L'arca olearia
ALCUNE UTILI CONSIDERAZIONI SUI VARI SISTEMI DI ESTRAZIONE DELL’OLIO DI OLIVA
Dopo aver stabilito tempi e modalità di raccolta, bisogna decidere dove andare a frangere. Generalmente la scelta ricade sul frantoio più vicino o sul più economico, ci sono tuttavia altri fattori da prendere in esame
25 ottobre 2003 | Alberto Grimelli
La qualità si fa in campo, questo è un dato ormai condiviso da tutti. Controllo attento della mosca, raccolta delle olive al giusto grado di maturazione e conservazione per brevi periodi in cassette forate sono le premesse indispensabili per ottenere un extravergine di buona qualità , purchè il frantoio non rovini tutto il lavoro di un anno.
Per ogni sistema di frangitura (centrifugazione, pressatura o percolazione) esistono dei punti di forza e di debolezza che sono in parte strutturali, dovuti cioè alla tipologia di macchinari e dei locali, ma in parte anche dovuti alla professionalità o meno del frantoiano.
Sulla base di esperienze, dati ed informazioni pubblicati nel corso degli ultimi anni è possibile farsi unâidea sui punti critici caratteristici per ogni metodo di estrazione.
Alcuni dati strutturali degli oleifici italiani
Nella campagna 2000/01 gli stabilimenti oleari attivi sono stati 5744. Di questi il 46% risultava a pressione, il 53% a centrifugazione e solo lâ1% a percolazione.
Se disaggreghiamo questo dato nazionale, notiamo che le regioni meridionali sono dotate in larga misura di tecnologia di estrazione centrifuga (sul totale frantoi attivi: Sicilia 76%, Calabria 58%, Puglia 60%...), mentre sono alcune regioni del centro-sud che continuano ad utilizzare perlopiù il sistema a pressione (sul totale frantoi attivi: Abruzzo 78%, Molise 72%, Marche 63%), nel centro-nord Italia la ripartizione non è ben definita e possiamo trovare la Liguria e il Veneto che dispongono del 53% di impianti a pressione e invece in Toscana ed Emilia Romagna troviamo quasi il 60% di impianti a ciclo continuo. (Fonte: Ismea)

La frangitura
Esistono due macrocategorie: a molazze in pietra e i vari tipi di frangitori metallici. Generalmente i primi sono abbinati al sistema a pressione ed i secondi al sistema per centrifugazione, tuttavia, negli ultimi anni, tale suddivisione non è più generalizzabile.
A seconda del tipo di frangitore utilizzato possono cambiare, anche significativamente, i risultati in termini di resa e caratteristiche organolettiche dellâolio.
Le macine in granito, da 2 a 6 ruote, rompono lâoliva sicuramente in maniera dolce e soft. Questo incide sullâestrazione di alcune sostanze aromatiche presenti nel frutto e lâolio ottenuto risulta meno amaro rispetto ad una frantumazione della drupa con frangitori metallici. Il tempo di permanenza medio della pasta di olive nella molazza dovrebbe essere compreso tra i 20 e i 30 minuti. La superficie di pasta esposta allâaria risulta notevole, il grado di ossidazione dellâolio elevato, infatti il contenuto in polifenoli (composti antiossidanti) è mediamente più basso negli oli ottenuti con macine che quelli ottenuti con frangitori metallici. La dimensione dei granuli di pasta risulta adatta esclusivamente per lâestrazione con le presse.
Oggi in commercio esistono numerosi modelli di frangitori metallici che rispondono alle diverse esigenze estrattive. Ad esempio frangitori a martelli fissi, elevata velocità di rotazione (2800 giri/min) e griglia di piccolo diametro (5 mm) possono essere adatti a realtà olivicole in cui si vogliono estrarre in maniera più spinta certi componenti aromatici normalmente non molto accentuati, viceversa frangitori a basso regime di giri (1400-1500 giri/min) a dischi o a martelli con griglie a fori più larghi (6-8 mm) amminutano meno e con minore energia lâoliva, ottenendo oli più morbidi e con toni amari meno accentuati.
Negli ultimi anni si sta anche assistendo allâintroduzione negli oleifici di sistemi misti, molazze e frangitori metallici. Questâultimo è generalmente previsto a monte della macina ed è un frangitore a martelli con griglia a fori larghi (8 mm o superiore) che non rompe con eccessiva violenza lâoliva ma permette tempi di permanenza nella molazza più brevi (10-15 minuti) riducendo così lâossidazione della pasta.
Gramolazione
Lo scopo di questa operazione è di aggregare la maggior quantità di olio libero per aumentare la resa estrattiva.
Nel sistema a pressione il tempo è molto ridotto, circa 10 minuti, ovvero il tempo necessario a formare la torre di pressatura, poiché già nelle macine la pasta dâolive ha subito una gramolazione.
Per il sistema a ciclo continuo invece il tempo di permanenza della pasta dâolive nelle vasche è più lungo, toccando in media 45 minuti-1 ora di gramolatura. Tale operazione è svolta a temperature della pasta comprese tra i 25 e i 30° C.
Durante tale processo la pasta subisce una lenta ossidazione che fa diminuire, in maniera significativa, la concentrazione di composti fenolici nellâolio. La degradazione di tali sostanze viene accelerata dalla temperatura ed è correlata positivamente col tempo di permanenza della pasta dâolive nelle vasche di gramolazione. Anche il contenuto delle sostanze volatili presenti nello spazio di testa degli oli risulta influenzato dallâoperazione di gramolazione. Lâincremento della temperatura e del tempo di permanenza determina la diminuzione del contenuto della quasi totalità delle sostanze volatili.

