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Un nuovo scaffale dell'olio è possibile, più trasparenza per i consumatori

Un nuovo scaffale dell'olio è possibile, più trasparenza per i consumatori

L'idea di FOA Italia è semplice: separare visivamente i blocchi espositivi nei punti vendita in base all'origine e alle certificazioni. Quattro le sezioni distinte previste dal piano: oli DOP e IGP, oli di origine 100% italiano, miscele di oli originari dell'Unione europea e, infine, miscele extra-UE o miste

21 ottobre 2026 | 11:33 | C. S.

Basta con l'ammasso indistinto di bottiglie sugli scaffali dei supermercati, dove il primo prezzo detta legge e il consumatore fatica a capire cosa sta davvero mettendo nel carrello. All'indomani del tavolo tecnico sulla valorizzazione del prodotto nazionale nella Grande Distribuzione Organizzata tenutosi ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, FOA Italia (Frantoi Oleari Associati) ha inviato una nota formale al dirigente della Divisione Agroindustria, Giacomo Vigna, per mettere nero su bianco una proposta operativa immediata.
Il punto di partenza è il superamento dell'attuale disordine espositivo che penalizza le produzioni di qualità, schiacciate da logiche promozionali aggressive. L'associazione, proseguendo il percorso istituzionale già avviato con gli incontri del 17 e 30 settembre scorsi, propone un sistema di autoregolamentazione pattizia promosso da MIMIT e MASAF insieme alla filiera e alla GDO.
L'idea è semplice: separare visivamente i blocchi espositivi nei punti vendita in base all'origine e alle certificazioni. Quattro le sezioni distinte previste dal piano: oli DOP e IGP, oli di origine 100% italiano, miscele di oli originari dell'Unione europea e, infine, miscele extra-UE o miste. All'interno di ogni singolo blocco, ciascuna insegna manterrà piena libertà su prezzi, formati e marche. Per evitare qualsiasi contestazione comunitaria o rilievo da parte dell'Antitrust, i reparti adotteranno una cartellonistica neutra e standardizzata, scritta direttamente dai Ministeri, che riporterà esclusivamente le diciture legali d'origine senza stabilire improprie classifiche di qualità.
Una riorganizzazione del genere ha però dei costi ed è qui che si inserisce il secondo pilastro della proposta di FOA Italia: il "Credito d'imposta per la Filiera Integrata Corta e la Trasparenza Espositiva".
Per non incorrere in sanzioni europee legate agli aiuti di Stato o a discriminazioni basate sulla nazionalità, il beneficio fiscale è stato disegnato su parametri puramente ambientali, logistici e di tracciabilità. Da un lato, il credito premierà i confezionatori che garantiscono la tracciabilità telematica continua dei lotti (dal frantoio alla bottiglia) e che riducono i chilometri percorsi dalla materia prima verso i centri di distribuzione, tagliando così i consumi di carburante e le emissioni. Dall'altro, compenserà la GDO per le spese vive di rifacimento degli spazi, modifica dei planogrammi e installazione della nuova segnaletica.
«Chi fa la spesa ha il diritto di capire al primo sguardo se sta comprando un extravergine 100% italiano, una DOP o una miscela di oli comunitari ed extracomunitari, senza dover decifrare etichette minuscole tra un'offerta stracciata e l'altra», dichiara Michele Librandi, presidente di FOA Italia. «Oggi sugli scaffali regna una confusione che mortifica il lavoro dei frantoi e disorienta le famiglie, mettendo sullo stesso piano prodotti con costi e standard disciplinari imparagonabili. Non chiediamo divieti o barriere, ma chiarezza. Con il credito d'imposta legato alla logistica sostenibile e alla tracciabilità digitale diamo alla Grande Distribuzione e agli imbottigliatori uno strumento concreto, pienamente in linea con le norme di Bruxelles, per rifare gli scaffali subito. I tempi tecnici ci sono tutti: inquadrando la misura nel regime de minimis o nelle esenzioni per l'efficienza energetica, possiamo partire già per la campagna olearia 2026/2027. I nostri uffici sono già pronti a consegnare al Ministero la bozza del Protocollo d'Intesa e i parametri tecnici della misura fiscale».
L'adozione di un accordo volontario recepito tramite un decreto di indirizzo non coercitivo permetterà inoltre di evitare i lunghi tempi della notifica TRIS alla Commissione Europea, rendendo lo strumento immediatamente operativo.

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