Bio e Natura
Dal digestato nuove soluzioni per ridurre i fertilizzanti chimici
Le migliori prestazioni agronomiche sono associate all’impiego della frazione liquida del digestato e a strategie di gestione innovative quali fertirrigazione e interramento. Con inibitori della nitrificazione consentono di migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto
11 luglio 2026 | 12:00 | C. S.
Migliorare l’efficienza dell’uso dei nutrienti, ridurre le perdite ambientali e contenere il ricorso ai fertilizzanti minerali: sono questi gli obiettivi al centro delle attività di ricerca del CREA sul digestato agro-zootecnico, sviluppate nell’ambito di un progetto finanziato dal MASAF e sostenuto anche dalle regioni Lombardia e Lazio.
La ricerca si inserisce nel quadro delle politiche europee che promuovono il riciclo dei nutrienti e la riduzione della dipendenza dai fertilizzanti di sintesi, valorizzando le matrici organiche secondo modelli di economia circolare. In questo contesto, il digestato rappresenta una delle principali leve per la sostituzione dell’azoto minerale nei sistemi agricoli intensivi.
Le attività sperimentali prevedono analisi della letteratura scientifica, prove di campo e modellizzazione per valutare l’efficienza agronomica del digestato, i suoi effetti sulle rese colturali e gli impatti ambientali, inclusi la lisciviazione dei nitrati e le emissioni in atmosfera.
I primi risultati indicano che le migliori prestazioni agronomiche sono associate all’impiego della frazione liquida del digestato e a strategie di gestione innovative quali fertirrigazione e interramento. In particolare, queste procedure, anche in combinazione con inibitori della nitrificazione, consentono di migliorare l’efficienza d’uso dell’azoto (in termini di resa e di capacità di sostituzione dei fertilizzanti minerali) e di ridurre le perdite.
“La letteratura scientifica ha già evidenziato prestazioni agronomiche molto interessanti del digestato, soprattutto nella sua frazione liquida - sottolinea Giovanni Cabassi primo ricercatore del centro CREA Zootecnia e Acquacoltura e coordinatore del progetto. - Le attività sperimentali ci consentono ora di validare e affinare questi risultati in condizioni reali, con particolare attenzione agli aspetti ambientali”.
Il progetto ha avviato nel 2026 una rete di prove in cinque siti sperimentali, con un monitoraggio delle perdite di azoto e delle emissioni. Le sperimentazioni confrontano diverse strategie di fertilizzazione, con l’obiettivo di verificare la sostituzione con il digestato dei fertilizzanti azotati di sintesi senza ridurre le rese. L’interesse verso queste soluzioni è ulteriormente rafforzato dal crescente costo dei fertilizzanti minerali, che rende sempre più rilevante lo sviluppo di alternative tecniche sostenibili ed economicamente accessibili per le aziende agricole.
I risultati attesi contribuiranno a sviluppare soluzioni tecniche affidabili per una gestione più efficiente del digestato, migliorando la sostenibilità dei sistemi agrozootecnici e rafforzando la circolarità dei nutrienti e la sostenibilità dei sistemi produttivi.
Potrebbero interessarti
Bio e Natura
Barcellona trasforma i noccioli d’oliva in asfalto verde: il biochar sostituisce il bitume fossile
La città catalana avvia una sperimentazione per utilizzare il biochar ricavato dai noccioli d’oliva nelle pavimentazioni stradali. Il progetto punta a ridurre le emissioni di CO₂, diminuire l’impiego di derivati del petrolio e valorizzare uno scarto della filiera olivicola nell’ottica dell’economia circolare
09 agosto 2026 | 10:00
Bio e Natura
Metaboliti primari e secondari nel grano duro: un'analisi comparativa tra farro antico, varietà locali e cultivar moderne
Uno studio italiano rivela differenze significative nella composizione biochimica delle diverse varietà di frumento, con importanti implicazioni per la qualità nutrizionale e le strategie di biofortificazione
05 agosto 2026 | 16:00
Bio e Natura
Il fico d'India: il tesoro siciliano da cui non si butta via nulla
Ogni tonnellata di fichi d'India può generare non uno, ma decine di prodotti diversi destinati ai mercati dell'alimentazione, della cosmetica, della nutraceutica e della farmaceutica. Il vero valore economico si crea attraverso la trasformazione industriale
05 agosto 2026 | 11:00 | Giuseppe Tizza
Bio e Natura
Api, miele e biodiversità: dal CREA una lettura integrata dell’apicoltura italiana
Il Rapporto Honey Cost racconta un settore strategico ma sotto pressione, tra sostenibilità economica, cambiamento climatico, salute degli alveari e valore dell’impollinazione
29 luglio 2026 | 09:00
Bio e Natura
Meno carne, più verdure: così l'agricoltura mondiale cambierà volto entro il 2050
Secondo Nature una svolta globale verso diete più sane e coltivazioni efficienti potrebbe ridurre i terreni agricoli del 6%, ma farà crollare del 42% il valore degli allevamenti. L'India ne uscirà vincente, gli Stati Uniti e l'Europa dovranno fare i conti con perdite pesantissime
28 luglio 2026 | 15:00
Bio e Natura
La mappatura del codice genetico del luppolo per proteggere il futuro della birra
Una ricerca del Carlsberg Research Laboratory da poco pubblicata su Nature Communications apre nuove strade per la resilienza climatica e l’eccellenza qualitativa della birra a livello globale
28 luglio 2026 | 12:45