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Speculazioni e inganni dimezzano i prezzi dell'olio di oliva italiano

Speculazioni e inganni dimezzano i prezzi dell'olio di oliva italiano

I conti non tornano, sottolineano Coldiretti e Unaprol, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori. Chiesto un deciso rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera dell'olio, puntando sull’impiego delle più avanzate tecnologie scientifiche per contrastare frodi e falsificazioni sull’origine

19 giugno 2026 | 10:45 | C. S.

E’ a rischio la salute dei cittadini con gli inganni messi in campo dai trafficanti di olio che fanno crollare i prezzi dell’olio extravergine d’oliva italiano, praticamente dimezzati rispetto allo scorso anno. Clorofilla, olio deodorato, sostanze chimiche usate per ingannare gli italiani sulla reale qualità dell'olio sono alcune delle pratiche più diffuse che rovinano il sistema Italia. Il tutto mentre gli arrivi dall’estero spingono sempre più al ribasso le quotazioni, favorendo speculazioni e frodi che minacciano la sopravvivenza delle aziende tricolori e ingannano i cittadini. Prodotti che finiscono anche nelle scuole e negli ospedali, compromettendo la salute di bambini e malati, e per questo bisogna lavorare affinché nelle mense vengano utilizzati solo prodotti italiani, sicuri e di qualità.
A lanciare l’allarme sono Coldiretti e Unaprol con migliaia di agricoltori arrivati a Bari per protestare contro quei trafficanti di olio che stanno facendo crollare le quotazioni del prodotto italiano, costringendo gli olivicoltori italiani a lavorare in perdita mentre gli scaffali dei supermercati si riempiono di olio di bassa qualità, spesso di provenienza extra Ue, spinto dalle vendite sottocosto. 
I prezzi dell’extravergine pagati agli olivicoltori stanno registrando una caduta verticale che li ha fatti arrivare vicini alla soglia dei 5 euro al litro, rispetto ai circa 9 euro corrisposti lo scorso anno, secondo l’analisi di Coldiretti e Unaprol. Una cifra ampiamente al di sotto dei costi di produzione medi, con l’aggravante che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sta costando oltre 200 euro ad ettaro in più agli olivicoltori italiani. 
Per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno.
I conti non tornano, sottolineano Coldiretti e Unaprol, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini e agricoltori.

Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno preso parte il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni. Per l’occasione è stato allestito un grande tavolo degli inganni per far vedere ai cittadini come i trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con miscelazioni pericolose e non controllate. Un’occasione per toccare con mano gli effetti degli arrivi incontrollati dall’estero e di poter assaggiare olii di qualità nel grande mercato di Campagna Amica allestito per l’occasione così da comprendere fino in fondo la differenza tra un vero olio extravergine di oliva e uno camuffato che finisce sulle nostre tavole con tutti i rischi che può comportare un prodotto di cui non è sicura l'origine e la qualità. 
Per tutelare la filiera dell’extravergine italiano e la salute dei cittadini, Coldiretti e Unaprol chiedono un deciso rafforzamento dell’attività di controllo lungo tutta la filiera dell'olio, puntando sull’impiego delle più avanzate tecnologie scientifiche per contrastare frodi e falsificazioni sull’origine dei prodotti. Strumenti come la risonanza magnetica nucleare e la mappatura isotopica consentono infatti di identificare con precisione la provenienza dell’olio e dovrebbero essere pienamente riconosciuti come elementi probatori nei procedimenti giudiziari.

Le due organizzazioni sollecitano inoltre un’applicazione rigorosa della normativa contro le pratiche commerciali sleali e contro le vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione, a tutela del reddito degli olivicoltori. Tra le richieste figura anche il divieto di commercializzare come extravergine miscele ottenute con la successiva aggiunta dell'olio di oliva vergine, di minor pregio.
Per garantire una tracciabilità completa e avanzata della filiera viene ritenuta indispensabile l’introduzione del documento di trasporto elettronico delle olive fin dalla fase di conferimento. Sul fronte commerciale, Coldiretti e Unaprol chiedono infine la sospensione delle importazioni di olio tunisino a dazio zero e il superamento del regime di Traffico di perfezionamento attivo (Tpa) applicato agli oli esteri, considerato un potenziale punto critico per l’ingresso sul mercato di prodotti suscettibili di generare fenomeni fraudolenti.

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