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Registro telematico dell’olio, i frantoi contro il taglio a tre giorni della registrazione delle operazioni
Dal presidente FOA Italia Michele Librandi al vicepresidente AIFO Gaetano Agostini: ci appelliamo a Lollobrigida, nessun beneficio antifrode, si alzano solo i costi per l'olio italiano, con il rischio di una raffica di sanzioni amministrative
26 ottobre 2026 | 09:20 | C. S.
Dimezzare da sei a tre giorni il termine per le annotazioni nel Registro Telematico Olio (RTO) rischia di complicare sensibilmente il lavoro dei frantoi italiani proprio nel momento più intenso della campagna olearia. È questa la preoccupazione espressa da FOA Italia, Frantoi Oleari Associati, che ha chiesto al Ministero dell’Agricoltura di rivedere la modifica prevista dallo schema di decreto relativo all’articolo 5, comma 4, del D.M. 23 dicembre 2013.
A questa voce si è unita quella del vicepresidente dei frantoiani di AIFO, Gaetano Agostini, che ha ricordato come il rischio è solo una moltiplicazione di sanzioni amministrative per i micro frantoi a conduzione familiare: "non comprendo ancora come il passaggio da 6 a 3 giorni possa far alzare il prezzo dell'olio e delle olive italiane. So benissimo invece che assisteremo a un moltiplicarsi di sanzioni amministrative per ritardi nelle registrazioni da parte di micro imprese. Costi su costi che, inevitabilmente, ricadranno su olivicoltori e filiera. Era proprio necessario in piena campagna olearia?"
Il presidente di FOA Italia, Michele Librandi, è intervenuto il 19 ottobre con una richiesta urgente indirizzata al ministro Francesco Lollobrigida, al sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra e al capo di Gabinetto Raffaele Borriello. L’obiettivo era scongiurare l’introduzione di un termine ritenuto incompatibile con l’organizzazione del lavoro delle aziende olivicole e olearie di minori dimensioni.
La richiesta non è rimasta isolata. Le associazioni regionali dei frantoiani hanno condiviso la posizione di FOA Italia e, nella stessa giornata, le istanze della categoria sono state trasmesse anche agli assessori regionali all’Agricoltura, in vista della Conferenza Stato-Regioni del 22 ottobre.
Il parere delle Regioni non ferma la stretta
Nel confronto istituzionale, le Regioni hanno espresso una posizione attraverso una risoluzione non vincolante volta a tutelare gli operatori del settore. Secondo quanto riferito da FOA Italia, tuttavia, le richieste avanzate dalla categoria e dagli enti territoriali non avrebbero modificato l’orientamento del Ministero.
Il decreto, nella versione firmata dal ministro Lollobrigida, si avvierebbe quindi alla pubblicazione mantenendo il termine ridotto a tre giorni. Una scelta che, secondo l’associazione, rischia di trasferire sulle imprese gli oneri di una maggiore rigidità amministrativa senza tenere sufficientemente conto delle condizioni operative dei frantoi.
Microimprese sotto pressione durante la raccolta
Il nodo riguarda soprattutto la struttura del comparto. Secondo FOA Italia, oltre l’80% delle imprese del settore è costituito da microimprese e aziende a conduzione familiare, spesso prive di personale amministrativo dedicato.
Tra ottobre e dicembre, le risorse aziendali sono assorbite dalla ricezione delle olive, dalla gestione dei conferimenti e dalla molitura, che può proseguire senza interruzioni per rispondere ai picchi di lavorazione. In questo contesto, un termine di 72 ore, comprendente anche le giornate festive, viene considerato particolarmente difficile da rispettare.
L’associazione ricorda inoltre che, già durante la definizione del decreto del 2013, l’ipotesi di un termine di tre giorni era stata contestata ai tavoli tecnici proprio per le difficoltà applicative. La finestra di sei giorni avrebbe rappresentato il compromesso tra le esigenze di tracciabilità e controllo e la necessità di garantire tempi compatibili con l’organizzazione aziendale.
Il paradosso del Documento di accompagnamento elettronico
A rendere controversa la modifica è anche la contemporanea introduzione dell’obbligatorietà del Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo (DAO), validato preventivamente attraverso il portale SIAN per le movimentazioni interessate dalla norma.
Secondo FOA Italia, il nuovo sistema consente di registrare le movimentazioni di olive e olio sfuso prima della partenza della merce, rendendo disponibili le informazioni necessarie ai controlli. La tracciabilità documentale sarebbe dunque già assicurata in una fase precedente rispetto al successivo consolidamento delle registrazioni di magazzino.
Per l’associazione, ridurre anche il termine per le annotazioni ordinarie non produrrebbe un vantaggio proporzionato sul fronte della prevenzione delle frodi. Il rischio, al contrario, sarebbe quello di moltiplicare gli adempimenti e le occasioni di irregolarità meramente formali.
Il rischio di sanzioni per ritardi anche minimi
Le conseguenze potrebbero essere particolarmente rilevanti durante i periodi di maggiore attività. Turni prolungati, conferimenti concentrati e lavorazioni continue aumentano infatti la difficoltà di garantire che ogni annotazione venga completata entro la nuova scadenza.
FOA Italia richiama inoltre il funzionamento della diffida prevista dall’articolo 1, comma 3, del decreto-legge 91/2014, che consente, in presenza dei relativi presupposti, di regolarizzare determinate violazioni sanabili. La possibilità di ricorrere a questo strumento non è però illimitata: la reiterazione di una violazione già oggetto di diffida può comportare l’applicazione delle sanzioni previste.
È questo uno dei punti più contestati dall’associazione. Un ritardo amministrativo di poche ore, in assenza delle condizioni per un’ulteriore regolarizzazione, potrebbe tradursi in una contestazione sanzionatoria anche quando la movimentazione sia già documentata attraverso il DAO e non vi siano intenti fraudolenti.
Il confronto resta aperto sulla proporzionalità degli obblighi
La questione sollevata dai frantoiani riguarda, in definitiva, il rapporto tra efficacia dei controlli e sostenibilità degli adempimenti. Da una parte, l’amministrazione punta a rafforzare la tempestività delle registrazioni e la tracciabilità delle movimentazioni; dall’altra, le imprese chiedono che le nuove prescrizioni siano commisurate alle dimensioni aziendali e ai ritmi effettivi della campagna olearia.
FOA Italia sostiene che mantenere il termine di sei giorni permetterebbe di conciliare le esigenze di controllo con la continuità produttiva, soprattutto nelle aziende familiari. La riduzione a tre giorni, invece, rischierebbe di aumentare il carico amministrativo e l’esposizione alle sanzioni senza un corrispondente miglioramento dei controlli antifrode.
Con il decreto in procinto di essere pubblicato, la categoria chiede quindi che le criticità segnalate vengano prese in considerazione. Il punto centrale resta la necessità di evitare che uno strumento nato per garantire trasparenza e tracciabilità si trasformi, nella fase più impegnativa dell’anno per i frantoi, in un ulteriore fattore di difficoltà operativa.
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