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Non c'è turismo rurale senza agriturismo: Cammini d'Italia
Il turismo italiano ha un asset finalmente riconosciuto nei cammini, gli agriturismi che per natura si trovano lungo i sentieri, lo sono altrettanto. Luoghi di ristoro, ma anche narrazione ed esperienzia nel contribuire alla condivisione di un patrimonio culturale
23 febbraio 2026 | 11:00 | C. S.
Per oltre 100 Cammini più di 26 mila agriturismi, tra valli, colline e monti di tutto il Paese. La promozione e valorizzazione degli itinerari italiani ha un tracciato già scritto, passa attraverso le aziende agricole che puntano sul binomio materie prime-piatti contadini e della tradizione, sulla salvaguardia del territorio, sull’accoglienza nel mondo di chi produce ogni giorno l’essenza del cibo tricolore. A dirlo è Cia-Agricoltori Italiani con la sua associazione agrituristica Turismo Verde, rilanciando il messaggio: “La nuova legge quadro sui Cammini può essere, anche per questo, una svolta per l’Italia”.
Il riferimento, guardando anche all’input del Ministero del Turismo, è al ruolo strategico giocato dagli agriturismi lungo tutto lo stivale, punto di riferimento, non solo fisico come luoghi di ristoro, ma anche narrativo ed esperienziale nel contribuire alla condivisione di un patrimonio culturale prezioso per il Paese, ma a rischio con tutta la fragilità delle zone rurali.
Cia e Turismo Verde trovano per questo, e nuovamente, negli agriturismi il filo conduttore rispetto agli obiettivi della legge stessa. Il turismo italiano ha un asset finalmente riconosciuto nei cammini, gli agriturismi che per natura si trovano lungo i sentieri, lo sono altrettanto.
Cia e Turismo Verde concordano, quindi, rispetto all’importanza della legge, sulla necessità di mettere ordine in un universo ancora frammentato, ma che ha registrato negli ultimi anni una crescita costante di presenze, con effetti diretti su accoglienza diffusa e piccole imprese locali, soprattutto nelle aree interne.
L’appello alle istituzione e a tutte le associazioni coinvolte, a lavorare insieme, finalmente in un perimetro normativo di promozione nazionale, che rafforza la governance regionale in materia, e dove gli agriturismi possano fare la loro parte a supporto della cabina di regia, nella costruzione della banca dati, partecipando al tavolo permanente previsto, contribuendo alla programmazione degli interventi, per il valore aggiunto che possono apportare in termini di servizi, oltre l’accoglienza, come punti informativi, ma anche stazioni di supporto a tutela di salute e sicurezza dei camminatori.
“Nella mappatura promozionale devono assolutamente poter rientrare gli agriturismo -dichiarano i presidenti nazionali Cristiano Fini (Cia) e Mario Grillo (Turismo Verde-Cia)-. Noi siamo a disposizione con la nostra rete di agriturismi che già su molti itinerari sono strutture convenzionate e rappresentano l’amplificatore ideale di un turismo più consapevole e green, autentico e sostenibile, che tra i campi, in azienda, come in cucina e a tavola, sta già rispondendo a una richiesta in significativa espansione”. Negli ultimi 10 anni gli arrivi negli agriturismi italiani sono cresciuti del 70% e quelli dall’estero hanno registrato un +100%.
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