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Vino, inflazione e costi produttivi mettono sotto pressione le imprese
I rincari dell’energia e delle materie prime si sommano alla contrazione della spesa discrezionale dei consumatori. Lamberto Frescobaldi: bene gli incentivi previsti dal Ddl Bilancio, ma occorrono risorse aggiuntive per sostenere il vino italiano sui mercati internazionali
08 novembre 2026 | 10:00 | C. S.
Il settore vitivinicolo italiano si trova stretto tra l’aumento dei costi di produzione e una domanda interna sempre più condizionata dall’inflazione. È il quadro delineato da Unione italiana vini (Uiv), che segnala una doppia pressione sulle imprese: da un lato il rincaro degli input produttivi, dall’altro la riduzione della capacità di spesa dei consumatori per prodotti considerati non essenziali, tra cui il vino.
Secondo i dati citati da Uiv, a ottobre l’inflazione ha raggiunto il 5,4%, mentre i prezzi al consumo del vino hanno registrato una flessione del 2,6%, secondo le rilevazioni Istat. Sul fronte dei costi, invece, Ismea rileva a settembre un incremento dell’8,9% su base annua.
Una dinamica che comprime i margini delle aziende: i costi crescono, ma non è possibile trasferire integralmente i rincari sui prezzi di vendita, soprattutto in una fase di rallentamento dei consumi.
Il vino tra i primi prodotti sacrificati dai consumatori
La pressione sui bilanci familiari si riflette direttamente sulle scelte di acquisto. Secondo una recente indagine di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, il vino risulta al primo posto tra i prodotti che gli italiani dichiarano di voler tagliare dal carrello della spesa, con il 35% delle indicazioni.
Per il comparto si tratta di un segnale significativo: il vino risente della contrazione della spesa discrezionale proprio mentre le imprese devono affrontare una nuova fase di aumento dei costi energetici e produttivi.
Frescobaldi: servono incentivi energetici e più risorse per l'export
«Sempre più spesso il nostro settore deve far fronte a fattori esogeni in un contesto di mercato sempre più sotto pressione», ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi.
Il presidente dell'organizzazione guarda con interesse alle misure contenute nel disegno di legge di Bilancio per sostenere le imprese sul fronte energetico. In particolare, Uiv auspica una rapida attuazione degli interventi destinati a contenere i costi e incentivare gli investimenti per migliorare l'efficienza energetica delle aziende vitivinicole.
Ma la richiesta dell'organizzazione non si limita al mercato interno. Uiv sollecita il Governo a prevedere uno stanziamento straordinario aggiuntivo per la promozione del vino italiano all'estero, rafforzando le risorse già destinate all'internazionalizzazione.
La competitività delle imprese italiane, secondo Frescobaldi, è infatti condizionata da una combinazione di fattori: gli effetti dei dazi, la contrazione dei consumi e le difficoltà sui mercati internazionali, dove aumenta la concorrenza di Paesi emergenti nella produzione vinicola.
La promozione sui mercati esteri diventa quindi, nella strategia di Uiv, uno strumento di politica industriale per difendere le quote di mercato e sostenere la presenza internazionale del vino italiano in una fase di crescente competizione.
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