L'arca olearia

Quale soluzione per l'olio extra vergine di oliva nella ristorazione post-Covid?

Volendo dimenticare la scivolata dell'Inail, che nel suo vademecum cita l'oliera, si cerca di inventarsi nuove soluzioni per aiutare la ristorazione: dalla monodose alla bottiglietta. Imporre il proprio punto di vista senza pensare alla imprenditorialità o al tornaconto del ristoratore che fa il suo mestiere è comunque e sempre controproducente

22 maggio 2020 | Piero Palanti

Ripartiamo!

Timidamente e con tante cautele la ristorazione prova a ripartire, le indicazioni restrittive a protezione di tutti purtroppo sono spesso farraginose e di libera interpretazione.

Qualche volta è forte il dubbio che siano fatte proprio per creare contenziosi con chi deve controllare, altre volte invece che la professionalità non è più di questo mondo.

Comunque dobbiamo crederci.

Per quanto riguarda l’utilizzo dell’olio nella ristorazione, e più precisamente a tavola, le indicazioni dell’INAIL nelle linee guida per i ristoranti detta letteralmente quanto segue:

“Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di igienizzazione, rispetto alle superfici evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, acetiere, etc.)"

E’ imbarazzante: le “oliere” sono vietate dall’art. 4, comma 4 della legge n. 81 dell’11 marzo 2006, cioè da 14 anni! Probabilmente chi ha scritto queste linee guida non è un conoscitore dell’argomento e questo da adito a sconcertanti interpretazioni e confusioni nonché a possibili sanzioni. Di sicuro crea molto caos. Alcune aziende già “sguazzano” in questo limbo; un’azienda pugliese declama questo nella sua pubblicità sui social: “Le nuove normative anti #covid19 impongono l'uso di monoporzione, anche per l’olio. La nostra azienda ha la soluzione per voi”. Fuorviante e ingannevole.

Comunque la confusione è tanta e il dado è tratto.

Chi propone il monodose.

Chi propone la bottiglietta da vendere ad ogni pasto.

Chi improvvisamente non ricorda che l’olio andrebbe anche abbinato.

Ricordatevi sempre che bravi produttori si adoperano per coprire la richiesta del mercato producendo piccoli formati.

Io sono categorico e la mia personale visione è che l’olio abbinato alle portate lo decide lo Chef in cucina (quando è in grado di farlo), in sala l’olio deve essere una esperienza sensoriale come entrée , oppure un giro d’olio fatto dal cameriere per consacrare un piatto specifico deciso dallo Chef.

Perché permettere a chiunque di rovinare una fantastica portata, studiata e confezionata ad arte per trasmettere emozioni, con un olio sbagliato? La bottiglia d’olio in sala va gestita e trasformata in guadagno.

Comunque è giusto soddisfare i ristoratori e fare calcoli e ipotesi delle varie situazioni possibili in questo momento.

Questi sono i costi medi delle unità e al litro delle varie misure offerte sul mercato:
250ml = 4,80€ corrisponde a 19,20€ al litro
100ml= 2,10€ corrisponde a 21,00€ litro
50ml=1,00€ Corrisponde a 20,00€ litro
20ml= 0,40/0,60€ corrisponde a 30,00€ litro.

Facciamo una simulazione?

In un tavolo da 4 persone metto a disposizione 4 monodosi da 20ml ad un costo base di 0,60€ per un totale di 2,40€ , ma se devo condire almeno due portate (secondo e contorno) non mi basterebbe e dovrei usarne almeno 8 con un costo di 4,80€.

Se utilizzo 4 bottigliette da 100 ml avrò un costo di 6,40€ e se utilizziamo una singola bottiglia da 250ml il costo sarebbe di circa 4,80€.

Le domande sorgono spontanee:

Se i calcoli li abbiamo fatti senza aggiungere un ricarico, il ristoratore? Non deve guadagnare qualcosa?

Il consumatore è pronto a pagare questa aggiunta? 5€ in media a tavolo.

Una sola tipologia di olio è sufficiente a rendere gli abbinamenti funzionali?

Potrebbe diventare un format interessante avere varie bottigliette a tavola? Magari con il cestino del pane!

