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Prezzi decorosi per grano e olio d'oliva: stop alle frodi
Per Coldiretti occorre rafforzare il sistema delle ispezioni, a partire dai porti, e utilizzare le nuove tecnologie come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica come prove in tribunale
12 giugno 2026 | 18:17 | S. C.
Per difendere la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori occorre rafforzare il sistema dei controlli sulla filiera agroalimentare, alle frontiere come sul territorio nazionale, introducendo strumenti innovativi come la risonanza magnetica e la mappatura isotopica, che dovrebbero essere riconosciuti come prove valide anche in sede giudiziaria.
Solo così si può fare piena luce su manovre illecite e speculazioni messe in atto da quei trafficanti che mettono a rischio il futuro dell’agricoltura italiana e i record del made in Italy a tavola. E’ l’appello lanciato dalla Coldiretti nel corso della riunione della cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare convocata al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare. Per contrastare le frodi – spiega Coldiretti - occorre verificare con maggiore attenzione l’applicazione dei decreti sull’origine dei prodotti, individuando e sanzionando eventuali false dichiarazioni già perseguibili dalla legge Caselli contro l’agropirateria. Accanto alla nuova normativa sui reati agroalimentari, resta centrale la battaglia per la trasparenza dell’origine dei prodotti. La sfida – sottolinea Coldiretti - è modificare il codice doganale e cancellare per tutti gli alimenti la regola dell’ultima trasformazione sostanziale, introducendo l’obbligo di indicare chiaramente l’origine degli alimenti in tutta l’Unione europea. Chi acquista deve poter sapere con certezza da dove proviene il cibo che porta in tavola.
E’ il caso dell’olio, dove per capire l’inganno basta guardare ai numeri. I dati ufficiali della filiera mostrano infatti che l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio extra vergine d’oliva, cifra che peraltro potrebbe essere rivista ulteriormente al ribasso con controlli più stringenti, a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, un export di 318 milioni di litri e un import di ben 545 milioni di litri all’anno. I conti non tornano - evidenzia Coldiretti -, perché c’è chi trucca l’origine ingannando cittadini.
Per questo, particolare attenzione va riservata ai controlli nei porti e alle frontiere, dove arrivano merci che rischiano di essere successivamente commercializzate come italiane, aumentando la dotazione del personale delle forze dell’ordine da destinare a questa attività. Le recenti operazioni – continua Coldiretti - hanno dimostrato l’esistenza di sistemi fraudolenti consolidati, compresi tentativi di acquistare fatture da agricoltori compiacenti per falsificare l’origine del grano duro. Uno scandalo contro il quale migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza due giorni fa davanti alle prefetture di tredici capoluoghi di regione.
Per rafforzare l’efficacia dell’attività di vigilanza è poi necessario rendere interoperabili le banche dati, a partire da quelle dell’Agenzia delle Dogane, e garantire alla Cabina di regia l’accesso trimestrale ai dati sulle importazioni per singolo settore merceologico. Allo stesso tempo – rileva Coldiretti - va rafforzato l’organico dei reparti specializzati nella lotta alle frodi economiche e intensificate le verifiche sulle pratiche commerciali sleali, incrociando i dati sui prezzi con quelli della tracciabilità.
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