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Blockchain su tutto l'olio d'oliva in Italia contro le frodi
Oltre a intensificare sempre più i controlli ai porti e alle frontiere, con particolare riferimento alle aree portuali del Meridione dove si concentrano i maggiori arrivi di prodotto estero, è arrivato il momento di cominciare a ragionare sull’utilizzo della blockchain
14 luglio 2026 | 18:35 | C. S.
“Il settore olivicolo-oleario nazionale sta attraversando una fase estremamente complessa, con costi di produzione in continuo aumento e quotazioni scese addirittura sotto i 6€/L, senza contare le elevate giacenze di prodotto, peraltro in forte e costante svalutazione; proprio per questo, è di fondamentale importanza l’attenzione mostrata dal governo e il rafforzamento dell’attività ispettiva illustrata oggi al Masaf”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Tommaso Battista, intervenendo all’odierna riunione del Tavolo Olio, svoltasi alla presenza del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida.
“Quello dei controlli - ha aggiunto Battista - è un tema fondamentale, dal quale dipende buon parte dello sviluppo del settore; oltre a intensificare sempre più i controlli ai porti e alle frontiere, con particolare riferimento alle aree portuali del Meridione dove si concentrano i maggiori arrivi di prodotto estero, è arrivato il momento di cominciare a ragionare sull’utilizzo della blockchain per dare un ‘passaporto digitale’ a ogni carico di olio che entra nel Belpaese, così da tracciarne ogni singolo lotto ed evitare, di riflesso, che il prodotto estero vada indirettamente a beneficiare delle misure di stabilizzazione del mercato italiano”.
“Tracciando tutto l’olio che entra nel Belpaese e andandolo poi a incrociare con le registrazioni fatte nei frantoi potremmo avvicinarci moltissimo alla risoluzione di una annosa e atavica problematica che grava da anni sulle spalle dei produttori agricoli”, ha rimarcato il presidente, evidenziando l’opportunità di “andare a rivedere i contingenti tariffare agevolati a carico di altri paesi produttori, quali ad esempio la Tunisia, divenuto ormai il secondo produttore di olio d’oliva a livello mondiale”.
“Oltre ai controlli, analoga importanza rivestono gli attesi interventi sul versante della liquidità a disposizione delle imprese e sulla sempre più avvertita necessità di continuare a investire sulla promozione dell’olio italiano; per contrastare la forte svalutazione del prodotto, che sta causando un significativo danno erariale alle aziende, chiediamo l’anticipo immediato dei pagamenti PAC all’85% per tutti i produttori e la messa in campo di un piano straordinario di credito agevolato e di moratorie bancarie sui mutui per tutti quei frantoi che hanno i magazzini pieni e non riescono a saldare i produttori”, ha suggerito il presidente della Copagri.
“Sul versante della promozione, invece, è necessario insistere sulle campagne di promozione finalizzate a spiegare al consumatore il reale valore del Made in Italy e trasmettere l’importanza delle innumerevoli qualità organolettiche che caratterizzano la straordinaria varietà delle cultivar italiane”, ha aggiunto Battista, esprimendo soddisfazione per la campagna promozionale istituzionale avviata pochi giorni fa.
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