Energia verde
Il futuro delle agrobioenergie secondo l'Italia
Gli attuali livelli di produzione possono e debbono essere mantenuti al 2030, per una potenza di 20 TWh, attraverso la previsione di politiche e misure di sostegno che tengano conto della capacità delle biomasse di mitigare gli effetti del cambiamento climatico
09 luglio 2019 | C. S.
E’ stato pubblicato il “Position Paper sulle agro energie”, elaborato dal Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e dal Crea, insieme a Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Scopo del piano è quello di dare il giusto risalto al contributo delle biomasse di origine agricola sul piano nazionale Energia – Clima, che ha ricevuto le prime osservazioni da parte della Commissione UE, e meglio focalizzare gli adempimenti relativi al recepimento della direttiva RED II sulle energie rinnovabili.
“Occorre promuovere ulteriormente le bioenergie, che rappresentano una realtà fondamentale per il futuro dell’agricoltura italiana, tenendo conto anche dell’ampia disponibilità delle biomasse e dell’opportunità di una loro valorizzazione energetica sia per quanto riguarda le biomasse residuali, agricole e forestali, che le colture”, ha affermato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Di fronte ai cambiamenti climatici in corso occorre investire in modo mirato, puntando sulla tecnologia e la ricerca. L’innovazione ci consente infatti di migliorare la qualità di ciò che produciamo, adattarlo ai territori, alle culture e soprattutto ridurre drasticamente l’inquinamento”.
Il Piano, nel delineare lo sviluppo della strategia energia-clima al 2030, tiene conto delle ricadute positive di carattere ambientale, economico e sociale, legate alla produzione di energia da biomasse e da biogas, ottenuti da matrici residuali e sottoprodotti, limitando l’uso di colture dedicate e puntando ad incrementare l’erogazione di altri beni e servizi.
Nel dettaglio, per quanto riguarda l’energia elettrica, si sottolinea come gli attuali livelli di produzione possano e debbano essere mantenuti al 2030 (20 TWh) attraverso la previsione di politiche e misure di sostegno che tengano conto della capacità delle biomasse di mitigare gli effetti del cambiamento climatico; la produzione di energia termica deve essere sostenuta da un’ulteriore crescita delle bioenergie al 2030 rispetto agli attuali livelli di produzione; infine, per il settore dei trasporti, occorre puntare con maggiore decisione allo sviluppo dei biocarburanti avanzati di origine agricola, in particolare del biometano.
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