Volete i monoporzione ? Va benissimo! Le abbiamo, ma scegliete bene.

E’ comunque il momento di investire nella qualità e nella formazione sull’olio extravergine, formate la sala per offrire un servizio migliore e remunerativo. Con qualsiasi formato decidiate di usare.

Scendiamo dai piedistalli, basta demagogie, facciamo capire a tutti le potenzialità dell’olio di qualità in questo momento di difficoltà.

Ricordarsi sempre che siamo ospiti a casa dei ristoratori, imporre il proprio punto di vista senza pensare alla imprenditorialità o al tornaconto del ristoratore che fa il suo mestiere è comunque e sempre controproducente, se investissimo nella formazione sarà il ristoratore che proporrà tante varietà di oli, nei modi più diversi e gioiosi traendo profitto e portando benefici a tutti.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Lotta biologica alla mosca dell’olivo mediante trappole e sistemi “Attract and Kill”

Stretta relazione tra andamento climatico e sviluppo della mosca dell'olivo. Efficacia della cattura massale e influenza sulla dinamica delle infestazioni. La correlazione statistica tra densità delle popolazioni adulte e danno osservato sulle olive

05 giugno 2026 | 16:00

L'arca olearia

Nano fertilizzanti per l'olivo per diminuire l'alternanza di produzione

L’applicazione fogliare di concimi nano NPK e calcio-boro durante l’annata di “scarico” mostra aumenti notevoli di fioritura, allegagione e qualità dell’olio, insieme a una drastica riduzione dell’alternanza. Per l’olivicoltore, questo significa annate di riposo più produttive e una maggiore stabilità economica

05 giugno 2026 | 15:00

L'arca olearia

Sensibilità ai fungicidi di Pseudocercospora cladosporioides per una gestione sostenibile della cercosporiosi dell’olivo

L’olivicoltura uruguaiana ha registrato una forte espansione negli ultimi anni, con la cercosporiosi fogliare (Pseudocercospora cladosporioides) tra le principali minacce fitosanitarie. Ecco un confronto tra 18 principi attivi appartenenti a otto gruppi chimici per il controllo della patologia

05 giugno 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olivo in anticipo di un mese: lo scenario climatico estremo sconvolge la fioritura nel sud Italia

Uno studio basato su modelli IPCC scenario A2 prevede per la Calabria un aumento primaverile fino a +3°C entro il 2100. La fioritura dell’olivo potrebbe anticipare mediamente di 10-15 giorni, con punte di un mese nelle aree interne. Ne conseguono rischi per l’impollinazione, la produzione e la sopravvivenza stessa delle cultivar tradizionali

05 giugno 2026 | 13:00

L'arca olearia

Produrre olio di oliva "italiano" in Marocco: l'influenza del clima sulla qualità dell'extravergine

Differenze marcate tra le cultivar italiane Leccino, Frantoio, Carboncella e Carolea, coltivate in Marocco, e la Picholine, confermando il ruolo determinante dell’interazione tra patrimonio genetico e condizioni pedoclimatiche

05 giugno 2026 | 10:00

L'arca olearia

Estratti di foglie di olivo contro l'Helicobacter pylori

Già millenni fa, gli antichi Romani usavano l’olio extravergine di oliva nella cura delle gastriti e delle ulcere, oggi sappiamo che ciò è dovuto ai composti fenolici contenuti in questo “alimento funzionale”. Oggi l'attenzione si concetra sulle foglie di olivo

04 giugno 2026 | 16:00 | Alessandro Vujovic

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati

Emanuele Aymerich

23 maggio 2020 ore 00:28

C'è un altro aspetto che rende assurda la monodose, mica si può portare il cestinetto a tavola con le bustine perché quelle rimaste andrebbero poi disinfettate una a una! E che fai, le porti al tavolo una ad una? E così per l'aceto, il sale e il pepe? E assumi una persona apposta per per questo lavoro? Molto più semplice una veloce spruzzata di disinfettante sulla bottiglia antirabbocco quando si rifa il tavolo, così come si deve fare per il cestino del pane e tutto il resto.