Estrazione
Nel sistema a pressione i punti critici durante la separazione della fase liquida da quella solida sono almeno due. Il primo riguarda il tempo di esposizione allâaria della pasta, intorno ai 30 minuti, che riduce ancor più la concentrazione di antiossidanti nellâolio. Il secondo punto, ancor più importante, riguarda la pulizia dei fiscoli, diaframmi filtranti in fibre sintetiche che separano uno strato di pasta da un altro. Essendo infatti estremamente difficile ed oneroso ripulirli completamente, può accadere che residui di pasta esausta e vecchia fermentino, originando odori ed aromi sgradevoli che si trasferiranno alle partite dâolive e dâolio successive. Questo può capitare con maggiore frequenza in particolare in quegli impianti che non lavorano in continuo, 24 ore su 24, e in cui, durante il periodo di fermo delle macchine, i fiscoli vengano accantonati da una parte senza una energica ripulitura, magari utilizzando una idropulitrice con getto dâacqua caldo.
Il sistema a percolazione prevede che dopo pochi minuti dallâinizio della gramolazione lame metalliche penetrino per pochi centimetri nella pasta dâolive ritraendosi dopo pochi secondi, la tensione superficiale della fase liquida (acqua ed olio) fa sì che alla lamina rimanga attaccata una patina che viene lasciata sgocciolare e quindi passata ad un separatore. In tal modo lâolio estratto ha subito una minima ossidazione e conserva il suo prezioso patrimonio polifenolico. Tuttavia tale sistema permette di estrarre solo dal 25 al 70% dellâolio contenuto nellâoliva in funzione della varietà e del grado di maturazione.
Infine il sistema centrifugo prevede che la pasta sia inviata a una centrifuga che può separare direttamente le tre fasi (olio, acqua e sansa) oppure due fasi (olio da acqua e sansa). In questo secondo caso il decanter non necessita dellâaggiunta di acqua, ma la sansa ottenuta, essendo molto acquosa, non è ben accetta dai sansifici, ad oggi la principale fonte di smaltimento di questo sottoprodotto. Nel sistema a tre fasi integrale invece risulta necessario addizionare alla pasta in ingresso una quantità dâacqua in rapporto quasi di 1:1 (100 litri dâacqua per 100 kg di pasta dâolive). In questo caso lâacqua esercita un effetto diluente per molte sostanze sia aromatiche sia antiossidanti, di solito maggiormente idrosolubili che liposolubili, impoverendo lâolio (Tab. 1). Le aziende costruttrici, per venire incontro alle esigenze del mercato, hanno concepito e commercializzato i decanter a 2 fasi e mezzo (o a risparmio dâacqua) che separano le tre fasi ma necessitano di molta meno acqua aggiunta (rapporto 1:3). In questo modo si riduce drasticamente lâeffetto diluente dellâacqua sullâolio e si ottiene una sansa accettabile per i sansifici.
Tab. 1

Altri fattori
In ultimo, ma non perché siano meno importanti, vorrei evidenziare come condizioni di igiene, pulizia ed ordine allâinterno dei locali di lavorazione delle olive forniscono un primo impatto positivo sulla professionalità e livello di organizzazione del frantoio.
Vanno anche considerati eventuali servizi aggiunti quali la possibilità di svolgere analisi chimiche, il servizio di stoccaggio e di imbottigliamento per i clienti.
Naturalmente, in particolare per piccoli o piccolissimi produttori, risulta utile che il frantoiano possa direttamente acquistare il prodotto per poi commercializzarlo in proprio accollandosi ulteriori spese e rischi imprenditoriali.
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