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Responsabilità, concretezza e unità per difendere l'extravergine tricolore: il ruolo della GDO
Discusso e proposto un tavolo permanente con la GDO, la Settimana dell'Olio Italiano, lo stop all'olio EVO come prodotto civetta e un piano di promozione pluriennale per i mercati esteri, a partire da Usa e Germania
21 ottobre 2026 | 11:40 | C. S.
Un incontro decisivo, quello svoltosi oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), per il futuro dell'olio extravergine italiano. Protagonista il FOOI – Filiera Olivicolo-Olearia Italiana, l'interprofessione che riunisce AIFO, Assitol (Confindustria), Assofrantoi, Italia Olivicola (CIA) e Unapol (Confagricoltura), intervenuta con un messaggio chiaro e sentito davanti ai rappresentanti della grande distribuzione organizzata e alle altre organizzazioni di settore.
Quattro le parole chiave che hanno scandito la posizione della filiera: responsabilità di tutti gli attori per la salvaguardia del patrimonio olivicolo italiano; valorizzazione dell'olio extravergine 100% italiano; concretezza delle proposte; unità di tutta la filiera, «nessuno escluso», nell'attuare le iniziative condivise.
Per rispondere alla crisi che attraversa il settore, il FOOI ha presentato linee di intervento da tradurre in progetti operativi, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Primo passo, il ringraziamento al MIMIT per aver coordinato l'incontro e la richiesta di un tavolo permanente di confronto con la GDO, «l'ultimo anello della filiera senza la quale non è possibile valorizzare a scaffale il prodotto italiano».
Sul fronte interno, le proposte sono tre: l'istituzione della Settimana dell'Olio Italiano, sostenuta da una comunicazione istituzionale; una maggiore visibilità a scaffale dell'olio tricolore attraverso strumenti di comunicazione sulla bottiglia, come una coccarda o un collarino; e l'eliminazione dell'olio di oliva dall'elenco dei prodotti traffic builder (le "civette"), con il bando delle vendite sottocosto. Un punto, quest'ultimo, su cui il FOOI richiama l'attenzione: usare l'extravergine 100% italiano come prodotto civetta «rischia di compromettere la percezione del valore del prodotto e di indebolire gli sforzi dell'intera filiera».
Per il mercato estero, invece, servono un Piano strategico pluriennale di promozione e comunicazione, una campagna immediata negli Usa e in Germania – i due mercati prioritari – e il coinvolgimento della ristorazione italiana all'estero, degli chef e delle comunità italiane nel mondo, rafforzando così il valore del riconoscimento UNESCO della Cucina Italiana.
Pur non negando «una scarsa adesione dimostrata dalla GDO», il FOOI ritiene che le forze non vadano disperse e insiste nel coinvolgere tutte le parti almeno in un'azione concreta e immediata, confidando nel ruolo determinante del MIMIT e del MASAF. L'obiettivo dichiarato è un percorso operativo condiviso, con impegni concreti, tempi definiti e risultati verificabili, capace di rafforzare l'intera filiera senza contrapposizioni tra le sue componenti.
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