coltivare la terra ricevendo il giusto compenso economico.

Come giudica i disciplinari di produzione delle Dop dell’olio in Italia? Sono fatti bene, o sono suscettibili di miglioramento?
I disciplinari di produzione, ascoltando anche i colleghi degli altri consorzi, sono sicuramente tutti suscettibili di miglioramenti.
Molti disciplinari sembrerebbe che siano stati fatti con un semplice “copia ed incolla” da altri già esistenti senza tener conto della realtà olivicola locale.
Secondo il mio personale parere questo è dovuto che in un particolare periodo nel quale le Igp e le Dop “Andavano di moda” molti politici hanno utilizzato questo strumento per dare l’illusione che facendo le aree Protette i problemi dell’agricoltura venivamo superati assegnando in fretta e furia ed ha persone poco preparate nel settore l’incarico di mettere in piedi un disciplinare di produzione per utilizzarlo come campagna elettorale, tutto questo ha creato la maggior parte di problemi che oggi abbiamo gli addetti hai lavori dovendoci misurare non con le carte ma con la realtà.

E il disciplinare di produzione della sua Dop, in particolare?
Il nostro in particolare è tutto da rivedere.
Iniziando dal nome Dop Val di Mazara che induce a pensare che siamo nei territori della provincia di Trapani ed in particolare fra Mazara del Vallo e Campobello di Mazara, invece il territorio ricade in tutta la provincia di Palermo ed alcuni comuni della provincia di Agrigento, il nome alla nostra area deriva da un’antica divisione storica che prima comprendeva i territori della dop in questione ma oggi induce il consumatore a pensare ad altre zone che non sono più legate alla divisione storica.
Mancano almeno tre cultivar prevalenti della nostra area geografica che sono autoctone, vedi la cultivar Calamignara, Crastu penalizzando molti produttori.
I valori di perossidi acidità e polifenoli sono troppo bassi per i tipi di terreni che abbiamo dovrebbero essere aumentati di poco etc etc etc….
Non possiamo scrivere la parola Sicilia pur essendo siciliani ed avendo la certezza della
- provenienza delle olive, richiestissima dai mercati americani che farebbe da sola triplicare
- le vendite hai nostri imbottigliatori, ma legge vigenti ci vietano di scrivere la regione di
- appartenenza assurdo ma vero, ma non ci arrendiamo stiamo lavorando per richiedere le modifiche che ci consentano di lavorare meglio.



Un suggerimento ai suoi colleghi presidenti dei rispettivi consorzi di tutela?
Il suggerimento è quello di fare tutti assieme una pubblicità progresso per fare conoscere l’olio extra vergine di oliva di qualità al consumatore partecipando ed essendo presenti in tutte le manifestazioni che ci possano dare una visibilità non importa se questa o quella Dop ma bisogna remare tutti nella stessa direzione farci conoscere.
Se dopo arriviamo con l’acqua alla gola, ci conviene fare come i francesi metterci nei porti dove arriva l’olio estero non fare scaricare un litro di olio se prima non venga consumata e pagata la produzione locale, come hanno fatto loro con il vino.

In conclusione, ci dia il quadro generale del territorio e della forza produttiva in cui opera la sua Dop...
Il nostro Consorzio è stato costituito il 7 Ottobre 2002 abbiamo ottenuto il riconoscimento ministeriale il 3 Maggio 2005 con decreto n. 62066 visitando il nostro sito Internet link esterno potrete trovare molte informazioni a voi utili.
L’area olivetta della nostra area e di circa 40.300 ettari con una potenzialità di produzione di olio extra vergine di oliva da destinare alla Dop di circa 12.000 tonnellate nella campagna 2006 arriveremo a certificare tra da 450 e 550 tonnellate di dop in proporzione il fra il 3,75% ed il 4,6% della produzione totale. L’anno scorso campagna 2005 si è certificato 250 tonnettale pari al 2,10% siamo in netta crescita ma i numeri sono ancora bassi.



Le precedenti puntate dell'inchiesta sugli oli extra vergini di oliva hanno riguardato:

- la Dop "Tergeste", il 4 novembre 2006:
link esterno

- la Dop "Chianti Classico", l'11 novembre 2006:
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- la Dop "Terre di Siena", il 18 novembre 2006:
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- la Dop "Dauno", il 25 novembre 2006:
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- la Dop "Laghi Lombardi", il 2 dicembre 2006:
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- la Dop "Garda" il 9 dicembre 2006:
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- la Dop "Riviera Ligure" il 16 dicembre 2006:
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- la Dop "Brisighella" il 24 febbraio 2007:
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- la Dop "Monti Iblei" il 3 marzo 2007:
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- la Dop "Seggiano" il 21 aprile 2007:
link esterno

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