Associazioni di idee

Vendemmia 2026, siccità e perdite fino al 70% in Abruzzo

Vendemmia 2026, siccità e perdite fino al 70% in Abruzzo

Dopo la peronospora del 2023 e la siccità degli ultimi anni, una nuova emergenza colpisce aziende e cooperative. Servono interventi immediati e una strategia per salvaguardare produzione, mercato e reddito

30 agosto 2026 | 10:00 | C. S.

La vendemmia 2026 entra nel vivo in Abruzzo e i primi riscontri dalle campagne confermano una situazione particolarmente difficile. La prolungata assenza di precipitazioni e le temperature elevate hanno determinato un forte stress idrico e termico nei vigneti, con perdite produttive che nelle aree più colpite arrivano fino al 70%.

Le criticità maggiori si registrano negli areali viticoli litoranei e di media collina delle province di Chieti e Pescara, con appassimenti delle uve, colpi di sole, riduzione del peso degli acini e perdita più rapida dell’acidità.

La situazione resta differenziata da territorio a territorio e CIA Chieti-Pescara sottolinea quindi la necessità di non generalizzare il dato del 70% all’intera produzione regionale.

La raccolta, iniziata il 3 agosto con le varietà bianche più precoci, è partita con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni. Pecorino e Trebbiano sono già in raccolta in diverse aree, mentre per Montepulciano e varietà medio-tardive le prossime settimane saranno decisive.

«Il problema è che questa emergenza arriva dopo anni nei quali le nostre aziende non hanno praticamente avuto tregua», dichiara Domenico Bomba, presidente CIA Chieti-Pescara. «Nel 2023 la peronospora ha provocato danni enormi alla viticoltura abruzzese, poi sono arrivate la siccità e altre avversità climatiche e oggi ci troviamo nuovamente a fare i conti con la mancanza d’acqua. Non parliamo più di una singola annata negativa, ma di una crisi che sta diventando strutturale».

A preoccupare CIA non è soltanto la perdita produttiva della singola azienda. Dopo più campagne difficili consecutive, molte imprese agricole stanno esaurendo la capacità economica di assorbire nuove perdite.

«Un’azienda può riuscire a superare un’annata difficile, forse anche due. Ma quando le emergenze diventano continue viene meno la possibilità di recuperare», continua Bomba. «Dobbiamo dirlo chiaramente: alcune aziende rischiano di chiudere definitivamente. E quando chiude un’azienda agricola perdiamo produzione, occupazione, presidio del territorio e una parte della nostra economia rurale».

Ma la riduzione della produzione si trasferisce inevitabilmente anche sul sistema cooperativo e sulle cantine. Meno uva conferita significa lavorare volumi inferiori mantenendo una parte importante degli stessi costi di struttura, trasformazione, personale ed energia, con un conseguente aumento dei costi per unità di prodotto.

Per una regione fortemente vitivinicola come l’Abruzzo, quindi, il problema non riguarda più soltanto il vigneto ma la sostenibilità economica dell’intera filiera.

«Le nostre cooperative rappresentano un patrimonio economico e sociale fondamentale», sottolinea Bomba. «Se diminuisce drasticamente il prodotto da trasformare, aumentano i costi e si riducono i margini. Dobbiamo salvaguardare insieme produttori, cooperative e capacità competitiva del vino abruzzese sui mercati».

A rendere il quadro ancora più complesso sono le condizioni del mercato. Al 31 luglio 2026, secondo il report ICQRF Cantina Italia, nelle cantine abruzzesi risultavano 2,46 milioni di ettolitri di vino in giacenza, dei quali 1,96 milioni nella sola provincia di Chieti, quasi l’80% del totale regionale. La riduzione della produzione provocata dalla siccità, quindi, non può essere automaticamente interpretata come una condizione favorevole per i prezzi.

