Energia verde
Il digestato si potrà utilizzare sui campi
Contemporaneamente da Bruxelles è arrivata la deroga per Piemonte e Lombardia a innalzare il tetto di azoto per ettaro, sino a tutto il 2019, nell’utilizzo degli effluenti di allevamento come fertilizzanti, da 170 kg/ha a 250 kg/ha nelle zone vulnerabili ai nitrati
29 febbraio 2016 | C. S.
E' stato adottato il decreto interministeriale che prevede la revisione delle norme relative all'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, sinora disciplinate dal decreto ministeriale 7 aprile 2006, e nuove norme sull'utilizzazione agronomica del digestato, prodotto dagli impianti di digestione anaerobica.
Dopo aver avuto il parere positivo della Conferenza Stato Regioni e il concerto dei Ministri dell'Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Salute e delle Infrastrutture, il Decreto è stato firmato dal Ministro Martina e inviato agli organi di controllo per la registrazione. Il provvedimento è frutto di una lunga e approfondita istruttoria, a cui hanno preso parte le Regioni, i Ministeri e le Associazioni di categoria.
Le novità introdotte dal nuovo decreto riguardano in particolare:
a) la possibilità di utilizzare agronomicamente il digestato frutto della digestione anaerobica degli effluenti di allevamento e di una serie di materie tra cui scarti vegetali ed alcuni scarti dell'agroindustria;
b) bipartizione del digestato in agrozootecnico ed agroindustriale;
c) divieto di utilizzazione agronomica del digestato prodotto da colture che provengano da siti inquinati;
d) possibilità per le Regioni di modificare il periodo obbligatorio di 60 giorni di divieto di spandimento degli effluenti, a seconda delle diverse condizioni climatico-ambientali;
e) introduzione di una graduale limitazione all'uso di colture no-food alternative all'utilizzazione agricola dei terreni coltivati;
f) calcolo dell'azoto tramite l'effettivo fabbisogno delle colture.
"Dopo anni di impasse e difficoltà con il decreto - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - si migliora la sostenibilità ambientale delle produzioni agricole, si offrono maggiori possibilità di diversificazione e crescita per le imprese che potranno valorizzare gli scarti di produzione e produrre energia da fonti rinnovabili".
Il provvedimento è stato a lungo discusso anche con la Commissione europea, che sarà presto chiamata ad esprimersi sulle richieste di deroga per le zone vulnerabili ai nitrati presentate dalle Regioni Piemonte e Lombardia.
"Insieme al Ministro Galletti - ha concluso Martina - proseguiremo il lavoro già avviato per la revisione della Direttiva Nitrati, in modo da adeguarla ai più recenti studi scientifici in materia".
La Direzione Generale dell’Ambiente, su votazione del 63° Comitato Nitrati della Commissione Europea, al quale hanno partecipato i rappresentanti di tutti gli Stati membri, ha confermato la deroga alle Regioni Lombardia e Piemonte sull’applicazione della Direttiva Nitrati. Si è astenuto il solo Lussemburgo.
Nello specifico, la deroga consente alle due Regioni di innalzare il tetto di azoto per ettaro, sino a tutto il 2019, nell’utilizzo degli effluenti di allevamento come fertilizzanti, da 170 kg/ha a 250 kg/ha nelle zone vulnerabili ai nitrati, in quanto hanno potuto dimostrare con dati scientifici che tale incremento quantitativo di azoto non peggiora la qualità delle acque sotterranee. A questo risultato hanno contribuito anche gli studi ISPRA, finanziati dal Ministero dell’Agricoltura, sull’origine dell’inquinamento delle falde acquifere in pianura padana, che ha misurato, appunto, il contributo effettivo degli effluenti zootecnici sul quantitativo complessivo di nitrati.
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