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Donato Boscia assolto sul caso Xylella: il plauso delle associazioni
L’archiviazione di tutte le accuse a Donato Boscia, ex direttore dell’Istituto per la Protezione delle piante del CNR, dimostra ancora una volta che cercare capri espiatori e dare credito a tesi negazioniste e complottiste è stato un modo di agire del tutto folle e dannoso
21 febbraio 2026 | 10:00 | C. S.
“Giustizia è fatta, stregoni e complottisti se ne facciano una ragione, ora la lotta alla Xylella e la ricerca di una soluzione definitiva agli effetti e alla diffusione del batterio riprendano con più vigore, sostenendo la ricerca scientifica e avendo come obiettivo il ripristino del potenziale produttivo olivicolo in tutte le zone colpite”.
È Gennaro Sicolo, in qualità di presidente di Italia Olivicola e di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, a commentare con soddisfazione l’archiviazione delle accuse mosse da complottisti e negazionisti a Donato Boscia, ex direttore dell’Istituto per la Protezione delle piante del CNR. Accuse che ipotizzavano reati pesanti per Boscia in relazione al suo impegno degli anni passati per contrastare la diffusione della Xylella. “Come dimostra il dispositivo del provvedimento”, aggiunge Sicolo, “noi contrastammo l’azione di stregoni e complottisti dall’inizio e, con ancora più vigore dal 2018 al 2022 a sostegno di Boscia, denunciando come quelle azioni stessero rallentando e ostacolando il piano di contrasto alla Xylella. Denunciammo i ritardi che quelle azioni causavano, auspicando che l’azione delle istituzioni fosse guidato dagli esiti degli studi scientifici condotti sul campo”.
“L’archiviazione di tutte le accuse”, continua Sicolo, “dimostra ancora una volta, e ci auguriamo definitivamente, che cercare capri espiatori e dare credito a tesi negazioniste e complottiste è stato un modo di agire del tutto folle e dannoso da parte di chi vi si è dedicato per anni e anni, invece di sostenere la scienza e aiutare coloro che da oltre 10 anni si stanno applicando in silenzio, senza sbraitare, con impegno, dedizione e sacrifici a cercare di costruire un argine contro l’ulteriore avanzata della Xylella. La posizione di Italia Olivicola e di CIA Agricoltori Italiani di Puglia è netta e chiara: basta complottismi, si lavori tutti insieme per trovare una soluzione reale ed efficacia a una problematica enorme e complessa, e lo si faccia nell’esclusivo interesse di tutto il comparto olivicolo-oleario”, ha concluso Sicolo.
“Si chiude una stagione buia che ha solo alimentato scontri di natura ideologica e rallentato con gravi responsabilità da parte dei negazionisti i processi di contenimento del batterio killer della Xylella”. Lo ha dichiarato Tommaso Loiodice, presidente di Unapol, facendo riferimento alla sentenza del Gip del Tribunale di Bari, Giuseppe Ronzino, che ha archiviato il procedimento a carico del professor Donato Boscia, ex direttore dell’Istituto di protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari, accusato di aver contribuito alla diffusione della Xylella, il batterio killer che in oltre dieci anni ha distrutto in Puglia milioni di ulivi.
“Il giorno in cui presentammo presso la procura di Roma – ha spiegato Loiodice - l’esposto contro Ciampolillo, l’ex senatore del M5s passato alla cronaca per aver tentato di impedire il taglio di un ulivo infetto in un terreno di Cisternino che gli era stato concesso in comodato gratuito, avevamo visto bene dando fiducia all’operato del professor Boscia, sulla cui integrità morale e professionale non ho mai avuto dubbi, unitamente alla comunità scientifica del Cnr. Mi auguro che una volta per tutte si comprenda che le emergenze fitosanitarie non possono che essere affrontate con alto senso di responsabilità da parte delle istituzioni avvalendosi del rigore scientifico”.
Secondo Loiodice, “ora è necessario costruire un ponte per un futuro di rinascita e rilancio dell’olivicoltura pugliese e nazionale. Bisogna rendere attuativo il Piano Olivicolo Nazionale con investimenti e interventi strutturali in tempi certi, rapidi ed efficaci, anche alla luce delle notizie – diffuse dall’Area Studi Mediobanca - che vedono cedere la produzione di olio extravergine di oliva e dimezzare il peso dell’Italia sulla produzione mondiale di olio d’oliva passando dal 12,7% del 2023-24 al 6,3% del 2024-25. Un dato – ha concluso il presidente di Unapol - che sintetizza il calo delle superfici coltivate ridottesi di circa il 7% tra il 2014 e il 2024 e delle difficili condizioni meteo degli ultimi anni”.
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