L'arca olearia
Nel mondo dell'olio di oliva non esistono frodi piccole o locali, ma solo criminali
Il silenzio era una regola di altri tempi. Parliamo delle frodi per condannarle tutte, senza distinzioni. Non c'è bisogno di romanzare nulla: sono già abbastanza criminali e meschine per loro conto
21 maggio 2015 | Mario Pacelli
In un comunicato stampa Assitol ho trovato recentemente una sentenza lapidaria che trascrivo: “vorremmo che si ponesse fine alla tendenza, anche istituzionale, di raccontare la scoperta di piccole frodi locali come romanzi criminali”.
L'affermazione è firmata da un signore che non ho il piacere di conoscere e di cui so molto poco: secondo alcune voci amerebbe l'olio aromatizzato alla vaniglia, forse nella convinzione che l'insalata alla vaniglia sia veramente deliziosa.
Il pensiero che ho trascritto mi ha molto sorpreso per quella, “tendenza… di raccontare”, che stride un po' con la “tendenza…a raccontare" che mi sarei aspettato di leggere. Ma non è solo questo il motivo della sorpresa: essa è stata dovuta soprattutto allo scoprire che esiste una particolare categoria di frodi alimentari, quelle piccole e locali, che avrebbero titolo ad un diverso trattamento da parte di tutti, istituzioni comprese.
Confesso di ignorare come si faccia a distinguere una frode piccola da una grande: forse attraverso la comparazione della pena prevista dal codice penale per le diverse fattispecie di reato, perché in ogni caso di reati si tratta. Ancora più difficile il concetto di frode locale: a mio parere se si produce olio con zoccoli di cavallo la frode è la stessa a prescindere dalla zona di provenienza del cavallo. Potrebbe non essere così: sarei curioso di conoscere qualche elemento ulteriore per un giudizio più preciso su queste nuove tesi giuridiche.
Altro tema: non raccontare le frodi (lasciamo stare il piccolo ed il locale per semplificare il discorso) come “romanzi criminali".
Leggo sul vocabolario che romanzo è una narrazione che contiene elementi di fantasia: che bisogno c'è della fantasia per dare notizia di frodi che talora sono già frutto di elucubrazioni oniriche talvolta incredibili? Sono quindi assolutamente d'accordo sull'esigenza di raccontare senza elementi di fantasia i fatti fraudolenti: è più che sufficiente per far risaltare la condotta criminale di chi li pone in essere. Niente romanzo dunque ma sottolineatura della criminosità del comportamento mi sembra necessaria se non vogliamo correre il rischio di stimolare l'emulazione di comportamenti fraudolenti.
Che poi esista una tendenza “istituzionale” a fare confusione tra frode, grande o piccola che sia, e romanzo criminale lo escluderei: è vero che “romanzo criminale” è il titolo di un fortunata opera letteraria scritta da un magistrato, ma è altrettanto vero che si tratta appunto di un romanzo in cui l'autore usa la penna come qualunque altro romanziere, e non è nell'esercizio delle sue funzioni pubbliche. I magistrati, gli ufficiali di polizia giudiziaria, i funzionari statali e locali che cercano frodi alimentari ne danno notizia nelle sentenze, nei rapporti, nei verbali, non scrivono romanzi: fotografano una realtà.
Difficile augurarsi che le cose vadano diversamente: il silenzio era una regola di altri tempi ma non mi sembra che possa tornare di attualità. Parliamo invece delle frodi alimentari per condannarle tutte, senza distinzioni. Non c'è bisogno di romanzare nulla: sono già abbastanza criminali e meschine per loro conto.
È un momento molto difficile, molto serio: forse potremmo consolarci con una bella insalata condita con olio aromatizzato al pistacchio e zabaglione, ma a me sinceramente l'idea non convince.
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Accedi o RegistratiLuigi Tega
23 maggio 2015 ore 12:16Sig Ferricchio, scommetto qualunque cifra che anche Lei è un appassionato di olio ma non se ne occupa, quindi fa dei ragionamenti in astratto senza aver di persona provato a gestire una piccola azienda oleria.
La invito a farlo e poi potremmo confrontarci nel merito.
Personalmente continuo a ritenere assurde tali contestazioni ma non pretendo le scuse da nessuno.
Le mie considerazioni e gli esempi evidenziati volevano contestare il titolo dell'articolo : "nel mondo dell'olio di oliva non esistono frodi piccole o locali, ma solo criminali" Le garantisco che per quanto mi sforzi non riesco a considerarmi un criminale.
Le è mai capitato di andare a 60 Km orari dove il limite è di 50?
Ebbene se lei lo ha fatto è un "pericoloso pirata della strada"; non le sembra eccessivo?
