Energia verde

Il più grande impianto di compostaggio dell'Italia centrale è in Toscana

L’agroindustria produce residui organici in grande quantità che possono rappresentare un costo di smaltimento ma anche un'occasione di reddito. Un impianto di compostaggio da 22 milioni di euro può generare un margine operativo lordo da 2,5 milioni all'anno

15 novembre 2019 | Marcello Ortenzi

Il settore agro-industriale riveste una notevole importanza per l’economia italiana e i comparti con realtà produttive significative possono suddividersi in :

• trasformazione di prodotti vegetali (olive, uva, agrumi, pomodori, frutta - circa 3.800.000 t/anno di residui organici);

• macellazione di bovini, suini e avicoli e la produzione di derivati (circa 1.200.000 t/anno di sottoprodotti di origine animale);

• industria lattiero-casearia (circa 8.000.000 t/a di siero di latte).

L’agroindustria produce quindi residui organici in grande quantità, che possono rappresentare un costo di smaltimento, ma la maggior parte può essere avviata alla digestione anaerobica che rappresenta una scelta sostenibile.

In ottobre è stato inaugurato e avviato il sito di compostaggio a digestione anaerobica, trattamento di rifiuti organici e produzione di biogas più grande dell'Italia centrale. L'impianto ha una capacità autorizzata per il trattamento di 70mila tonnellate annue di frazione organica dei rifiuti solidi urbani (30.000 tonnellate), con sfalci e potature (15.000), oltre a fanghi industriali e civili (25.000), per una produzione di 25.000 tonnellate di ammendanti (fertilizzanti in grado di migliorare le caratteristiche organolettiche dei terreni) ed energia elettrica complessiva annua pari a circa 6 GWh.

L'investimento è stato di circa 22 milioni di euro, con un contributo previsto all'Ebitda (margine operativo lordo), su base annua, di circa 2,5 milioni. ACEA ha realizzato l'impianto, che è dotato delle tecnologie più avanzate e sicure presenti sul mercato, quali il processo “Biogas fatto bene”, come oggi succede ovunque per questi impianti di trattamento dei sottoprodotti vegetali e rifiuti organici. Il territorio del grossetano, attuando l’economia circolare, potrà contare su un minor conferimento in discarica di rifiuti che saranno trasformati in fertilizzanti (compost) utili per l'agricoltura (compost) e quindi sostitutivi della chimica e produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tramite la valorizzazione energetica del biogas prodotto dal processo di digestione anaerobica del rifiuto. Il comune è tra quelli dove più alta è la raccolta differenziata dei rifiuti e anche con gli impianti più adatti a riciclare e trattare le varie categorie dei prodotti. La differenziata infatti è inutile se contemporaneamente non si allestiscono sul territorio gli impianti per gestirla e valorizzarla.

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