«Il rischio è un paradosso: produrre meno, avere costi più alti e non riuscire comunque a ottenere una remunerazione adeguata», afferma Bomba. «Per questo serve un messaggio chiaro anche al mercato: in questa fase occorre responsabilità da parte di tutti gli attori della filiera. Il valore delle uve e del vino deve consentire alle aziende e alle cooperative di continuare a produrre. Difendere il reddito agricolo significa oggi difendere il futuro stesso della vitivinicoltura abruzzese».

CIA Chieti-Pescara attiverà immediatamente la propria rete dei CAA per assistere le aziende interessate nella segnalazione dei danni e nell’attivazione delle procedure previste nell’ambito di AGRICAT, verificando le condizioni delle singole imprese.

Parallelamente saranno raccolte le segnalazioni provenienti dal territorio per arrivare a una quantificazione puntuale delle perdite e sostenere tutte le ulteriori iniziative necessarie nei confronti della Regione e delle istituzioni nazionali.

«I produttori non saranno lasciati soli. Saremo al loro fianco nelle procedure amministrative, ma contemporaneamente porteremo avanti ogni azione sindacale e istituzionale necessaria», assicura Bomba.

CIA chiede una ricognizione immediata dei danni, strumenti per garantire liquidità alle imprese maggiormente colpite e, soprattutto, una strategia strutturale sulla gestione dell’acqua.

«Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo ogni emergenza. Dopo la peronospora e le ripetute siccità, il cambiamento climatico è ormai entrato nei bilanci delle nostre aziende. Oggi non dobbiamo soltanto salvare una vendemmia. Dobbiamo salvaguardare le aziende, le cooperative, il mercato e il futuro dell’intera filiera vitivinicola abruzzese», conclude Bomba.

Potrebbero interessarti

Associazioni di idee

Il DAO è realtà, Orgoglio Olivicolo festeggia

Il decreto ministeriale è stato approvato in Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato Regioni con le modifiche richieste dalle Regioni. Passano dunque le procedure per la tracciabilità estesa, con l’obbligo del documento che viene esteso agli oli di oliva stranieri

22 ottobre 2026 | 13:59

Associazioni di idee

Responsabilità, concretezza e unità per difendere l'extravergine tricolore: il ruolo della GDO

Discusso e proposto un tavolo permanente con la GDO, la Settimana dell'Olio Italiano, lo stop all'olio EVO come prodotto civetta e un piano di promozione pluriennale per i mercati esteri, a partire da Usa e Germania

21 ottobre 2026 | 11:40

Associazioni di idee

Uva da tavola, ecco cinque curiosità che pochi conoscono

Nella giornata inaugurale della fiera Luv di Bari, l'influencer e biologo nutrizionista Andrea Filipponi ha pubblicato un contenuto dedicato. Agrocepi e OP Apoc: "Un'occasione per avvicinare nuovi consumatori a un prodotto simbolo dell'agricoltura italiana"

 

21 ottobre 2026 | 11:37

Associazioni di idee

Un nuovo scaffale dell'olio è possibile, più trasparenza per i consumatori

L'idea di FOA Italia è semplice: separare visivamente i blocchi espositivi nei punti vendita in base all'origine e alle certificazioni. Quattro le sezioni distinte previste dal piano: oli DOP e IGP, oli di origine 100% italiano, miscele di oli originari dell'Unione europea e, infine, miscele extra-UE o miste

21 ottobre 2026 | 11:33

Associazioni di idee

Regolamento biologico Ue, accordo sulla revisione: prorogata al 2036 l’equivalenza con i Paesi terzi

Copa e Cogeca accolgono positivamente l’intesa provvisoria raggiunta tra Parlamento europeo e Consiglio sulla revisione mirata del Regolamento (Ue) 2018/848. Confermata la continuità degli accordi di equivalenza con i Paesi terzi fino al 2036

21 ottobre 2026 | 10:00

Associazioni di idee

Coldiretti lancia un gioco elettronico educativo: Farmcraft – Coltiva il tuo mondo

Lanciato il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole attraverso il videogioco più venduto della storia. Presto sarà nelle scuole calabresi

20 ottobre 2026 | 15:15