Saluti
Luigi Tega
Angelo Ferricchio
23 maggio 2015 ore 09:48Personalmente concordo con Mario Pacelli e chiedo al Sig. Tega Luigi: lo scrivere in etichetta che la raccolta è stata fatta manualmente quando, in realtà, è stata fatta attraverso agevolatori meccanici lo considera un inganno nei confronti del consumatore o no? E' un'informazione falsata si o no?! Per me è un inganno perché è stato fatto deliberatamente e nulla centra il "groviglio di norme, burocrazia, adempimenti..."!!
Percentuali cv utilizzato per l'olio: ma se non è in grado di dimostrare, perché ci mette cifre non verificate?! Ma mi faccia capire?!
Vogliamo vedere che adesso, gli organismi di controllo che le hanno contestato quanto sopra, devono pure chiederle scusa perché Lei ha fornito informazioni false o non verificabili?!
Ma guarda te, guarda...!!
Luigi Tega
23 maggio 2015 ore 09:19Sig. Mario,
da ciò che scrive, ne deduco che lei non si occupa personalmente della gestione di una azienda olearia piccola o grande che sia , altrimenti avrebbe ben chiaro il groviglio di norme, burocrazia, adempimenti che creano una tale confusione da generare fatalmente degli errori che causano contestazioni e sanzioni.
Immagino che Assitol nello scrivere: vorremmo che si ponesse fine alla tendenza, anche istituzionale, di raccontare la scoperta di piccole frodi locali come romanzi criminali”,volesse riferirsi a questo.
Tanto per fare un esempio, il sottoscritto ho avuto una contestazione
( solo verbale in prima battuta) perché nella etichetta di un mio olio c'è riportata la definizione " raccolta manuale".
Tale definizione , secondo il controllore, generebbe un inganno nei confronti del consumatore in quanto la raccolta viene effettuata dal sottoscritto attraverso anche agevolatori meccanici, quindi non in modo totalmente manuale.
Un'altra volta ho avuto una contestazione perché in un'altra etichetta erano riportate le cultivar con le percentuali ( 50% Moraiolo 20% Leccino, 30% Frantoio) ma, pur essendo vera la presenza di queste cultivar non ero in grado di dimostrarne a livello cartaceo le percentuali esatte.
In passato avevo nella mia etichetta la definizione :"Olio Extravergine di Oliva di Frantoio", mi è stata contestata la definizione "di frantoio", sulla base del fatto che tutti gli oli vengono da un frantoio e quindi questa mia definizione sarebbe una ingiustificata forzatura con lo scopo di ingannare il consumatore evidenziando un aspetto che è in realtà proprio di tutti gli oli.
Posso continuare con centinaia di esempi; quindi la differenza tra le piccole e le grandi frodi esiste eccome!!!!!
Cordiali saluti
Luigi tega
Angelo Ferricchio
23 maggio 2015 ore 13:50Mi scusi ma il Suo ragionamento, Sig. Tega, contiene, implicitamente, un assioma sul quale non concordo: chi si occupa di produzione di olio sicuramente fa "piccole" frodi!!! Colpa del "groviglio di norme, burocrazia, adempimenti...". Non si dia per scontato ciò che non lo è; il rispetto delle norme è alla base del rispetto del consumatore, che Le da di che vivere, e della concorrenza leale (anche all'azienda olearia "Tal de Tali" sarebbe piaciuto scrivere "raccolte a mano" ma non lo ha fatto perché magari pratica raccolta meccanizzata o meccanica; o crede che tutte facciano come ha fatto Lei?).
Quanto alla comparazione che ha fatto (secondo me non riconducibile al concetto di frode, cmq...): se mi metto in macchina, vado in strada, vedo il segnale che mi dice di non superare i 50 Km/h e io, deliberatamente, vado a 60 Km/h beh...se poi mi becco la multa non è che dico al vigile "e dai, cosa vuoi che sia...poco sopra il limite consentito, embé? Piccolezze" capisce che non è una giustificazione perché quella piccolezza può trasformarsi in tragedia se, a quella velocità, aumentando lo spazio di frenata, ci metto sotto un pedone. E' vero che lo scostamento dal limite è stato minimo ma l'effetto può diventare devastante.
Ora, io non sono un Santo e di scostamenti dal limite di velocità ne faccio, ma non è che se poi mi beccano o capita qualcosa io mi giustifico, perché sono cosciente, prima di mettermi su strada, che ci sono regole da rispettare così come una qualsiasi azienda olearia, prima di immettersi sul mercato, sa che ci sono certe regole e norme da rispettare.
Poi, il concetto di "piccola" o "grande" frode sta anche "negli occhi di chi guarda", diciamo così :)
Un saluto da un consumatore come tanti