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La visione dei consumatori italiani sulla sfida per Deoleo: l'olio di oliva all'Italia o alla Spagna?

La visione dei consumatori italiani sulla sfida per Deoleo: l'olio di oliva all'Italia o alla Spagna?

La battaglia per il controllo del colosso oleario Deoleo, proprietario di marchi storici come Bertolli e Carapelli, si infiamma. Mentre l'offerta dell'italiana Pietro Coricelli sfida la cooperativa spagnola Dcoop, l'associazione dei consumatori Konsumer Italia lancia un appello al Governo: la sovranità alimentare è in gioco e non si può restare a guardare

27 agosto 2026 | 11:02 | C. S.

La partita per l'acquisizione di Deoleo, uno dei maggiori gruppi mondiali del settore dell'olio d'oliva, si sta trasformando in una vera e propria sfida tra Italia e Spagna, con in palio non solo miliardi di euro, ma il futuro di marchi che hanno fatto la storia del food made in Italy. A lanciare un allarme, in questo clima di tensione, è Konsumer Italia, che attraverso una nota indirizzata al Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida chiede un intervento istituzionale per evitare che il nostro Paese rimanga un "semplice spettatore".

Un'operazione strategica per il Made in Italy

Al centro della contesa c'è Deoleo, la multinazionale anglo-spagnola che controlla le italianissime Carapelli e Bertolli, insieme ai marchi spagnoli Carbonell e Koipe. Secondo le ultime indiscrezioni, sul piatto ci sarebbero due offerte principali: quella del gruppo italiano Pietro Coricelli, che ha rilanciato con 500 milioni di euro, e quella della cooperativa spagnola Dcoop, ferma a 470 milioni.

Per Konsumer Italia, l'eventuale successo di Pietro Coricelli non è solo una questione di campanilismo industriale. In una lettera al Governo, l'associazione sottolinea come "l'olio di oliva è parte del patrimonio agricolo, economico, alimentare e culturale dell'Italia". L'acquisizione, quindi, rappresenterebbe un'opportunità per "ricondurre sotto il controllo di un'impresa nazionale marchi che hanno accompagnato per generazioni le famiglie italiane".

La 'guerra' dei governi e il rischio di restare indietro

La tensione attorno all'operazione è altissima, e i riflessi politici si fanno sentire da entrambi i lati delle Alpi. Mentre il governo spagnolo si è subito attivato per sostenere Dcoop e difendere l'"ibericità" di Deoleo, il ministro Lollobrigida sarebbe intervenuto per compattare il fronte italiano, invitando la filiera a non dividersi. Proprio questo intervento avrebbe portato al ritiro dalla cordata di Bonifiche Ferraresi, semplificando la strada a Coricelli.

Di fronte a questa mobilitazione, la domanda di Konsumer Italia è chiara: "Se altri Paesi considerano strategico sostenere e difendere il proprio sistema agroalimentare, perché l'Italia dovrebbe rimanere semplice spettatrice?".

La sovranità alimentare come banco di prova

Per i consumatori italiani, la posta in gioco va ben oltre la proprietà di un'azienda. L'associazione, che dichiara di apprezzare l'impegno di Pietro Coricelli verso "produzioni di olio extravergine di oliva 100% italiano" e accordi di filiera, vede nella possibile acquisizione un'occasione per rilanciare l'intera filiera olivicola nazionale.

Konsumer Italia chiede al Governo di accompagnare l'operazione, ma anche di trasformarla in un punto di partenza per una nuova sfida: promuovere la trasparenza sull'origine degli oli, rafforzare i contratti di filiera con i produttori nazionali e valorizzare i marchi storici italiani nel mondo. "Se la sovranità alimentare è una scelta strategica dell'Italia", conclude la nota, "l'operazione Deoleo rappresenta oggi un banco di prova concreto sul quale misurarla".

Un futuro tutto da scrivere

Mentre il tempo stringe e la data del 31 agosto segna il termine per la presentazione delle offerte, lo scontro tra i due modelli produttivi si fa sempre più acceso. Da un lato, la cooperativa spagnola Dcoop difende un'identità produttiva fortemente legata al territorio andaluso; dall'altro, il gruppo italiano Coricelli, che ha già una forte presenza in Spagna attraverso il holding Farmers Elite Global, promette di valorizzare il patrimonio di Deoleo senza smembrarlo. Per il Governo italiano, e per i consumatori che guardano con interesse a questa partita, il momento di scegliere è arrivato.

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