L'arca olearia

Non solo etil esteri, la nuova frontiera per scovare l'olio deodorato è il 3 MCPD

Un nuovo marker contro le frodi e un potenziale pericolo per la salute pubblica. Il 3 MCPD è entrato dalla porta principale nell'inchiesta della DDA di Bari sul falso olio Made in Italy, aprendo nuovi scenari. Aperto un fascicolo anche al Ministero della salute, il prodotto infatti è tossico per i reni e potenzialmente cancerogeno

05 febbraio 2016 | Alberto Grimelli

Il 3 MCPD, ovvero 3 monocloropropan 1-2 diolo, è una molecola nota solo a pochi addetti ai lavori ma presto potrebbe essere sulla bocca di tutto il settore oleario italiano.

La DDA di Bari, nell'ambito dell'inchiesta sulle 7000 tonnellate di falso Made in Italy, sta lavorando proprio su questo composto come possibile marker di frode, ovvero indice di presenza di olio deodorato. “Il 3 MCPD – come ricordato dal colonnello Amedeo De Franceschi del Corpo Forestale dello Stato – nell'olio extra vergine d'oliva non ci dovrebbe essere.”

Il tema, però, è molto più complicato di quanto appare poiché basta digitare 3 MCPD su un motore di ricerca per apprendere che si tratta di una molecola potenzialmente tossica.

Il 3 MCPD, quindi, merita di essere conosciuto meglio.

E' un composto noto almeno da una quarantina d'anni e classificato subito dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), come “possibilmente cancerogeno per l’uomo”.

Non solo, navigando sul web, si scopre che è anche pericoloso per i reni e anche potenziale causa di infertilità.

Fino al 2007 si pensava che il 3 MCPD fosse confinato solo a poche classi di alimenti, ovvero quelle contenenti proteine idrolizzate e alla salsa di soia.

Anche l'Unione europea ha dedicato al tema poco tempo, con un regolamento comunitario (466/2001) che si applica solo a proteine idrolizzate e salsa di soia, indicando un quantitativo massimo di 0,02 mg/kg di 3 MCPD.

In realtà, grazie a uno studio biennale (2009-2011) dell'Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa) si è presto scoperto che il 3 MCPD interessa ben 11 gruppi alimentari e 34 sottogruppi. Tra i gruppi alimentari interessati proprio quello dei grassi e degli oli vegetali.

E' bene dire che il 3 MCPD, al contrario degli etil esteri, non è un prodotto naturale, ovvero non è naturalmente presente nella derrata agricola ma si forma a seguito di un processo di raffinazione.

In particolare, chimicamente, si forma per idrolisi di proteine per aggiunta di acido cloridrico ad alta temperatura per accelerare la decomposizione delle proteine in aminoacidi. In queste condizioni, il cloruro può reagire col glicerolo dei lipidi e produrre il 3-MCPD.

Il 3 MCPD si può trovare in forma libera, ed è la forma pericolosa per la salute, ma anche come 3 MCPD in forma di estere. E' noto però che l'estere di 3 MCPD può regredire in forma di 3 MCPD libero, un fenomeno che l'Efsa sta valutando, anche sotto il profilo della pericolosità per la salute.

Sono pochissime le pubblicazioni scientifiche sul 3 MCPD negli oli di oliva, anche se sappiamo che i principali istituti di ricerca italiani e spagnoli ci stanno lavorando da qualche tempo.

Un lavoro scientifico sul 3 MCPD negli olivi d'oliva è stato presentato al quarto congresso europeo sui grassi (Madrid, 2006) ed è opera di ricercatori del Institute of Chemical Technology di Praga.

Nello studio si sostiene che gli oli di oliva contengono livelli bassi di 3 MCPD libero, sotto i limiti di rilevabilità e di quantificazione. Diverso invece il caso del 3 MCPD coniugato, ovvero degli esteri di 3 MCPD. Negli oli vergini di oliva, ancora una volta, il livello era sotto il limite di rilevabilità e di quantificazione (rispettivamente 100 e 300 μg/kg). Negli oli di oliva e nell'olio di sansa di oliva, invece, i valori di 3 MCPD coniugato erano molto più alti, fino a 2560 μg/kg.

Ricordiamo che gli oli di oliva e di sansa di oliva sono raffinati e quindi suscettibili del processo di formazione del 3 MCPD al pari di altri oli vegetali. Gli oli vergini di oliva, al contrario, non essendo raffinati, presentavano valori sotto soglia. I ricercatori cechi hanno utilizzato campioni commerciali per effettuare le analisi.

E' evidente, quindi, che il 3 MCPD può essere indice di un processo di raffinazione, e quindi anche di una deodorazione. In questo contesto lo sta utilizzando, a scopo di indagine, la DDA di Bari.

Ma quanto devono stare tranquilli i consumatori oggi? L'Unione europea, stimolata dall'Efsa, nel settembre 2014 ha inviato una raccomandazione a tutti gli stati membri affinchè fosse avviato un monitoraggio. Il Ministero della salute ha aperto un fascicolo anche se, allo stato attuale, solo nella Regione Emilia Romagna è stato effettuato un monitoraggio riguardante i soli prodotti da forno. L'Efsa diramerà un nuovo report sul 3 MCPD nel giugno 2016 e probabilmente sarà l'avvio di un processo per stabilire dei limiti di questo composto nelle varie categorie di alimenti.

Intanto è bene sapere che l'olio extra vergine d'oliva, tra gli oli d'oliva e al netto di eventuali frodi, è il prodotto più sicuro e salutare.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La strategia dell'olivo contro la siccità e l'aumento della CO2

Ecco come la variabilità genetica dell'olivo influisce sulla capacità dell’albero di resistere allo stress idrico in condizioni di CO₂ elevata, uno scenario considerato sempre più realistico per i prossimi decenni

26 gennaio 2026 | 13:00

L'arca olearia

L'applicazione foliare di zolfo e azoto aumenta la quantità di olio extravergine di oliva senza influire sulla sua qualità nutrizionale

L'azoto è stato segnalato come il più importante da applicare insieme allo zolfo a causa del modo in cui questi due elementi interagiscono. Entrambi gli elementi sono essenziali nella sintesi proteica ed enzimatica

26 gennaio 2026 | 12:00

L'arca olearia

Gli effetti della grave carenza di boro sull'olivo sono una drastica riduzione della resa di materia secca

La tossicità di alluminio e manganese sono i fattori più importanti che limitano la sopravvivenza vegetale nei terreni acidi. Quando si applica la calce a terreni sabbiosi poveri di boro, si consiglia di utilizzare dosi moderate per evitare di indurre una carenza del microelemento. 

24 gennaio 2026 | 13:00

L'arca olearia

La potatura dell'olivo: l'effetto della tecnica e dello strumento di taglio sul danno ai rami

I tempi, la tecnica e l'intensità della potatura sono di fondamentale importanza per i processi fisiologici che si verificano all'interno della pianta. Scegliere lo strumento adeguato è ugualmente importante per evitare danni all'olivo

23 gennaio 2026 | 16:30

L'arca olearia

Il mercato dei crediti di carbonio per l'olivo è davvero redditizio?

Gestire correttamente l'oliveto per la produzione di crediti di carbonio ha comportato una rimozione netta del carbonio o una riduzione delle emissioni di 15 oliveti. I benefici per le aziende olivicole in cinque anni e la potenziale redditività

23 gennaio 2026 | 16:00

L'arca olearia

Applicazione di un modello chemiometrico basato su 10 composti volatili per supportare il panel test dell'olio di oliva

Il modello si basa su un set di dati di 1796 campioni di 6 anni di produzione di olio d'oliva. 10 dei 71 composti volatili identificati sono stati selezionati in base al loro significato nella discriminazione della categoria commerciale di olio di oliva

23 gennaio 2026 | 15:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati